Vaccinazioni in farmacia atto di salute pubblica
(“Farma 7” n. 6/2023) – L’invito viene direttamente dal ministro della Salute, Orazio Schillaci: “Bisogna promuovere la cultura della vaccinazione attraverso campagne di comunicazione mirate, come quelle che abbiamo realizzato per la vaccinazione antinfluenzale e anti-Covid”. E lo ha fatto in una nota di saluto all’incontro “Investire sul futuro. La prevenzione vaccinale come volano di salute, benessere e sostenibilità”, svoltosi recentemente a Roma presso il ministero della Salute. È un invito che, peraltro, rientra tra gli obiettivi della “Farmacia dei servizi” e che i farmacisti hanno già dimostrato di saper svolgere con serietà e competenza e che, inoltre, corrisponde ai desiderati della popolazione.
Le vaccinazioni in farmacia sono un atto di salute pubblica
Infatti, secondo un’indagine Doxa Pharma, presentata da Gadi Schoenheit a Cosmofarma 2022, è emerso che secondo due intervistati su tre tutti i vaccini disponibili andrebbero somministrati in farmacia, sia quelli previsti per l’età pediatrica, sia quelli raccomandati alla terza età. E questo perché la farmacia rappresenta un valore aggiunto per la capillare presenza sul territorio e per la facilità d’accesso, peculiarità apprezzate soprattutto nelle aree disagiate e dai pazienti anziani. Proprio a loro ha pensato il Ministro nel suo saluto. “L’Italia è tra gli Stati europei con maggiore longevità e in futuro si prospetta un ulteriore invecchiamento della popolazione, che porta con sé un incremento delle malattie croniche e una perdita d’autonomia. Ecco perché l’importanza delle vaccinazioni per adulti e anziani è un tema al centro delle politiche condotte dal ministero della Salute, a tutela della salute pubblica e individuale, con un’offerta vaccinale attiva, gratuita e omogenea su tutto il territorio nazionale”.
Il Decreto Riaperture, ribadendo la possibilità da parte del farmacista non soltanto di dispensare i vaccini, ma anche di somministrarli, ha di fatto confermato che la vaccinazione è un atto di salute pubblica e non esclusivamente un atto medico. E come tale viene vissuto in tanti Paesi di tutto il mondo, al punto che il Report della Fip, pubblicato fin dal 2016, stima che 10 milioni di vite all’anno potrebbero essere salvate se la somministrazione dei vaccini venisse permessa in farmacia. Perché la farmacia garantisce al cittadino molti vantaggi, tra cui un’attesa minore, orari di apertura prolungati, somministrazioni senza necessità d’appuntamento, presenza anche nelle aree più interne del paese, operatori sanitari qualificati (vedasi al riguardo il libro di Federfarma “Evoluzione della farmacia dei servizi”, che analizza con efficacia il tema, tra gli altri, delle vaccinazioni in farmacia).
Forse anche per questo l’Istituto superiore di Sanità ha recentemente riattivato il corso Ecm, per aumentare ulteriormente i già numerosi farmacisti abilitati alla somministrazione dei vaccini. Perché aumentare gli operatori qualificati e i punti di somministrazione significa stimolare la domanda, limitare le code e incrementare il tasso delle vaccinazioni. Ma oltre a essere luogo di somministrazione, la farmacia rappresenta un importante punto di counseling vaccinale, tanto più necessario vista la diffusa disinformazione presente nei social media, che favorisce false paure e incomprensioni. I farmacisti, infatti, possono svolgere un ruolo essenziale nel superare queste barriere, fornendo informazioni e consigli basati sull’evidenza, e aiutando così il paziente a superare eventuali dubbi sull’utilità della pratica vaccinale.
I positivi risultati ottenuti con le vaccinazioni antinfluenzali e anti-Covid ampliano ora la possibilità di allargare il ventaglio delle somministrazioni. In Lombardia, per esempio, in soli tre giorni sono stati oltre 500 gli esercizi che hanno aderito all’iniziativa di effettuare in farmacia i tamponi per il rilevamento dello streptococco e il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, ha al riguardo sottolineato come “il cittadino abbia ora imparato a usare questi strumenti per evitare l’impiego di un antibiotico quando non necessario”, evidenziando come queste attività indirettamente consentano di porre un freno anche all’antibiotico-resistenza, che in Italia rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica (con 11 milioni di decessi l’anno). Anche la vaccinazione contro l’herpes zoster, inserita nel cronoprogramma della sperimentazione della farmacia dei servizi nelle Marche, dimostra come sia vincente la politica Federfarma di puntare sulla creazione di un network vaccinale, che permetta al cittadino, soprattutto anziano e fragile, un accesso capillare, veloce e flessibile, nei tempi previsti dal ministero della Salute.
Patrizia Prezioso








