Il “Libro bianco” sull’antimicrobico-resistenza in Italia
(“Farma 7” n. 20-21/2023) – “Una sfida improrogabile”. Non lascia dubbi sull’urgenza dell’impegno il “Libro bianco” presentato in occasione della settimana mondiale dell’antimicrobico-resistenza, nel cui ambito l’Europa ha istituito “l’European Antibiotic Awareness Day” (18 novembre), proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgenza di contrastare una delle dieci minacce globali per la salute pubblica indicate dall’Oms.
Il ruolo del farmacista nel contrasto alla resistenza antimicrobica
L’antimicrobico-resistenza (Amr), infatti, ha un impatto sanitario impressionante: causa nel mondo ogni anno 1,27 milioni di decessi, uno ogni 30 secondi, di cui 11mila in Italia, la più colpita in Europa.
Ai drammatici dati sanitari vanno poi aggiunti anche quelli economici: si calcola che nel 2030 l’Amr causerà costi per 3,4 bilioni di dollari e le proiezioni al 2050 indicano una riduzione del 3,8% del Pil globale. Da qui l’urgenza della “sfida improrogabile”, documentata appunto dal Libro bianco presentato dall’Osservatorio nazionale sulle antimicrobico-resistenza (Onsar), alla cui stesura ha contribuito anche Federfarma (il presidente Marco Cossolo fa parte del Comitato tecnico-scientifico dell’Onsar).
Il documento (scaricabile da qui) propone in 15 capitoli approfondimenti sul tema, in modo da monitorare l’andamento epidemiologico dell’Amr in Italia, e le proposte di azioni concrete, sia a livello nazionale e regionale, sia in coordinamento con le istituzioni internazionali.
Seppur in Italia si osservi una diminuzione del consumo di antibiotici (addirittura -53% nelle loro vendite per uso veterinario), l’Italia rimane il Paese dove si verificano un terzo di tutti i decessi europei e dove le perdite di produttività sono superiori alla media Ue.
“È una situazione insopportabile -afferma il professor Walter Ricciardi, presidente di Onsar- soprattutto perché tutte queste morti potrebbero essere prevenute con un’azione coordinata, strutturata, multidisciplinare, multi-istituzionale. Ma dobbiamo avere la volontà di agire”.
Il problema è legato all’uso improprio di antibiotici in ambito umano, veterinario e zootecnico, insieme alla diffusione ancora elevata delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria, precisa il ministro della Salute, Orazio Schillaci: “Tre persone su dieci hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, con livelli d’uso più elevati nei bambini fino a 4 anni e negli over75”. Va quindi promosso un uso più appropriato di questi farmaci, “facendo leva sulla corretta informazione, sulla responsabilità individuale e su una miglior appropriatezza prescrittiva”.
Ed è qui allora che entra in gioco anche il farmacista, come esperto del farmaco e come educatore sanitario. E lo ha ben precisato il segretario di Federfarma, Roberto Tobia, partecipando alla presentazione del Libro bianco. “Le farmacie -ha detto- sono costantemente impegnate contro la banalizzazione dell’utilizzo dei farmaci”. E per quanto riguarda la diffusione di una cultura dell’antimicrobico-resistenza ha citato sia i test per la rilevazione dello streptococco, sia l’iniziativa di Fenagifar con l’Università di Torino, per sensibilizzare i cittadini sul corretto uso degli antibiotici.
I cittadini sono, infatti, parte attiva nella lotta contro l’Amr e saperli coinvolgere nel promuovere comportamenti responsabili diventa allora fondamentale. E chi meglio del farmacista in farmacia, dove ogni giorno entrano 4 milioni di italiani? Proprio quel professionista sanitario che con la sua autorevolezza può svolgere un ruolo essenziale nell’informazione corretta e coinvolgente nell’attività di prevenzione.
Anche per la categoria, quindi, deve diventare prioritaria la lotta alla resistenza antimicrobica, così come auspicato dalla Commissione Europea e dall’Oms, nella sua visione olistica di un approccio “One Health” che coinvolga la salute umana, animale e dell’ambiente.
Patrizia Prezioso








