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Lombardia, sensori per la glicemia distribuiti nelle farmacie

30 Aprile 2025
Attualità

Saranno distribuiti dalle farmacie lombarde i dispositivi per il monitoraggio continuo della glicemia ai pazienti con diabete, grazie a un progetto della Regione che punta alla capillarità sul territorio per raggiungere quante più persone possibili, mettendo a loro disposizione gli strumenti tecnologici utili per tenere sotto controllo i valori glicemici.

La possibilità di ritirare in farmacia il sensore per la glicemia è un ulteriore passo di un percorso che Regione Lombardia sta facendo per semplificare della gestione dei pazienti diabetici.

In Lombardia sono oltre 560mila i pazienti che soffrono di diabete e ogni anno si registrano circa 50mila nuovi casi. Sono numeri, questi, che mettono la Lombardia al primo posto tra le aree più colpite del Paese; secondo i dati elaborati dall’ATS Città Metropolitana di Milano, il solo capoluogo lombardo ospita oltre 180mila persone con diagnosi di diabete. Questi numeri hanno portato alla creazione di un Intergruppo consiliare che sta lavorando per venire incontro alle tante esigenze dei pazienti.

«Da sempre garantiamo la messa a disposizione di farmaci e presidi per misurare il diabete», ha affermato Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia in occasione dell’evento con medici di medicina generale, farmacisti e associazioni in cui è stato annunciato il progetto. «Ora continueremo il nostro lavoro usufruendo delle nuove tecnologie, fornendo assistenza e formazione al paziente così che possa vivere in salute la propria esistenza». Rivolgersi alle farmacie rappresenterà una piccola, ma significativa rivoluzione per abbattere i tempi di presa in carico.

In pratica, grazie al progetto -che partirà a breve secondo quanto comunicato dalla Direzione generale welfare della Regione- chi offre di diabete potrà recarsi nella farmacia più vicina per richiedere, a seconda della prescrizione medica ricevuta, uno tra il Flash glucose monitoring (Fgm) o il Continuos glucose monitoring, (Cgm). «Il nostro lavoro, sia a livello politico sia a livello sanitario, si rivolge tanto agli adulti quanto ai bambini. Per questo è necessario premere sul criterio della multidisciplinarietà, mettendo insieme non solo specialisti del diabete, ma anche pediatri, medici di base e farmacisti» ha spiegato Silvia Scurati, coordinatrice dell’Intergruppo ‘Diabete, obesità e stili di vita’. Il proposito fissato dalla politica punta alla ridefinizione di un quadro organizzativo regionale che poggi sull’integrazione delle diverse figure impegnate nel percorso di cura; in particolare, i medici di medicina generale restano il primo riferimento di risposta sanitaria e in futuro prescriveranno l’uso dei due dispositivi per il monitoraggio della glicemia, mentre i farmacisti saranno cruciali per esprimere al massimo della potenzialità la logica di prossimità promossa dalla Regione.

«La prossimità semplifica la quotidianità del paziente diabetico, migliora la sua qualità di vita e diventa elemento di efficienza per il servizio sanitario» ha sottolineato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. «Decidere di acquistare e distribuire i dispositivi di monitoraggio della glicemia attraverso le farmacie evidenzia il valore dell’apporto dei farmacisti di comunità nell’accompagnare il paziente cronico nel percorso di cura». La capillarità sul territorio si combina con la relazione di fiducia con le singole persone, ma non solo: il rafforzamento della rete territoriale avrà un impatto notevole sulla sostenibilità economica del Sistema sanitario regionale.