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Ocse: il bello e il brutto della sanità in Italia

25 Novembre 2025
Attualità

Siamo un Paese che si distingue per l’elevata durata di vita (l’Italia è quinta al mondo per longevità) e per un Sistema sanitario nazionale garantista, e tutto questo pur spendendo meno della media Ocse, come risulta dal Rapporto Health at a Glance 2025, che analizza i sistemi sanitari di 38 Paesi industrializzati. Nel 2024, infatti, la spesa sanitaria italiana è stata pari all’8,4% del Pil, contro il 9,3% della media Ocse e a valori superiori in Germania (12,7%), Francia (10,8%) e Regno Unito (9,3%).

Secondo il Rapporto Health at a Glance 2025, che analizza i sistemi sanitari di 38 Paesi industrializzati, l’Italia spende circa il 13% in meno della media dei Paesi industrializzati per il proprio Ssn.

Stesso risultato se consideriamo la spesa pro-capite: l’Italia spende circa il 13% in meno della media dei Paesi industrializzati, quasi un terzo meno della Francia e oltre il 40% meno della Germania. Infatti, l’Italia destina alla sanità 5.164 dollari pro-capite a parità di potere d’acquisto, una cifra più bassa rispetto alla media Ocse, pari a 5.967 dollari, e assai lontana dai livelli dei grandi Paesi europei: 7.367 dollari in Francia e 9.365 in Germania.

Spesa sanitaria pro capite 2024 (o anno più vicino)

1.Stime OECD 2024. *Paese in fase di adesione
Fonte: OECD Health Statistics 2025. WHO Global Health Expenditure Database

 

In altri termini, pur spendendo meno, l’Italia dimostra di ottenere risultati di salute ritenuti soddisfacenti. L’aspettativa di vita alla nascita, infatti, è di 83,5 anni, ben 2,4 anni in più della media Ocse (81,1), e così risultiamo essere il quinto Paese al mondo dopo Svizzera, Giappone, Spagna e Israele. Anche la mortalità evitabile è più bassa: 93 decessi prevenibili ogni 100.000 abitanti, contro i 145 nella media Ocse.

Ma c’è anche un rovescio della medaglia. Questo positivo quadro cambia se si fa riferimento al personale sanitario, dove si confermano noti squilibri e preoccupanti segnali d’allarme. Se in Italia risultano operativi 5,4 medici ogni mille abitanti, un dato superiore alla media Ocse (3,9) e fra i più alti in Europa, assai grave è la carenza di infermieri (6,9 ogni mille abitanti,

contro una media Ocse di 9,2), e anche il numero dei posti letto negli ospedali risultano da noi al di sotto della media Ocse, cioè 3 per mille abitanti, contro una media Ocse di 4,2, e ancora più distante da Paesi quali Francia (5,4) e Germania (7,7).

Il Rapporto Health at a Glance 2025 segnala anche particolari difficoltà nelle cure a lungo termine, dove l’Italia conta appena 1,5 operatori ogni 100 persone over65, rispetto ai 5 della media Ocse. È questo un aspetto preoccupante, perché la fragilità strutturale nella gestione della non autosufficienza e nell’assistenza domiciliare diventa assai rilevante se rapportata al rapido l’invecchiamento della popolazione.

Un segnale positivo arriva, invece, dalla spesa per la prevenzione, che in Italia si vuole ora rafforzare, e che rappresenta il 4,6% della spesa sanitaria complessiva, contro una media Ocse del 3,4%. Non mancano però da noi preoccupanti fattori di rischio: fuma quotidianamente il 19,5% degli italiani (media Ocse 14,8%), il 45% svolge scarsa attività fisica, mentre l’obesità riguarda il 12% della popolazione (meno della media del 19%, ma in crescita). Soprattutto va attentamente considerato il calo di fiducia nel Ssn nazionale: soltanto il 44% degli italiani si è dichiarato soddisfatto della disponibilità di un’assistenza sanitaria di qualità, contro una media Ocse del 64%.