Farmaco accessibile: che cosa cambia per cittadini e farmacie
La revisione del Prontuario ospedaliero (Pht) individuerà i farmaci destinati alla Diretta, alla Dpc e alla Convenzionata. Una rivoluzione da tempo attesa, che permetterà di uscire dalle strette della Legge 405/2001, e che renderà più accessibili i medicinali a milioni di cittadini. Se ne è parlato in un importante convegno organizzato presso il Ministero. Ecco il parere degli esperti.
(“Farma 7” – 5/2024) – È prevista per la fine di marzo la revisione del Prontuario ospedaliero (Pht), che individuerà i farmaci destinati a passare dalla Diretta, alla Dpc e alla Convenzionata.
Una rivoluzione da tempo attesa, che permetterà di uscire dalle forche della Legge 405/2001 e che favorirà una nuova governance del farmaco. Se ne è parlato al convegno “Farmaco accessibile: novità legislative. Cosa cambia per il cittadino”, organizzato al ministero della Salute e promosso dal sottosegretario Marcello Gemmato, presente il ministro Orazio Schillaci, nonché esponenti di Aifa, di Agenas e delle Regioni. Interessante riportare il pensiero espresso dai partecipanti, perché dà un senso al cammino da percorrere, mettendo sempre al centro il paziente.
“Con la manovra finanziaria 2024 -ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci– abbiamo voluto rafforzare la tutela della garanzia dei cittadini ad accedere più facilmente al farmaco; soprattutto degli over 65, dei disabili, dei malati oncologici che costituiscono i maggiori fruitori della distribuzione diretta e che hanno esigenza di un sistema sanitario sempre più di prossimità. Né vanno dimenticati quanti vivono in aree interne e in Comuni che devono percorrere lunghe distanze per raggiungere strutture che spesso osservano orari e giorni di apertura che possono essere limitanti per i pazienti”.
“Credo si stia facendo un importante primo passo per una nuova governance farmaceutica” ha subito precisato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. “Rendere accessibile il farmaco significa migliore aderenza terapeutica, migliore cura del cittadino, maggiore sostenibilità e risparmio per le casse dello Stato. Si è stimato che sono circa 1,7 milioni, in Italia, i ricoveri inappropriati dovuti a mancata aderenza terapeutica e che potrebbero essere risparmiati”. La legge prevede che l’Aifa entro fine marzo stili la lista dei farmaci Ssn, che sarà poi aggiornata a cadenza annuale. “È un cambiamento epocale, nel senso più letterale del termine -precisa Gemmato- perché mette in discussione una disposizione normativa che risale a oltre venti anni fa, ormai anacronistica”.
Nel ringraziare il sottosegretario, cui va riconosciuto il merito di avere con la sua indagine conoscitiva permesso d’individuare le soluzioni oggi condivise, il presidente di Federfarma Marco Cossolo ha dichiarato: “Accogliamo con favore l’annuncio dell’imminente revisione, da parte dell’Aifa, del prontuario Pht per rendere facilmente accessibili i farmaci a milioni di malati. La dispensazione in farmacia ha come valore aggiunto un puntuale monitoraggio dell’aderenza alla terapia, con evidenti vantaggi non solo in termini di salute per il paziente, ma anche economici per il Servizio sanitario. Le farmacie continuano a essere a disposizione per favorire questa rivoluzione”.
Non va dimenticato che ogni giorno la farmacia accoglie 4 milioni di cittadini, tra cui malati, soprattutto cronici e spesso anziani, che affrontano difficoltà per “accedere ai farmaci di cui hanno bisogno, perché dispensati solo dalle strutture pubbliche, a volte lontane e con orari d’apertura limitati”. Una situazione peraltro ben chiara al ministro Schillaci: “Le farmacie sono sempre più percepite come strutture di prossimità, grazie alla loro capillarità e alla continuità di servizio. Rivedere il processo di distribuzione del farmaco permette, inoltre, di valorizzare il servizio cognitivo che il farmacista svolge, incentivando quell’appropriatezza e persistenza nelle terapie che sono necessarie per ottenere migliori esiti, riduzione delle complicanze, con benefici anche per la sostenibilità del sistema”.
Proprio ai fini della sostenibilità del Ssn è ora prevista l’apertura di un tavolo tecnico presso il Ministero, per monitorare gli effetti finanziari del provvedimento, mentre è già al lavoro l’Aifa, per stilare la lista dei farmaci da passare al territorio, come ha precisato il neo direttore tecnico-scientifico, Pierluigi Russo. Un passaggio che farà sicuramente bene ai pazienti.
“Trovare farmaci di cui si ha bisogno in una farmacia vicina alla propria abitazione, invece di dover percorrere anche lunghe distanze per raggiungere il presidio sanitario più vicino, garantisce che anche le persone con difficoltà di mobilità o con patologie croniche possano accedere al farmaco facilmente”, ha evidenziato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. Inoltre, il cittadino che va in farmacia trova un professionista sanitario di fiducia con il quale ha un canale privilegiato di comunicazione: “Il tempo che il farmacista dedica alla dispensazione del farmaco incide positivamente sull’aderenza e sulla continuità terapeutica”, ha evidenziato Mandorino. “Soprattutto chi è affetto da patologie croniche, condizione comune di molti anziani – ha concluso Mandorino – si rivolge alla farmacia non solo per una questione di vicinanza, ma anche per il rapporto di fiducia con il proprio farmacista. Questo favorisce l’attività di prevenzione e l’aderenza alla terapia”, obiettivi importanti per la salute del cittadino e della comunità.
Patrizia Prezioso








