L’Intervista – Parla Gemmato, sottosegretario alla Salute
(“Farma 7” n. 10/2023) – L’onorevole Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, conosce a fondo la farmacia e i suoi problemi, in quanto farmacista. Al recente convegno Cosmofarma, tenutosi a Bologna, il suo intervento è stato molto seguito e assai applaudito, anche per la puntualità degli argomenti affrontati e la concretezza delle sue dichiarazioni. Lo abbiamo così intervistato su temi di grande interesse per la professione.
“Va ripensata la Legge 405/2001, che ritengo ormai anacronistica”
- Come vede la farmacia nell’attuale riorganizzazione del sistema di assistenza territoriale?
Io credo che le farmacie diventeranno luoghi sempre più vicini alle persone e si preparano ad avere un ruolo nella complessiva riorganizzazione della sanità. L’emergenza pandemica ha sicuramente messo a dura prova questi luoghi della salute, esponendoli a nuove esigenze dei cittadini, ma ha mostrato anche i loro punti di forza. Durante quel periodo emergenziale, infatti, abbiamo assistito alla realizzazione della farmacia dei servizi: la rete delle farmacie pubbliche e private, infatti, nell’erogare test diagnostici e vaccini è riuscita ad assorbire la richiesta di prevenzione sul territorio e a supportare il sistema ospedaliero.
La professione del farmacista sta quindi evolvendo per rispondere alle esigenze sempre più eterogenee ed allargate dei cittadini, i quali si affidano con fiducia al rapporto stretto e familiare con il farmacista, espressione di cure e professionalità “di comunità”.
In questo, quindi, la formazione gioca sempre più un ruolo fondamentale proprio per acquisire quelle conoscenze adeguate ad affrontare le sfide del futuro.
È un passaggio da cui non si torna indietro e che è bene valorizzare per declinare al meglio quell’assistenza di prossimità che i cittadini necessitano in ogni luogo del nostro Paese.
- La telemedicina -contemplata tra l’altro dal Pnrr Missione 6- potrà essere secondo lei utile strumento per combattere le diseguaglianze di accesso all’assistenza sanitaria?
È importante considerare che la continuità della presa in carico del paziente fra ospedale e territorio passa dalla razionalizzazione dei presidi intermedi e di prossimità, e dal necessario coinvolgimento della rete dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e anche, naturalmente, delle farmacie.
In tal senso, si inserisce con un ruolo centrale anche la telemedicina, che con l’offerta dei diversi strumenti di sanità digitale è in grado di declinare in modo più in concreto il concetto di casa come primo luogo di cura.
In questo contesto, si inserisce il ruolo della Piattaforma Nazionale di Telemedicina – di cui l’Italia si sta dotando grazie ai fondi del PNRR- attraverso la quale verrà migliorata l’accessibilità dei pazienti alle cure e alle prestazioni. Questo si tradurrà in un significativo alleggerimento della pressione sugli ospedali e sui Pronto Soccorso, spesso presi d’assalto, il più delle volte, da “codici bianchi”.
Continuiamo con convinzione sulla strada verso l’ammodernamento e la razionalizzazione del nostro Servizio sanitario nazionale.
- Questo è un Governo di legislatura, quindi non manca il tempo per modificare una normativa ormai obsoleta. È nelle intenzioni del Governo rivedere la 405?
C’è la necessità di ripensare la Legge 405/2001, che ritengo ormai anacronistica, vista l’inadeguatezza della cosiddetta distribuzione diretta dei farmaci attraverso le farmacie ospedaliere, che sono l’antitesi all’assistenza di prossimità al cittadino a cui invece auspichiamo, perché queste tipologie di farmacie sono spesso distanti dai luoghi di residenza dei cittadini e con orari di apertura troppo “ristretti”.
Secondo il mio punto di vista, ritengo che in ospedale debbano essere distribuiti solo i farmaci complessi mentre tutto il resto deve passare dalle farmacie distribuite sul territorio, che siano comunali, private o private convenzionate.
In questo modo, si faciliterebbe la vita ai cittadini e soprattutto ai pazienti fragili che potrebbero così approvvigionarsi dei medicinali in maniera comoda. Al contempo, le farmacie e i farmacisti potrebbero ritornare ad avere un ruolo di massima prossimità assistenziale.
Il cammino verso la revisione della Legge 405/2001, iniziato ben prima del mandato governativo nelle stanze parlamentari, può adesso proseguire con legittimazione e determinazione, forte di un orizzonte temporale di medio e lungo termine che da tempo mancava al Paese e garantirà la necessaria stabilità per raggiungere tale obiettivo.








