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Le donne italiane sottostimano il loro rischio cardiovascolare

31 Ottobre 2024
Attualità News & Media

La maggior parte delle donne italiane sottostima il proprio rischio cardiovascolare, non conosce tutti i fattori di rischio e, se ne è a conoscenza, non migliora di conseguenza il proprio stile di vita. Così risulta dallo studio multicentrico Carin Women, pubblicato dal  Journal of Clinical Medicine. Eppure, le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel sesso femminile, una realtà che risulta ancora largamente sottovalutata: nell’immaginario collettivo, infatti, sarebbe il tumore la patologia big killer delle donne. Questa errata concezione è determinata anche dal fatto che sono ancora poche le donne che vengono arruolate negli studi clinici, con un gap negativo di diagnosi e trattamenti adeguati. 

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel sesso femminile, ma la maggior parte delle donne italiane sottostima il proprio rischio, non conosce tutti i fattori di rischio e, se ne è a conoscenza, non migliora di conseguenza il proprio stile di vita. Il farmacista, in qualità di educatore sanitario e promotore della prevenzione, può fare molto, anche perché sono proprio le donne a varcare in maggioranza la soglia della farmacia.

 Indipendentemente dal livello di istruzione, infatti, il 23% delle partecipanti con un rischio cardiovascolare elevato e il 62% con un rischio molto elevato hanno dimostrato di sottostimare il proprio livello di rischio e così soltanto una parte di loro ha dichiarato di condurre uno stile di vita sano: il 21,8% fuma, solo il 45,9% svolge una sufficiente attività fisica (il 13,3% fa esercizio fisico e il 34,5% cammina regolarmente). Solamente poi una minoranza delle intervistate riconosce di essere in sovrappeso e, infine, soltanto il 30,4% consuma più di due porzioni giornaliere di frutta e verdura. In particolare, la consapevolezza del rischio cardiovascolare è risultata più bassa proprio dove, invece, avrebbe dovuto essere maggiore: solo il 37,76% delle donne con rischio cardiovascolare elevato (3 o più fattori di rischio) si considera tale; il 23,03% delle pazienti con rischio cardiovascolare intermedio (1 o 2 fattori di rischio) si considera a basso rischio. E un’altra dimostrazione di quanto il proprio livello di rischio sia sottostimato è la percezione del proprio peso: il 46,9% delle partecipanti aveva un indice di massa corporea (Bmi) >26, ma soltanto il 20,2% ha dichiarato di essere in sovrappeso.

Da qui la necessità di aumentare il livello di consapevolezza delle donne sui pericoli legati alle patologie cardiovascolari, migliorando la conoscenza dei fattori di rischio e il loro pericoloso impatto. Compito che spetta anche al farmacista, educatore sanitario e promotore della prevenzione, tanto più se si considera che sono proprio le femmine le clienti/pazienti che varcano in maggioranza la soglia della farmacia. Tra i fattori di rischio tradizionali considerati nello studio figurano ipertensione arteriosa, diabete mellito, ipercolesterolemia e abitudine al fumo, mentre tra i fattori di rischio non tradizionali rientrano sia quelli specifici di genere (gravidanza, nascite pretermine, ipertensione, diabete, aborti ripetuti), sia altri non specifici rappresentati da malattie autoimmuni, trattamenti chemioterapici o radioterapici per il cancro al seno, ansia e depressione.