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Manuale Fip sulle vaccinazioni e raccomandazioni dell’Oms

20 Gennaio 2023
Ricerche e documenti

La vaccinazione è uno dei più importanti strumenti di salute pubblica, in grado di proteggere individui e comunità da molte malattie infettive in modo sicuro ed efficace. Ne è una riprova il fatto che in un numero sempre maggiore di Paesi sono state coinvolte anche le farmacie per aumentare la copertura vaccinale. Questo documento riassume le raccomandazioni più recenti dell’Oms e di altre organizzazioni mondiali sul tema delle vaccinazioni, riportate in una pubblicazione della Fip.

La farmacia è il primo presidio sanitario di prossimità e riveste, a livello nazionale ed europeo, un ruolo sempre più centrale nella territorializzazione della sanità, specialmente nell’ambito delle nuove strategie di prevenzione e screening. I farmacisti in farmacia sono ben consapevoli dell’importanza e dell’efficacia della vaccinazione, soprattutto per i pazienti fragili, spesso affetti da patologie croniche. Svolgono, inoltre, un importante ruolo di informatore e comunicatore sanitario nei confronti del cittadino. Specialmente durante l’emergenza pandemica, il farmacista è stato di vitale importanza per fornire ai pazienti indicazioni chiare e puntuali, evitare accessi non necessari al Pronto soccorso, e sensibilizzare sulla necessità di aderire a nuovi comportamenti.

In tema di vaccinazione, a maggio del 2021 Federfarma ha diffuso una selezione dei suggerimenti più utili pubblicati dall’Oms (nella foto, la sede di Ginevra) all’interno di un documento rivolto a organizzazioni e professionisti sanitari per rafforzare la fiducia dei cittadini nella vaccinazione. Il farmacista, in quanto professionista sanitario di fiducia, può stabilire una relazione con il paziente, indirizzandolo verso comportamenti virtuosi, e innescando anche un cambio di opinione.

Il manuale della Fip ha due obiettivi: evidenziare l’importanza del ruolo che i farmacisti possono svolgere per migliorare la copertura vaccinale e offrire uno strumento facilmente consultabile.

Le fasce di popolazione maggiormente esposte agli effetti di malattie infettive prevenibili sono:

  • Pazienti affetti da malattie respiratorie croniche, che causano difficoltà respiratorie e impediscono una rapida e piena ripresa dalla malattia. Le vaccinazioni raccomandate includono l’antinfluenzale, anti-pneumococco, Tdp (Tetano, difterite, pertosse), anti-Covid e Herpes Zoster.
  • Pazienti affetti da malattie cardiovascolari, a rischio di complicazioni come ictus, infarto e trombosi venosa. Anche in questo caso, le vaccinazioni raccomandate includono l’antinfluenzale, l’anti-pneumococco, Tdp, anti-Covid e Herpes Zoster.
  • Pazienti diabetici, il cui sistema immunitario è spesso compromesso dall’iperglicemia e da altri fattori concomitanti. Il diabete è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di steatosi epatica e le patologie del fegato contribuiscono, inoltre, all’alterazione del metabolismo glucidico. Alcuni tra i vaccini raccomandati sono l’antinfluenzale, l’anti-pneumococco, Tdp, anti-Covid, epatite B e Herpes Zoster.
  • Anziani e over-65 a causa dell’immunosenescenza. Questi individui spesso convivono con comorbidità che possono contribuire a un generale peggioramento del loro stato di salute e a una diminuzione dell’aspettativa di vita. I vaccini raccomandati includono l’antinfluenzale, l’anti-pneumococco, Tdp, anti-Covid, epatite A e B ed Herpes Zoster.
    Le donne in gravidanza hanno il sistema immunitario indebolito dalla necessità di proteggere contemporaneamente sia il feto, sia la madre. Le vaccinazioni consigliate, tra cui l’antinfluenzale e quella contro la pertosse, sono sicure ed efficaci e includono anche l’anti-pneumococco, Tdp, anti-Covid ed epatite B. A questi, si aggiunge il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (Mpr) che, in quanto a vettore virale, dovrebbe essere somministrato prima del concepimento.
  • I professionisti e il personale sanitario sono esposti a malattie prevenibili, in quanto spesso a contatto con i pazienti. I vaccini indicati sono l’antinfluenzale, l’anti-meningococco, anti-Covid, Mpr, epatite B e varicella.

L’importanza della vaccinazione

I vaccini sono strumenti fondamentali per la salute pubblica e per il raggiungimento della Universal Health Coverage auspicata dalla Nazioni Unite. La vaccinazione ha debellato il vaiolo umano (dichiarato ufficialmente scomparso dall’Oms nel 1980) e ridotto drasticamente l’incidenza di patologie potenzialmente letali, diffuse da millenni, come poliomielite, peste bovina, malaria, meningite, pertosse, morbillo, tubercolosi, difterite, tetano. Inoltre, la riduzione della mortalità infantile nel mondo è correlata in modo direttamente proporzionale alla diffusione dei vaccini. Secondo dati elaborati dall’Unicef, i vaccini hanno salvato circa 20 milioni di bambini negli ultimi 20 anni.

In parallelo al diffondersi della pandemia, si è sviluppata una vera e propria “infodemia”, in cui l’istantaneità e la viralità della rete hanno trasformato l’informazione, in particolare sui vaccini, in un diffondersi incontrollato di notizie, confuse e prive di fonti autorevoli. La diffusione di tendenze anti-scientifiche e “no vax” sta contribuendo, purtroppo, a una recrudescenza di malattie come morbillo e pertosse. Per questo, oggi è ancora più importante garantire ai cittadini informazioni chiare, intellegibili e accessibili sui vaccini.

Il farmacista in farmacia rappresenta il professionista sanitario di fiducia che può sensibilizzare il paziente sul valore della vaccinazione come strumento di prevenzione e tutela della salute, fornendo risposte a coloro che sono dubbiosi o indecisi. Un’indagine condotta a livello mondiale dalla Fip ha evidenziato come, nel 2020, il 70% dei farmacisti ha contribuito a diffondere una corretta informazione sui vaccini. Ecco perché, nel corso degli ultimi anni, un numero sempre maggiore di Paesi ha deciso di implementare i servizi di vaccinazione in farmacia.

Malattie prevenibili con i vaccini

Le principali malattie prevenibili con il vaccino includono influenza, Covid-19, difterite, tetano, pertosse, infezioni da meningococco e pneumococco, morbillo, parotite e rosolia (MPR), epatite A e B, Herpes Zoster. Le relative vaccinazioni sono inserite anche nelle Raccomandazioni ufficiali dell’Oms.

• Influenza – È una malattia respiratoria contagiosa causata da un virus che può colpire naso, gola e polmoni. Si diffonde tramite inalazione delle goccioline respiratorie prodotte quando una persona tossisce, starnutisce o parla. I suoi sintomi includono febbre, brividi, tosse, mal di gola, naso chiuso o gocciolante, dolori muscolari, mialgia e astenia.

Ogni anno, nel mondo, il virus influenzale colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione adulta, da 350 milioni a 1 miliardo di persone, e il 20-30% dei bambini. A causa delle complicazioni sorte dopo il contagio, nel mondo si registrano tra i 250 e i 500mila decessi annui, soprattutto bambini sotto i 5 anni, over-65 e malati cronici. Anche per questo, i pazienti fragili devono prestare particolare attenzione alle potenziali complicanze causate dal virus influenzale, come polmonite, infarto e ictus.

La vaccinazione antinfluenzale, che può essere co-somministrata con la vaccinazione anti-Covid, è il modo più efficace per prevenire il contagio o forme severe della malattia. Può, inoltre, ridurre il rischio di infarto dal 15 al 45% nei pazienti fragili. A seconda dei rispettivi Piani nazionali, i singoli Paesi possono prevedere la vaccinazione per ulteriori sotto-gruppi di popolazione come, per esempio, i bambini.

• Infezione da meningococco – È causata dal batterio Neisseria meningitidis, ed è potenzialmente mortale. La malattia provoca meningite, l’infezione delle membrane che ricoprono il midollo spinale e il cervello (meningite meningococcica), e l’infezione del flusso sanguigno (setticemia meningococcica).

Si trasmette attraverso goccioline o secrezioni di individui infetti e il periodo di incubazione dura dai due agli otto giorni. I sintomi più comuni includono febbre, mal di testa e torcicollo o dolore al collo. Spesso sono stati osservati sintomi concomitanti come nausea, vomito, fotofobia, stato confusionale, convulsioni, eruzioni cutanee, dolori articolari e freddo a mani e piedi. In caso di sospetta meningite, è necessario rivolgersi urgentemente al medico in quanto la malattia può evolvere rapidamente verso severe complicazioni.

Ogni Paese adotta differenti strategie per la vaccinazione anti-meningococcica. L’Oms raccomanda la somministrazione di una singola dose di vaccino per iniezione intramuscolare profonda dai 9 ai 18 mesi d’età. In Italia, la vaccinazione anti-meningococcica non è obbligatoria ma è raccomandata dall’Iss al terzo mese d’età in cicli a due o tre dosi, a seconda dell’età della prima somministrazione e prevedendo, in ogni caso, una dose di richiamo al secondo anno di vita.

Il vaccino può essere co-somministrato con altre vaccinazioni. Nel caso la vaccinazione venga iniziata dopo i due anni di età è possibile effettuare un ciclo a due dosi.

• Infezione da pneumococco – È causata dal batterio incapsulato Streptococcus Pneumoniae e si trasmette per contatto diretto con le goccioline respiratorie. Può causare polmonite, batteriemia, sinusite, meningite e otite media acuta. Il quadro sintomatologico comprende febbre, brividi, tosse, dolore al petto, affanno o respiro accelerato.

L’Oms raccomanda la somministrazione del vaccino entro il primo anno di vita, con tre dosi entro i primi 18 mesi. Ne raccomanda, inoltre, l’introduzione nei programmi nazionali di vaccinazione pediatrica.

Per la vaccinazione degli adulti, invece, l’Oms suggerisce di valutarne l’opportunità a seconda dell’incidenza della patologia nei singoli Paesi. Negli Stati Uniti, il Cdc (Centers for disease control and prevention) raccomanda questa vaccinazione ai pazienti cronici tra i 19 e i 64 anni e a tutti gli over-65. In Italia, il vaccino anti-pneumococco non è obbligatorio, ma è raccomandato in co-somministrazione con l’esavalente a partire dal terzo mese d’età.

• Tdp (Tetano – Difterite – Pertosse) – Clostridium Tetani, Corynebacterium Diptheriae e Bordetella Pertussis sono i batteri responsabili, rispettivamente, di tetano, difterite e pertosse, patologie potenzialmente mortali. Difterite e pertosse si diffondono attraverso le goccioline respiratorie; il tetano, invece, si contrae quando le spore batteriche penetrano nel corpo attraverso una lesione o una ferita infetta. L’infezione tetanica è caratterizzata da spasmi e contrazioni muscolari diffuse e dolorose, che possono compromettere la capacità respiratoria. La difterite si manifesta con difficoltà respiratorie, insufficienza cardiaca e paralisi.

La pertosse è una delle malattie più contagiose: si stima che un singolo individuo affetto possa contagiarne più di quindici. La malattia causa, dopo un’iniziale comparsa di sintomatologia simile al raffreddore, tosse parossistica e incontrollabile, urlo inspiratorio, vomito e secrezioni catarrose particolarmente dense; nei bambini molto piccoli può manifestarsi con assenza di respirazione, colorito blu e soffocamento.

Gli adulti affetti da malattie respiratorie croniche come asma e Bpco sono particolarmente esposti al rischio di contagio e di evoluzione severa, con conseguente ricovero ospedaliero.

L’Oms raccomanda di sottoporre i bambini a un ciclo vaccinale di tre dosi con vaccino Tdp o Dt (Difterite-Tetano) a partire dalla sesta settimana di vita. Raccomanda, inoltre, tre dosi di richiamo. Negli Stati Uniti il Cdc raccomanda una somministrazione del vaccino ad ogni gravidanza e una dose di richiamo ogni 10 anni. In Italia, la vaccinazione Tdp è obbligatoria ed è inclusa nel vaccino esavalente (tetano, difterite, pertosse, poliomielite, Hemophilus Influenzae B ed epatite B). Il ciclo di base consiste di due dosi da somministrare al terzo e quinto mese di vita.

• Herpes Zoster – Noto anche come “fuoco di Sant’Antonio”, è causato dalla riattivazione del virus varicella-zoster negli individui che hanno contratto, in passato, la varicella. Questa riattivazione provoca un’eruzione maculopapulare che può presentarsi su un lato del viso o del corpo e causa dolore, prurito e formicolio.

Una complicanza frequente dell’infezione da Herpes Zoster è la nevralgia posterpetica, che nei casi più gravi può causare dolore, costante o intermittente, per mesi o anni.
In Italia, l’Iss raccomanda la vaccinazione non solo per la popolazione anziana, ma anche e soprattutto per gli individui affetti da diabete, patologie cardiovascolari croniche, Bpco e soggetti in terapia immunosoppressiva, condizioni che possono aggravarne il quadro sintomatologico.

• Mpr (Morbillo – Parotite – Rosolia) – Sono tre patologie altamente contagiose, trasmesse attraverso le secrezioni respiratorie. Il morbillo si manifesta con tosse, occhi rossi, febbre, rinorrea e rash cutaneo. Il quadro sintomatologico della parotite prevede, invece, dolore e tumefazione di una o entrambe le parotidi. La rosolia può manifestarsi con febbre, mal di testa, linfonodi ingrossati, tosse, rinorrea e congiuntivite.

Negli Stati Uniti, il Cdc raccomanda un ciclo vaccinale a due dosi per tutti i bambini tra i 12 e i 18 mesi. In Italia, in accordo con il Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, l’Iss raccomanda che la vaccinazione sia disponibile gratuitamente per tutti gli individui adulti, anche per una sola delle tre patologie, e specialmente alle donne in età fertile, prima del concepimento, per ridurre i casi di rosolia in gravidanza e di rosolia congenita. La vaccinazione deve essere somministrata in due dosi distanziate di almeno quattro settimane.

• Epatite A e B – L’epatite è un’infiammazione del fegato causata da virus o agenti patogeni non infettivi. Esistono cinque ceppi principali del virus dell’epatite, classificati come A, B, C, D ed E. Ogni tipologia ha differenti caratteristiche cliniche, modalità di trasmissione, gravità dei sintomi ed incidenza nel mondo.

La vaccinazione può aiutare a prevenire i ceppi A e B; la vaccinazione per l’epatite B, inoltre, offre una protezione contro l’epatite D, poiché quest’ultima richiede, per replicarsi, la confezione con il ceppo B.

L’epatite A si trasmette per via oro-fecale, per contatto diretto o attraverso il consumo di acqua e cibi crudi contaminati, specialmente molluschi. Si manifesta con febbre, nausea, dolori addominali, ittero e valori elevati delle transaminasi e della bilirubina. L’epatite B, invece, è una malattia considerata particolarmente insidiosa in quanto tende a cronicizzarsi nel 5-10% dei casi negli adulti, e nel 90% nei neonati contagiati poco dopo la nascita.

Inoltre, nel 20% dei casi l’epatite può evolvere in cirrosi epatica e cancro al fegato. L’infezione avviene attraverso il contatto diretto con soggetti affetti da malattia acuta o i portatori cronici, in cui il virus persiste nel sangue e in altri liquidi biologici e si manifesta con febbre di lieve entità, dolori addominali e vomito.

In Italia, l’Istituto superiore di Sanità raccomanda la vaccinazione per l’epatite A ai soggetti a rischio, fra cui coloro che viaggiano in Paesi dove la malattia è endemica, per gli operatori sanitari che lavorano in ambienti a contatto con il virus, i tossicodipendenti, i contatti familiari di soggetti con epatite acuta A e, in particolar modo, a coloro affetti da patologie epatiche croniche. La vaccinazione per l’epatite B è, invece, obbligatoria dal 1991 per tutti i nuovi nati.

a cura di Patrizia Prezioso e Silvia Martello