Malattia renale cronica: il Progetto “Premio” per una diagnosi precoce
La malattia renale cronica (Mrc) è una delle grandi “patologie invisibili” della sanità moderna: colpisce milioni di persone, ma troppo spesso resta non diagnosticata fino alle fasi più avanzate.
In Italia si stima che circa 5 milioni di cittadini convivano con questa condizione, ma solo uno su tre ne è consapevole. Un dato che racconta l’urgenza di rafforzare la prevenzione e l’individuazione precoce, coinvolgendo tutti gli attori della sanità territoriale, farmacisti compresi
La Mrc interessa circa il 10% della popolazione adulta nei Paesi occidentali ed è strettamente associata a patologie sempre più frequenti come diabete, ipertensione, obesità e malattie cardiovascolari. Il problema principale è che, nelle fasi iniziali, non dà sintomi evidenti e può progredire lentamente fino a compromettere in modo significativo la funzione renale. Quando poi la diagnosi arriva in ritardo, le conseguenze possono essere rilevanti: aumento del rischio cardiovascolare, peggioramento della qualità di vita e, nei casi più gravi, il ricorso alla dialisi o al trapianto di rene. È proprio su questo fronte che la diagnosi precoce può fare la differenza.
Nuovi scenari terapeutici
Negli ultimi anni, la gestione della malattia renale cronica ha conosciuto importanti progressi. Le nuove evidenze cliniche dimostrano che oggi è possibile rallentare in modo significativo la progressione della patologia, posticipare anche di molti anni la dialisi e ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari. Tuttavia, questi benefici sono strettamente legati alla capacità di intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali, quando gli interventi farmacologici e comportamentali risultano più efficaci. Da qui nasce l’esigenza di modelli organizzativi innovativi che mettano in rete i professionisti della salute sul territorio.
In quest’ambito diventa interessante il Progetto “Premio”, la creazione di una rete nazionale per la gestione integrata della malattia renale cronica, promosso dalla Società Italiana di Nefrologia (Sin) e dalla Società italiana dei medici di medicina generale (Simg). L’obiettivo è chiaro: trasformare la diagnosi precoce della Mrc in una pratica sistematica, attraverso una collaborazione strutturata tra medici di medicina generale e nefrologi, favorendo una presa in carico integrata e continuativa del paziente.
Caratteristiche del progetto “Premio”
Il progetto si sviluppa lungo un percorso triennale (2026–2028) che prevede:
- la formazione di referenti regionali,
- corsi territoriali diffusi su scala nazionale,
- attività di aggiornamento e formazione digitale.
L’obiettivo è creare un modello che mira a rendere la gestione della malattia renale cronica una componente stabile della medicina del territorio. In questo scenario, anche la farmacia di comunità può svolgere un ruolo strategico. Il farmacista è spesso il primo professionista sanitario con cui il cittadino entra in contatto, soprattutto nei soggetti con patologie croniche come diabete e ipertensione, che rappresentano importanti fattori di rischio per la Mrc. Informare, sensibilizzare e indirizzare precocemente il paziente verso controlli appropriati significa contribuire attivamente ad aumentare la consapevolezza su una patologia ancora poco conosciuta, promuovere l’aderenza alle terapie, rafforzare una cultura della prevenzione e della diagnosi precoce.
Verso una sanità più proattiva
Il Progetto “Premio” rappresenta un esempio concreto di sanità proattiva, che sposta il focus dalla gestione delle complicanze alla prevenzione e all’intervento tempestivo. Un modello potenzialmente replicabile anche in altri ambiti della cronicità, in cui la collaborazione tra professionisti e il coinvolgimento del territorio diventano leve fondamentali. Per la malattia renale cronica, riconoscere la patologia in tempo può davvero cambiare il decorso della malattia.








