Molti buoni motivi per promuovere le vaccinazioni
I vaccini sono una formidabile arma di prevenzione: hanno permesso di debellare -almeno nei Paesi occidentali- pericolose malattie, evitano la diffusione e limitano i rischi di patologie ancora esistenti, hanno consentito di tenere sotto controllo l’evoluzione della pandemia da Covid-19, un virus nuovo che oggi, grazie alle vaccinazioni, non fa più paura come tre anni fa. Accanto a questi meriti, ampiamente noti e riconosciuti, i vaccini risultano un utile strumento anche nella lotta all’antimicrobico-resistenza.
Opinioni di esperti, studi italiani e ricerche internazionali dimostrano l’importante azione svolta dai vaccini nel prevenire e debellare pericolose malattie. Risultano, inoltre, un utile strumento nella lotta contro l’antimicrobico resistenza. Rilevante il ruolo che la farmacia dei servizi potrebbe qui svolgere.
“Oltre ai vaccini contro i batteri, anche i vaccini contro i virus sono importanti per limitare la resistenza ai farmaci. Infatti, prevenendo le malattie virali, evitano sia l’uso inappropriato degli antibiotici, sia la possibilità che, a una prima infezione provocata dai virus, se ne aggiunga una seconda causata dai batteri, generando una sorta di superinfezione virale e batterica insieme”, spiega il virologo Fabrizio Pregliasco sulla rivista Ok Salute e Benessere (27 marzo 2023).
L’azione svolta dai vaccini nell’ostacolare la resistenza dei batteri è documentata da varie ricerche scientifiche. Uno studio italiano, condotto nel 2022 dai ricercatori dell’Università di Catania, ha fatto emergere una correlazione inversa tra vaccinazione antinfluenzale e resistenza agli antibiotici, soprattutto per quanto riguarda i batteri Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae. Inoltre, vari studi internazionali hanno evidenziato, in seguito all’immunizzazione antinfluenzale, una riduzione della prescrizione di antibiotici tra il 13 e il 64%. Ancora, una ricerca condotta nel Regno Unito ha mostrato che i bambini di età compresa tra i due e i quattro anni vaccinati ricevono mediamente il 14,5% in meno di prescrizioni dell’antibiotico amoxicillina durante il periodo di copertura immunitaria.
I buoni motivi per promuovere le vaccinazioni, dunque, non mancano e la farmacia dei servizi, che ormai ha guadagnato la piena fiducia dei cittadini e il riconoscimento delle Istituzioni quale presidio territoriale in cui il farmacista somministra anche vaccini, può dare un contributo rilevante, concorrendo sia all’ampliamento delle coperture vaccinali, sia al contenimento del fenomeno dell’antimicrobico-resistenza.
Silvia Martello
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Campagna tumore ovarico. “Le farmacie con la loro prossimità, anche perché sono frequentate per la stragrande maggioranza da donne e perché vi lavorano in maggioranza donne, creano un canale comunicativo di grande immediatezza” osserva il presidente di Federfarma Marco Cossolo, parlando della Campagna di sensibilizzazione sul tumore ovarico “Conosciamoci, consapevolmente”, promossa da Federfarma e Loto Odv. In particolare, il progetto pilota della campagna, sottolinea il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia, “ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni sull’importanza di diffondere consapevolezza circa un tumore assai difficile da diagnosticare precocemente”. La Voce di Mantova (24.3.23)
Scienza e democrazia. Diritti civili e libertà individuali in ambito scientifico: dalla politica climatica europea sulle fonti fossili alla parità di genere, dall’uso delle cellule staminali e applicazione dell’ingegneria genetica, agli strumenti della democrazia digitale e dell’intelligenza artificiale civica. Questi i temi trattati nel corso del summit internazionale di cittadini per un piano di governo paneuropeo “Democrazia, ecologia e libertà oltre i confini”, recentemente tenutosi in Polonia. (Corriere della Sera – 19.3.23)
A caccia di nuovi virus. Individuare gli agenti patogeni più minacciosi e lavorare in anticipo su vaccini efficaci: si chiama preparedness e ha lo scopo di offrire una prima protezione alla popolazione nell’eventualità scoppiasse un’altra pandemia. “Poi, magari, quei vaccini non servono, però è sempre meglio impegnarsi prima che pentirsi dopo, quando un’epidemia globale arriva davvero” osserva Marco Cavaleri, responsabile vaccini dell’agenzia regolatoria europea (Ema). La Repubblica (23.3.23)
(US.SM)








