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Otc online: l’Ue spinge per il ruolo professionale della farmacia

4 Giugno 2026
Attualità News dal mondo

Una sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue  ha stabilito alcuni punti fermi sulla vendita via internet di farmaci senza obbligo di prescrizione. Il caso nasce in Grecia, dove la locale normativa aveva limitato la vendita online ai soli farmaci cosiddetti in libera vendita, escludendo di fatto gran parte dei Sop e Otc vendibili senza ricetta. Una farmacia greca ha contestato la misura, sostenendo che fosse contraria al diritto europeo e la Corte Ue le ha dato ragione.

Secondo i giudici europei, gli Stati membri possono certamente imporre regole e controlli per proteggere la salute pubblica, ma non possono vietare in modo generalizzato la vendita online di farmaci senza prescrizione, salvo casi specifici e ben motivati

La Corte ha chiarito un principio molto netto: se un farmaco è classificato come “senza obbligo di prescrizione”, deve poter essere venduto anche a distanza da farmacie autorizzate, purché siano rispettate le condizioni previste dalla normativa europea. Per le farmacie il messaggio è chiaro: l’e-commerce farmaceutico non è più considerato un canale “eccezionale”, ma una modalità ordinaria di dispensazione di Sop e Otc, da integrare con adeguate garanzie professionali e di sicurezza.

La sentenza, però, riconosce che i governi nazionali possono introdurre misure di tutela sanitaria, per esempio sistemi per monitorare gli acquisti eccessivi o contrastare la politerapia e gli abusi. In pratica, si potranno prevedere: a) limiti quantitativi agli acquisti online; b) controlli sull’identità del cliente; c) sistemi informatici per tracciare acquisti ripetuti; d) regole rafforzate per categorie di farmaci più sensibili.

Quello che non sarà più possibile, invece, è impedire in modo quasi totale la vendita online di intere categorie di farmaci senza ricetta. La farmacia online viene comunque riconosciuta come estensione della farmacia fisica e non come attività separata o marginale e la professionalità del farmacista deve rimanere centrale anche quando l’attività è di tipo digitale. Secondo quanto ha disposto la Corte, consulenza a distanza, corrette informazioni al paziente, sicurezza della dispensazione e monitoraggio degli acquisti saranno sempre più importanti.

La sentenza fornisce, pertanto, alcuni punti fermi che potrebbero anche essere utilizzati dal legislatore nazionale per aggiornare le attuali regole sulla vendita online (così come si era prefisso di fare il tavolo tecnico ministeriale che ha riunito di tutti gli stakeholders del settore proprio con lo scopo di “ammodernare” le attuali regole sull’online) per orientarle verso modalità di dispensazione più professionali rispetto a quelle attualmente vigenti. In uno scenario in cui il paziente è sempre più digitale, la sentenza conferma che il tema non è più “se” la farmacia debba operare online, ma “come” farlo mantenendo sicurezza, appropriatezza e valore del consiglio professionale del farmacista. (ML)