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Obesità, per il controllo del peso i farmaci non bastano

29 Gennaio 2026
Attualità

L’organismo, una volta smesso di assumere il farmaco antiobesità, si riprende in fretta i chili persi. Lo precisa una nuova revisione sistematica e metanalisi.

La sospensione delle terapie farmacologiche per il controllo del peso ha effetti solamente a breve termine, perché il recupero ponderale è rapido e così i benefici ottenuti durano ben poco. Inoltre, questo effetto rimbalzo non riguarda solamente il peso corporeo, ma anche i parametri cardiometabolici, che il farmaco antiobesità aveva favorito.

 Lo studio ha analizzato 37 lavori scientifici, per un totale di oltre 9.300 adulti con sovrappeso o obesità, seguiti dopo l’interruzione dei farmaci per la perdita di peso. Il dato chiave è chiaro: in media si recuperano circa 0,4 kg al mese dopo la fine del trattamento, con un ritmo che rischia di annullare i benefici ottenuti durante mesi di terapia. Ancora più significativo è il confronto con gli interventi non farmacologici: il recupero di peso risulta più rapido dopo i farmaci rispetto a quanto osservato dopo la sospensione dei programmi comportamentali basati su dieta, attività fisica e supporto psicologico. Una differenza che rimane anche tenendo conto del peso perso inizialmente.

 Ma il recupero dei chili persi non è l’unico problema. Secondo le proiezioni effettuate dalla ricerca, tutti i principali marker cardiometabolici -come glicemia, profilo lipidico e parametri infiammatori- tendono a tornare ai livelli di partenza entro circa un anno e mezzo dalla sospensione dei farmaci.

È un dato che solleva interrogativi importanti sulla sostenibilità clinica di un approccio esclusivamente farmacologico. Dallo studio, pertanto, non emerge una ‘bocciatura’ dei farmaci per l’obesità, piuttosto un invito alla prudenza. Le terapie farmacologiche possono essere strumenti efficaci, soprattutto nei casi di obesità complicata o associata a diabete e malattie cardiovascolari, ma il loro impiego a breve termine, senza un progetto strutturato di cambiamento dello stile di vita, rischia di trasformarsi in un’illusione terapeutica. Anche perché l’obesità è una malattia cronica, legata a più fattori, genetici, fisiologici, psicologici, sociali e ambientali, che richiedono interventi mirati e coordinati.

 I lavori scientifici, pertanto, dimostrano che alla terapia farmacologica deve seguire una strategia più articolata e duratura: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, supporto comportamentale e, quando indicato, farmaci da inserire in un percorso continuativo. L’obesità, quindi, si conferma una malattia cronica, che non può essere affrontata con soluzioni rapide o interventi isolati. I farmaci, infatti, aiutano, ma non bastano: occorre un reale cambiamento delle abitudini di vita.