Torna a tutti gli articoli

Informatori scientifici del farmaco: proposta di legge per istituire l’Ordine professionale

24 Aprile 2025
Attualità

Una proposta di legge per istituire, in tempi brevi, l’albo degli informatori scientifici italiani: lo ha annunciato Francesco Cannizzaro, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in occasione del convegno “Informazione scientifica, presente e futuro” organizzato da Fedaiisf, federazione delle associazioni italiane degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco, a Cosmofarma 2025.

 L’istituzione di un ordine professionale degli Isf, creato alla luce del riordino delle professioni sanitarie, sarebbe un valido supporto e un argine a tentativi di ingerenze sulla professione, vincolando a un codice etico e alla deontologia, anche i dipendenti aziendali.

«Non esiste territorio del nostro paese dove non ci sia la presenza degli informatori del farmaco, che sono in contatto costante con medici di base, ospedali pubblici, operatori sanitari» ha spiegato Cannizzaro, che ha poi sottolineato come la proposta di legge sia nata dall’esperienza fatta in Calabria, dove, in assenza di un albo degli informatori, è stato istituito un registro degli Isf che ha fatto da modello alla proposta di legge depositata a Montecitorio.

Il sottosegretario Marcello Gemmato, presente all’incontro, è intervenuto spiegando che il riordino delle professioni sanitarie, all’esame del Ministero, dà spazio anche agli informatori scientifici, ma ancor più spazio è previsto con il ritorno di nuovi farmaci complessi dalla distribuzione diretta alla convenzionata. «È mia intenzione superare la legge 405 del 2001 sulla distribuzione diretta e tornare allo schema classico secondo cui il farmaco viene prescritto dal medico di base, anche grazie al supporto degli informatori scientifici, e poi erogato nelle farmacie di comunità che rendono il farmaco sempre accessibile ai pazienti: in qualunque giorno, orario e località, anche piccola» ha spiegato Gemmato «Questo modello, che io chiamo ‘win win’, fa vincere il cittadino, che non deve fare il sacrificio di andare a prendere il farmaco nelle farmacie ospedaliere, con il rischio di far saltare l’aderenza terapeutica, non svilisce la professione del medico e del farmacista e recupera anche la figura degli Isf».

L’informazione scientifica è stata creata dalla stessa legge istitutiva del Ssn. «Il riconoscimento dell’albo è necessario per garantire al nostro interlocutore, che è il medico, quella serietà, quell’etica, quell’indipendenza intellettuale che adesso c’è, ma che è sempre a rischio, perché può essere soggetta a dei condizionamenti» ha sottolineato Antonio Mazzarella, presidente Fedaiisf «La presenza di un Ordine, se si dovesse arrivare all’obiettivo, come mi auguro, sarebbe un valido supporto per i colleghi e un argine a tentativi di ingerenze sulla nostra professione e sulla professionalità di ognuno di noi». L’istituzione dell’Ordine non rappresenta l’interesse del singolo ma quello della popolazione e della professione in rapporto alla popolazione. Infatti, «l’Ordine vincola, volente o nolente, a un codice etico e a una deontologia, anche se si è dipendenti di un’azienda» ha spiegato Luigi Bagnoli delegato FNOMCeO e presidente dell’Ordine dei medici di Bologna.

Andrea Mandelli, presidente Fofi, ha sottolineato come «all’interno della rivoluzione della Federazione, come abbiamo scritto nel 2005, c’è posto per ogni anima della nostra professione. Abbiamo la stessa laurea e la stessa dignità nel voler rappresentare un ruolo importante che abbiamo. Non esistono separazioni in una categoria, ma c’è la necessità di fare quadrato». Marco Cossolo, presidente di Federfarma ha invece posto l’accento sull’ingresso nella categoria anche degli informatori del parafarmaco: «noi farmacisti abbiamo bisogno di ulteriori informazioni per questi prodotti che dispensiamo senza ricetta, perché alcuni sono efficaci su determinate patologie croniche, e se funzionano vuol dire che agiscono e quindi interagiscono».

Infine, il vicepresidente di Egualia, Salvatore Butti, ha infine sottolineato come il ritorno al modello “farmaco-medico-farmacia-paziente” possa rappresentare una grande opportunità per gli Isf, di cui ci sarà bisogno, anche per quelle aziende che negli anni passati avevano scelto strade diverse.