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Mobilità sanitaria: dove gli italiani vanno a curarsi

27 Settembre 2024
Attualità

Continua a crescere, anno dopo anno, il numero degli italiani che migrano fuori regione per farsi curare -ormai vicino al milione di cittadini- e con esso cresce anche il giro d’affari di questa mobilità sanitaria, che ora sfiora i 4,6 miliardi di euro. Così risulta dai dati 2023 approvati dalla Conferenza delle Regioni che fotografano una tendenza immutata e, quindi, ormai endemica: è sempre un esodo da Sud verso Nord e, per essere più precisi, gli italiani si spostano soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana.

Continua a crescere il numero degli italiani che migrano fuori regione per farsi curare.  La Conferenza delle Regioni fotografa una tendenza ormai endemica: è sempre un esodo da Sud verso Nord e, per essere più precisi, gli italiani si spostano soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana.

Sono queste le principali regioni che hanno un saldo attivo (il rapporto tra i pazienti provenienti da altre regioni e tra quella della regione che vanno a curarsi fuori). In generale sono solo sette le regioni a essere in attivo mentre le altre 14 hanno saldi negativi. In testa c’è sempre la Lombardia con un attivo di 579 milioni, seguita dall’Emilia Romagna con 465 milioni. Sul terzo gradino del podio il Veneto con 189 milioni e, a seguire, la Toscana (58 mln), il Molise (22 mln), la Provincia autonoma di Bolzano (1 mln) e di Trento (2,8 mln). In attivo poi ci sono il Bambino Gesù (246 milioni) e l’Acismom (42 mln).

Tutte le altre 14 regioni risultano, invece, in passivo. La Calabria è in cima alla lista (-294 milioni), seguita da Campania (-285 mln), Sicilia (-221 mln), Puglia (-198 mln), Lazio (-171 mln), Liguria (-99 mln), Abruzzo (-90 mln), Sardegna (-82 mln), Basilicata (-71 mln), Marche (-47 mln) Umbria (-31 mln), Valle d’Aosta (-11 mln), Piemonte (-8 mln) e Friuli-Venezia Giulia (-6 mln).