Lento ma progressivo l’impiego delle app in sanità
L’uso delle app in sanità con funzionalità che riguardano salute e benessere risulta in Italia mediamente buona, rispetto alle principali nazioni europee (meno della Germania e della Polonia, al pari con la Francia, ma più di Inghilterra e Spagna), ma gli italiani che le adottano stanno progressivamente aumentando, e, conoscendole, ne fanno un uso intensivo.
Persone con diabete e applicazioni per smartphone
Questi i dati forniti un anno fa dall’Osservatorio internazionale “My Diabetes Care” (e riportati dal sito www.tuttodiabete.it), che proponeva i risultati di una survey sull’uso delle app, effettuata in Italia, Francia, Spagna, Germania, Inghilterra e Polonia. L’indagine era rivolta ai diabetici, e mirava a evidenziare la loro conoscenza e utilizzo delle applicazioni per smartphone. Le evidenze emerse riguardano, quindi, una specifica patologia, ma le persone con diabete rappresentano una comunità di malati cronici significativa e, quindi, interessante ai fini statistici sull’uso dei device sanitari e sull’aderenza terapeutica.
Perché si usano le app in sanità?
Una più recente conferma sull’impiego delle app in sanità viene ora da Iqvia, che ha svolto un’indagine su mille adulti, per indagare sulle fonti che gli italiani consultano più spesso per documentarsi. Per quanto riguarda l’utilizzo delle app che riguardano salute e benessere emerge un costante progressivo utilizzo, nel segno appunto indicato un anno fa da “My Diabetes Care”. Ma se non stupisce che le usino il 44% degli intervistati tra gli under 34 anni e il 32% dei 35-44enni (sono i figli del digitale), sorprende certo che risultino in incremento, rispetto ai dati di un anno fa, gli italiani della fascia 45-55 anni (29%) e soprattutto quelli over 55 (22%).
Ma per quali motivi vengono utilizzate le app? Nella ricerca rivolta ai diabetici risultavano prioritari l’autocontrollo (57%) e il diario quotidiano (36%), e poi, a seguire, l’aiuto all’aderenza terapeutica e il promemoria per l’assunzione dei farmaci.
Nella ricerca Iqvia sugli italiani in generale emerge l’uso dell’applicativo per monitorare l’attività fisica (62%), per gestire l’alimentazione (33%), per registrare i parametri vitali (25%) e anche qui per ricordare i farmaci da assumere (19%). Quest’ultimo aspetto, presente in entrambe le ricerche, testimonia l’interesse verso una migliore aderenza terapeutica, nel campo poi più specifico della farmacia, cioè nella migliore osservanza dell’uso corretto del farmaco.








