Nuova audizione parlamentare del ministro Speranza
Questa mattina, mercoledì 20 novembre, il ministro della Salute, Roberto Speranza, si presenta nuovamente alle Commissioni riunite -sia XII Affari sociali della Camera, sia la 12° Igiene e Sanità del Senato- per indicare le linee programmatiche del suo dicastero.
La precedente audizione si era tenuta giovedì 14 novembre e, in quell’occasione, il ministro aveva affrontato il tema del processo di attuazione del regionalismo differenziato. Dopo aver indicato il suo pressoché quotidiano confronto con le istanze delle Regioni, in seguito alla riforma del Titolo V della Costituzione, Roberto Speranza ha analizzato le diverse pronunce della Corte Costituzionale e ha evidenziato come sia necessaria una nuova riflessione sul tema, alla luce anche del fatto che non tutte le Regioni sono in grado di fornire uguali servizi.
Questa situazione diversificata a livello territoriale impone continui aggiustamenti, per corrispondere ai principi di universalità del Ssn. Significative sono al riguardo anche le diverse modalità con cui vengono applicati i ticket, o il modo con cui si affronta il problema delle carenze dei medici e, conseguentemente, quello della formazione degli specializzandi. Affidare inoltre a una singola Regione le gare di acquisto regionali, o il sistema di rimborso e remunerazione della spesa, “rischia di pregiudicare il diritto alle cure e di minare l’equità del sistema”.
Quindi, il ministro si è soffermato sulle problematiche che una maggiore autonomia regionale comporta nel settore della farmaceutica, per quanto riguarda l’attività di indirizzo sull’appropriatezza terapeutica e prescrittiva (Legge 326/2003). Al riguardo ha riportato quanto sentenziato dalla Corte Costituzionale (sia nella sentenza 282/2002, sia nella 338/2003) sui “diritti la cui tutela non può non darsi in condizioni di fondamentale eguaglianza su tutto il territorio nazionale”. Sentenze peraltro ribadite dalla successiva n. 274/2014, che precisa come le decisioni sul merito delle scelte terapeutiche “dovrebbero prevedere l’elaborazione di indirizzi fondati sulla verifica dello stato delle conoscenze scientifiche e delle evidenze sperimentali acquisite, tramite istituzioni e organismi –di norma nazionali e sovranazionali– a ciò deputati”.
Il ministro della Salute ha così concluso il suo intervento: “Sia per le decisioni sul payback, sia per quelle sulla equivalenza terapeutica, la previsione di un potere sostitutivo delle Regioni non appare conforme al principio di sussidiarietà verticale di cui all’articolo 118, comma 1, della Costituzione, oltreché al dettato dell’articolo 120 Costituzione, che, come noto, contempla il potere sostitutivo dello Stato nei confronti delle Regioni e non viceversa”.
Sarà interessante annotare che cosa questa mattina il ministro Speranza deciderà di dire alle due commissioni riunite.








