Papa Francesco: “Farmacisti ponte tra i cittadini e il sistema sanitario. Una mano vicina e tesa”
Papa Francesco aveva dimostrato in diverse occasioni di apprezzare il ruolo dei farmacisti e il loro contributo nei confronti dei cittadini. Nel ricordarlo nel giorno della sua scomparsa, il 21 aprile 2025, riportiamo alcune delle parole rivolte alla categoria, a cominciare dal ruolo svolto durante la pandemia.
I cittadini, spesso smarriti, hanno trovato in voi un punto di riferimento per avere assistenza, consigli, informazioni, e anche – lo sappiamo bene – per poter fare rapidamente i test necessari alla vita e alle attività quotidiane. Penso che questa situazione di crisi abbia anche provocato nel vostro ambiente professionale l’esigenza di “fare corpo”, di sostenersi a vicenda. E questo dovrebbe essere un incentivo ad associarsi.
I farmacisti sono come un “ponte tra i cittadini e il sistema sanitario”, quest’ultimo messo a dura prova dalla pandemia che ha rallentato e a volte paralizzato le procedure. Un iter, spiega Francesco, che comporta “maggiori disagi” e “maggiori sofferenze” per chi è malato, e ulteriori “danni alla salute.
La categoria dei farmacisti offre un duplice contributo al bene comune: alleggerisce il peso sul sistema sanitario e allenta la tensione sociale. Naturalmente questo ruolo va svolto con grande prudenza e serietà professionale, ma per la gente è molto importante l’aspetto della vicinanza – sottolineo questo: la vicinanza – l’aspetto del consiglio, di quella familiarità che dovrebbe essere propria di un’assistenza sanitaria “a misura d’uomo”.
Tutti siamo chiamati a imparare uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente in cui Dio ci ha posti, della nostra casa comune. E in questo stile di vita rientra anche un modo sano di alimentarsi e, in generale, di vivere. Penso che anche su questo i farmacisti possono “fare cultura”, promuovendo una maggiore sapienza nel condurre una vita sana.
Direi che voi farmacisti potete aiutarci a smascherare gli inganni di un falso benessere e a educarci a un vero “buon vivere”, che non sia un privilegio di pochi ma alla portata di tutti, no? Il buon vivere, nel senso non di farsi la buona vita; il vivere in consonanza con l’ambiente, in consonanza con l’universo, con tutti.
I farmacisti, una “mano vicina e tesa”
Non dimenticate questo: l’apostolato delle orecchie. Ascoltare, ascoltare… sembra noioso, alcune volte, ma per la persona che parla è una carezza di Dio tramite voi. E i farmacisti sono questa mano vicina e tesa, che non passa solo i medicinali, ma trasmette coraggio e vicinanza. Grazie a voi e a tutti i farmacisti per questo! Il vostro non è un mestiere, è una missione.








