Ordine degli informatori scientifici e AI: iter in accelerazione
Si accelera il percorso parlamentare verso l’istituzione dell’Ordine professionale degli informatori scientifici del farmaco (Isf), mentre il dibattito sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella sanità entra sempre più nel vivo. Sono i due assi portanti emersi dal convegno “L’informazione scientifica nel Ssn: etica e innovazione”, promosso da Fedaiisf nell’ambito di Cosmofarma 2026.
Istituzione dell’Ordine professionale degli informatori scientifici del farmaco (Isf) e ruolo dell’intelligenza artificiale nella sanità al centro del dibattito nel convegno L’informazione scientifica nel Ssn: etica e innovazione”, promosso da Fedaiisf nell’ambito di Cosmofarma 2026.
A fare il punto sul fronte normativo è stato l’onorevole Francesco Cannizzaro (Forza Italia), promotore della proposta di legge attualmente in Parlamento. Il testo, ha spiegato, ha registrato “un’accelerazione negli ultimi giorni” e sarà presto incardinato in Commissione, con l’obiettivo di arrivare rapidamente all’esame delle Aule. Un passaggio ritenuto cruciale per colmare una lacuna storica dell’ordinamento e dare pieno riconoscimento giuridico a una professione chiave nel sistema sanitario.
A sostenere il percorso anche in Senato è la senatrice Elena Murelli, che ha sottolineato la necessità di imprimere ulteriore velocità all’iter, anche attraverso possibili emendamenti nei provvedimenti in discussione. Un’urgenza rafforzata dal fatto che sette regioni hanno già istituito registri degli informatori, segnando un primo passo verso la regolamentazione. In un contesto in cui i cittadini si rivolgono sempre più spesso a strumenti digitali per ottenere informazioni sanitarie -ha osservato Murelli- diventa fondamentale rafforzare il ruolo dell’informazione scientifica, qualificata come “pilastro della sicurezza sanitaria”.
Il tema dell’intelligenza artificiale, infatti, ha attraversato tutti gli interventi. Il presidente Fedaiisf Francesco Ferrari ha richiamato i rischi di un’eccessiva delega agli algoritmi, ribadendo che l’interesse del paziente deve restare nelle mani dei professionisti, capaci di integrare conoscenza, esperienza e responsabilità. Senza demonizzare la tecnologia, Ferrari ha invitato a governarne l’uso, anche alla luce dei noti fenomeni di errori e “allucinazioni” dei sistemi AI.
Sul fronte istituzionale, il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, ha anticipato un accordo in fase avanzata con Aifa per lo sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale a supporto dei professionisti sanitari. L’obiettivo è costruire un ecosistema sicuro, in grado di valorizzare i benefici dell’innovazione senza comprometterne l’affidabilità. Anche l’industria guarda all’AI come leva di cambiamento: secondo Heide De Togni (Schwabe Pharma Italia), le nuove tecnologie possono agire da acceleratori nei processi aziendali e nella formazione continua degli informatori.
Non sono mancate, infine, le voci più critiche: Antonio Mazzarella (Aisf) ha citato casi concreti di errori dell’AI, mentre Antonio Daniele (Fedaiisf) ha messo in guardia dall’uso improprio degli algoritmi nella profilazione dei medici, con il rischio di subordinare l’attività informativa a logiche di marketing. Una posizione sintetizzata in una frase che ha chiuso i lavori: “L’intelligenza può essere artificiale, ma la responsabilità della cura deve rimanere umana”.








