Torna a tutti gli articoli

OsMed: maggiore appropriatezza prescrittiva e aderenza terapeutica

19 Novembre 2024
Aifa comunica

Nonostante l’Italia sia già il Paese con il più alto tasso di consumo di antibiotici in Europa, questi risultano ulteriormente in aumento anche nel 2023 (+6,4%). Così risulta dall’ultimo Rapporto OsMed presentato dall’Aifa, che conferma il nostro triste primato (che causa oltre 11.000 decessi l’anno), con un’elevata incidenza di infezioni da batteri resistenti soprattutto al Sud, dove il consumo di antibiotici risulta superiore alla già alta media nazionale. 

Aumenta il consumo di antibiotici in Italia, che già deteneva il primato in Europa. Lo dice l’ultimo Rapporto OsMed presentato dall’Aifa. Tra i più bassi d’Europa anche i dati di consumo dei farmaci equivalenti.

Al Sud, infatti, il consumo di antibiotici è pari a 20,3 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, mentre al Centro si registrano 18,2 dosi e al Nord 14,5, con differenze che non trovano alcuna giustificazione nei fattori epidemiologici. Una situazione analoga si verifica anche nell’uso dei farmaci per il sistema cardiovascolare, che rappresentano la categoria con i maggiori consumi e spesa, con una media dia 513,9 dosi giornaliere per 1.000 abitanti e una spesa pubblica di oltre 3,5 miliardi di euro. Questo continuo incremento dei consumi testimonia la necessità di affrontare urgentemente il tema dell’appropriatezza prescrittiva e dell’aderenza alle terapie croniche. 

Il rapporto OsMed evidenzia, infatti, continui incrementi nei consumi farmaceutici totali, che nel 2023 hanno raggiunto i 36,2 miliardi di euro, di cui il 68,7% a carico del Servizio sanitario nazionale. L’aumento della spesa pubblica è stato del +3% rispetto all’anno precedente (pari a 12.998 milioni di euro), contro peraltro un incremento ancor superiore (+10%) della spesa per acquisti diretti da parte dei cittadini (oltre 7 miliardi di euro, soprattutto per farmaci di fascia C). 

Il richiamo all’aderenza terapeutica

Rilevanti anche i dati relativi al consumo dei farmaci generici, che nonostante il trend positivo rimangono i più bassi in Europa: rappresentano il 22,8% della spesa e il 31,2% dei consumi globali. Anche qui significativo è il divario tra le regioni: mentre in Trentino e in Lombardia ci sono zone dove i consumi superano il 40%, in Calabria, Campania e Sicilia si attestano appena sora il 20%: Più di un motivo, quindi, spingono il Rapporto OsMed a richiamare l’attenzione sull’aderenza terapeutica, soprattutto poi per le persone anziane e i cronici, dove alte sono le condizioni di politerapia. Risulta, per esempio, che il 28,5% degli over65 assuma 10 e più farmaci diversi durante l’anno, mentre il 68% riceve prescrizioni per almeno 5 medicinali differenti. Da qui la necessità di studiare maggiormente l’interazione tra fattori genetici e ambientali, per ottimizzare le terapie farmacologiche e ridurre le prescrizioni inappropriate.