Torna a tutti gli articoli

Nuove linee guida europee sul primo soccorso

27 Novembre 2025
Attualità

Il Consiglio Europeo di Rianimazione (European Resuscitation Council, Erc) ha pubblicato le Linee guida europee per la rianimazione 2025, che aggiornano le raccomandazioni per la gestione dell’arresto cardiaco e delle emergenze vitali. Il documento, pubblicato sulla rivista Resuscitation, è il risultato di un lavoro coordinato tra oltre 30 Paesi e si basa sulle più recenti evidenze scientifiche raccolte dal International Liaison Committee on Resuscitation (Ilcor).

Come scrive Camilla De Fazio su Quotidiano Cardiologia, le linee guida rappresentano un aggiornamento quinquennale che copre l’intero processo di rianimazione, dalla prevenzione dell’arresto cardiaco fino alla riabilitazione dei sopravvissuti.

Sono state elaborate attraverso un processo strutturato e trasparente che ha coinvolto esperti clinici, ricercatori, associazioni professionali e rappresentanti dei cittadini. Ogni gruppo di lavoro ha operato secondo criteri di equilibrio geografico, di genere e di esperienza professionale, con la partecipazione anche di consulenti provenienti da organizzazioni europee come la European Society of Intensive Care Medicine e la European Society of Cardiology.

L’analisi epidemiologica contenuta nelle linee guida mostra che l’incidenza annuale di arresto cardiaco extraospedaliero, trattato dai servizi di emergenza in Europa, è di 55 casi ogni 100.000 abitanti. L’età media dei pazienti è di 67 anni e circa i due terzi sono uomini. Inoltre, il 70% degli arresti avviene in ambiente domestico e nel 20% dei casi il ritmo iniziale è defibrillabile. Il tasso medio di rianimazione da parte dei presenti è del 58%, ma con ampie variazioni regionali, mentre l’uso di defibrillatori automatici esterni, prima dell’arrivo dei soccorsi, varia dal 2,6% al 59%. La sopravvivenza complessiva è del 7,5%, con valori che oscillano tra il 3,1% e il 35% nei diversi Paesi.

Il documento -come precisa Camilla De Fazio- dedica ampio spazio ai sistemi organizzativi che “salvano vite”, sottolineando l’importanza dell’educazione alla rianimazione, della collaborazione tra istituzioni sanitarie e della partecipazione dei cittadini. Tra le raccomandazioni figura la diffusione dell’insegnamento della rianimazione cardiopolmonare nelle scuole, attraverso programmi come “Kids Save Lives”, con formazione progressiva a partire dall’età prescolare. L’obiettivo è aumentare la capacità di intervento precoce nella popolazione e migliorare i tassi di sopravvivenza.

Le linee guida riconoscono anche il potenziale delle nuove tecnologie. L’uso dei social media e delle piattaforme digitali viene incoraggiato per promuovere la consapevolezza pubblica e la formazione, ma il testo raccomanda che i contenuti diffusi siano validati da esperti per garantire l’accuratezza delle informazioni. Sul piano operativo, l’Erc ribadisce la semplicità del messaggio per i soccorritori laici: verificare la sicurezza e la coscienza della persona, chiamare i soccorsi e iniziare le compressioni toraciche. L’utilizzo dei defibrillatori automatici esterni è raccomandato a tutti, indipendentemente dal livello di addestramento, seguendo le istruzioni vocali del dispositivo.

Per il personale sanitario, in particolare, le raccomandazioni includono procedure aggiornate sulla prevenzione dell’arresto cardiaco, la gestione delle rianimazioni intra ed extraospedaliere, la ventilazione e l’uso dei farmaci. Viene, inoltre, ribadita l’importanza della standardizzazione delle apparecchiature e della formazione continua del personale, mentre un’attenzione specifica va riservata ai contesti a basse risorse, alle aree remote e alle situazioni di emergenza in cui l’accesso alle cure è limitato. In questi casi le raccomandazioni vengono adattate in base alle risorse disponibili, mantenendo l’obiettivo di garantire un livello minimo di intervento efficace.