Influenza: in arrivo la variante australiana
È incominciata in anticipo quest’anno, rispetto alla stagione 2023-2024, la campagna vaccinale contro l’influenza, anche perché preoccupa la “variante australiana”, il tipo virale H3N2, che nell’emisfero sud del mondo ha innescato durante la stagione invernale una pesante influenza, con un alto numero di ricoveri e di pazienti in terapia intensiva. Ora si prevede, infatti, che la nuova influenza causerà dai 15 ai 20 milioni di infezioni, mentre nella passata stagione sono stati 14,6 milioni gli italiani colpiti da sindromi simil-influenzali, con un picco nelle due ultime settimane del 2023, a fronte di 10,5 milioni di dose di vaccino somministrate.
La variante australiana sarà piuttosto aggressiva e causerà -si prevede- dai 15 ai 20 milioni di infezioni. I sintomi della variante H3N2 sono febbre oltre i 38 gradi, naso che cola, occhi arrossati, dolori muscolari e articolari.
I sintomi della nuova variante sono simili al tipo H1N1, seppur più aggressivi, vale a dire febbre oltre i 38 gradi, tosse e naso che cola, occhi arrossati e dolori muscolari e articolari. E simile è anche la terapia consigliata dal medico: un antinfiammatorio e poi agli anziani e pazienti fragili va fatto anche un tampone, per escludere la presenza di Covid-19, la cui cura richiederebbe l’antivirale Paxlovid. Ma la sorveglianza epidemiologica deve poter escludere il virus influenzale da altri agenti patogeni respiratori, che richiedono interventi particolari. Oltre al SarsCoV2, infatti, ci sono i virus respiratorio sinciziale (Rsv), particolarmente temibile nei neonati, i Rhinovirus, i virus Parainfluenzali, l’Adenovirus, il Metapneumovirus, il Bocavirus e altri coronavirus umani.
Proprio per monitorare la situazione, l’Istituto superiore di Sanità ha avviato una sorveglianza epidemiologica delle sindromi simil-influenzali, attivando la rete “RespiVirNet”, che dai primi di novembre monitorerà almeno il 4% della popolazione, offrendo così un quadro di come si evolve la situazione. In ogni caso, proprio per evitare maggiori pericoli derivanti dalla variante australiana, si consiglia di aumentare le vaccinazioni, soprattutto tra le persone anziane e fragili, in modo da ridurre il rischio delle complicanze.
In questo obiettivo rientra anche l’ampliamento dei punti vaccinali grazie alla disponibilità delle farmacie, che garantiscono una diffusa copertura, proprio per la loro capillarità. E così vaccinarsi diventa ora più semplice. Non va dimenticato, infatti, che la prevenzione primaria rappresenta la base essenziale di ogni percorso di salute e che questo principio risulta ancor più valido se rapportato alle sindromi simil-influenzali.








