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Pgeu: l’integrazione verticale nel settore farmaceutico in Europa

15 Maggio 2021
Ricerche e documenti

La Legge 124/2017, che ha reso possibile l’ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie, rende necessaria un’attenta analisi dell’integrazione verticale in atto nella distribuzione intermedia. Riportiamo, quindi, un interessante articolo realizzato da Antonio Grasso, esperto di questioni economiche presso il Pgeu, il Pharmaceutical Group of European Union. La sua è una puntuale fotografia di strategie e sviluppi operati dalla filiera farmaceutica

Nel corso dell’ultimo decennio, l’integrazione verticale nella filiera della distribuzione farmaceutica si è affermata come una strategia di business usata dalle società tradizionalmente legate alla distribuzione intermedia del farmaco, in risposta a una serie di sfide legate a un contesto di mercato competitivo e in continua evoluzione.

I principali operatori sul mercato europeo hanno dimostrato di saper adattare le proprie strategie di business per rispondere ai cambiamenti nella regolamentazione della filiera farmaceutica in alcuni Stati membri dell’Unione Europea e ad altri fattori che hanno influenzato le dinamiche del mercato, come per esempio le crescenti pressioni sui margini di profitto delle diverse componenti della filiera.

McKesson Europe, Walgreens Boots Alliance (Wba) e The Phoenix Group, le principali società multinazionali operanti nel campo della distribuzione farmaceutica intermedia, hanno scelto negli ultimi anni di modificare i propri modelli di business. Così facendo, tali operatori si sono discostati con abilità dal tradizionale ruolo che li legava alla distribuzione, per investire sempre più nell’acquisizione di farmacie.

Distribuzione intermedia e farmacie hanno acquisito pari importanza e costituiscono ora il core-business di queste società, trasformatasi in vere e proprie catene di farmacie. Più recentemente, esse stanno diventando operatori omnichannel, investendo su una presenza digitale che consente di affiancare piattaforme digitali ed e-commerce alla tradizionale filiera di distribuzione e alle farmacie.

Caratteristiche dell’integrazione verticale nella filiera farmaceutica

L’integrazione verticale è una strategia di business che offre l’opportunità agli operatori di mercato che la adottano di incrementare la propria competitività, consolidare i propri margini e mitigare i rischi per il proprio business, derivanti da condizioni economiche avverse o da cambiamenti nella regolamentazione del settore.

Gli operatori di mercato che tradizionalmente operano a monte della filiera distributiva del farmaco già da tempo stanno vivendo un processo di evoluzione volto a ottimizzare l’efficienza della distribuzione e a facilitare l’accesso diretto al consumatore, senza dover passare per intermediari. In particolare, l’integrazione verticale della filiera farmaceutica ha preso piede in quei Paesi che hanno deregolamentato la proprietà delle farmacie, aprendola anche ai non-farmacisti. Questo permette l’ingresso del capitale nella titolarità delle farmacie.

È proprio in seguito a tali riforme che le società multinazionali della distribuzione intermedia hanno investito in farmacie di proprietà e nella creazione di partnership con farmacie a livello pan-europeo. Tramite queste strategie, infatti, tali società possono esercitare una capillarità di distribuzione, raggiungendo una rete di farmacie che non è sotto il proprio controllo diretto, ma con cui stabiliscono un rapporto di business consolidato.

In generale, lo scopo di queste catene è perseguire una crescita organica del proprio business tramite acquisizioni di farmacie e di operatori di distribuzione intermedia, accompagnati da investimenti in digitalizzazione e operazioni che consistono nella formazione di joint-venture, partnership e network di farmacie, per aumentare la propria influenza sul mercato farmaceutico europeo.

Sviluppi recenti e strategie di mercato

Per comprendere quanto le società di distribuzione intermedia abbiano utilizzato l’integrazione verticale per consolidare la propria presenza sul mercato e diventare catene di farmacie, è utile riportare alcuni dati sulla proprietà delle farmacie, disponibili sui siti web e nei report annuali delle società.

• McKesson Europe è presente con 2.300 farmacie di proprietà in 7 Paesi europei, vantando oltre 8.000 farmacie aderenti al proprio network. In Italia McKesson Europe è presente con 262 farmacie operanti con il brand LyodsFarmacia. Nel 2019, McKesson Europe ha chiuso una transazione per acquisire 27 farmacie, parte di una cooperativa di farmacia presente in Nord Italia (the Pharmacoop Group).

• Wba è presente in 5 Paesi europei con circa 3.000 farmacie, ma la sua presenza in Europa è fortemente concentrata nel Regno Unito, dove opera con il marchio Boots in 2.336 punti vendita. In Italia, Wba ha aperto 12 farmacie Boots.

• The Phoenix Group ha esteso sempre più la propria presenza nel settore delle farmacie negli ultimi anni. É di gran lunga la società multinazionale più presente in Europa, con più di 2.700 farmacie di proprietà in 15 Paesi europei e con brand propri (Benu, Livsane).

• Dr. Max è diventata una catena di farmacie leader nell’Europa centro-orientale, con circa 2.000 farmacie di proprietà in 8 Paesi europei. Tale compagnia opera anche in Italia con 20 farmacie di proprietà.

Queste società perseguono strategie di crescita organica che vengono condotte principalmente tramite acquisizioni e/o operazioni finanziare strategiche, quali la formazione di joint venture con altre catene di farmacie.

Esempi recenti di questo tipo di operazioni includono quella formata da Wba e McKesson Europe per unire le forze nel settore della distribuzione intermedia in Germania, oppure la joint venture tra McKesson Europe e Phoenix in Olanda, dove, tramite il Brocacef Group, le due società controllano 300 farmacie Benu. Altre recenti operazioni strategiche includono la vendita di Alliance Healthcare, società controllata da WBA nel settore della distribuzione intermedia in Europa, da parte proprio di Wba ad AmeriSource Bergen, società di distribuzione farmaceutica americana a sua volta controllata da Wba. L’operazione è ritenuta strategica perché WBA considera di utilizzare i proventi della vendita di Alliance Healthcare per investire nel proprio business al dettaglio nelle farmacie.

Diversificazione dei prodotti e digitalizzazione

Oltre a investire nell’acquisizione di farmacie, queste società cercano di offrire prodotti e servizi innovativi per competere con i rivali e guadagnare segmenti di mercato sia nella distribuzione intermedia e sia nel settore delle farmacie. Una strategia che accomuna queste società è la diversificazione dei propri prodotti e la fidelizzazione dei clienti tramite il lancio di prodotti o brand specifici nel settore delle farmacie.

er esempio, Phoenix ha lanciato negli ultimi anni la linea di prodotti Livsane, che viene offerta tramite le farmacie Benu, un brand di farmacie tramite il quale Phoenix opera in diversi Paesi europei. Questa linea di prodotti è distribuita nelle farmacie Phoenix tramite la Phoenix Pharmacy Partnership, il programma che la società multinazionale utilizza per raggiungere una rete vasta di farmacie in Europa.

La linea di prodotti Livsane è disponibile nelle farmacie del network Phoenix in otto categorie diverse, che includono prodotti Otc senza prescrizione, prodotti per la cura personale, prodotti per il supporto diagnostico, kit di pronto soccorso. In questo modo, Phoenix offre alle farmacie la possibilità di utilizzare un prodotto competitivo e che raggiunge i bisogni di tutti i membri della famiglia che si rivolgono alle farmacie nella rete Phoenix.

Analoga è la strategia adottata da Wba: la società ha una sua vasta gamma di prodotti che distribuisce tramite la rete di farmacie Boots e che include No7, Soap & Glory, Liz Earle, Botanics, Sleek MakeUP and YourGoodSkin. Wba rende questi prodotti di cura personale e di bellezza accessibili online e in più di 20 mila punti vendita presenti in 16 mercati a livello globale.

McKesson Europe diversifica la propria strategia di business dagli altri operatori sul mercato utilizzando, anziché prodotti o brand propri, una serie di programmi di servizi per la rete di farmacie nel proprio network.

È questo il caso dell’European Pharmacy Network (Epn), uno ‘’store concept’’ sviluppatosi proprio a partire dall’Italia con Admenta Italia, e molto legato a strategie di marketing della società. Il concetto si focalizza sulla promozione di servizi di ‘’skin care’’ e ‘’pain control’’, che sono offerti ai pazienti nelle farmacie aderenti al network. Tali servizi sono proposti dallo staff delle farmacie che viene formato ad-hoc per fornire tali servizi. Il successo di questo network e del suo concept ha portato McKesson Europe a fare negli ultimi anni investimenti significativi nel restilying delle proprie farmacie.

Un’altra strategia comune a tutte le società multinazionali verticalmente integrate consiste negli investimenti in digitalizzazione. Quest’anno, nella propria divisione operante negli Stati Uniti, Wba pianifica di lanciare una nuova piattaforma myWalgreens come nuova interfaccia utenti. L’intento è poter mettere questa piattaforma a disposizione dei clienti, per migliorare l’accesso ai prodotti e ai servizi delle farmacie Walgreens.

Il gruppo Phoenix, dal canto suo, ha annunciato di aver fondato una joint venture con Noventi per gestire ‘’gesund.de’’, la prima piattaforma digitale integrata operante nel settore sanitario in Germania.

Questa piattaforma ha l’ambizione di mettere in rete pazienti, farmacisti e fornitori nel sistema sanitario tedesco, permettendo ai pazienti di gestire online i propri problemi di salute minori, prenotare teleconsulti con farmacisti e medici. Tutto ciò su una stessa piattaforma, che mette in connessione con un ecosistema di farmacie, medici e altri operatori sanitari.

La joint venture promette di aumentare il proprio sistema di servizi e di restare aperta ai diversi operatori sanitari nel sistema tedesco. Al lancio della piattaforma, l’operazione è stata annunciata come la risposta di Pheonix alle recenti operazioni di mercato lanciate da Amazon in ambito sanitario.

Nel Regno Unito, Phoenix ha anche acquisito la Co-op Health platform, che rientra nella strategia di espansione del gruppo nel Paese per supportare le farmacie indipendenti cha fanno parte del network Numark. Con la partnership con Phoenix, Numark darà modo alle farmacie che fanno parte del proprio network di supportare i servizi nelle farmacie fisiche tramite canali digitali.

La piattaforma Co-op Health è uno dei servizi di prescrizione digitale più popolari e di successo nel Regno Unito, che consente ai pazienti di ordinare farmaci tramite app o web, per poi ritirarli presso una farmacia o riceverli a domicilio.

Inoltre, un’altra sostanziale fonte di investimenti per queste società è il miglioramento della logistica e lo sviluppo di network per la fornitura di servizi di distribuzione e farmacia. Tutte le principali società sopracitate, per esempio, hanno sviluppato negli ultimi anni virtual chains o network di servizi di relazione anche con le aziende farmaceutiche, volte a promuovere nuovi modelli distribuzione (per esempio il direct-to-pharmacy (DTP) model, che permette di saltare intermediari nella distribuzione del farmaco).

Esempi di tali virtual chains sono la Phoenix Pharmacy Partnership -che conta oltre 13.500 farmacie nel proprio network in Europa, cui vengono offerti da Phoenix servizi di logistica ad-hoc– e che include Phoenix All-in-One, un brand che Phoenix utilizza per promuovere servizi di logistica utili anche per le aziende farmaceutiche.

Analogamente, McKesson Europe, oltre al consolidato European Pharmacy Network (EPN), ha creato Pharmactiv, che raggiunge 1.700 farmacie indipendenti in Francia e 370 in Belgio. Anche WBA ha sviluppato modelli di cooperazione e partnership con farmacie.

Tra le più rilevanti c’è Alphega Pharmacy, nata in Francia e cresciuta fino a diventare un network pan-Europeo di 6.600 farmacie, presente e attivo in nove Paesi. Alphega offre alla rete di farmacie aggregati al suo network una gamma di servizi che include pharmacy branding, supporto professionale per i farmacisti, e supporto logistico e di servizi per la cura dei pazienti.

Conclusioni

Le società di distribuzione intermedia hanno iniziato a investire nelle farmacie da almeno 15 anni e la loro presenza sul mercato è andata sempre più consolidandosi ed estendendosi.

Queste società stanno cercando di cambiare l’esperienza dei pazienti, trasformando il proprio modello di business per superare il concetto di in-store business, promuovendo una offerta che includa interazioni con i pazienti attraverso numerosi canali di distribuzione (per esempio app, farmacie online, social media), da integrare con l’offerta tradizionale, fondata sui centri di distribuzione intermedia e sulle farmacie.

n questo modo, le catene di farmacie puntano ad allargare la propria presenza sul mercato nei prossimi anni, non soltanto tramite l’acquisizione di catene di farmacie locali, ma anche tramite l’espansione della presenza online per diventare operatori integrati omnichannel.

Antonio Grasso (esperto di questioni economiche del Pgeu, Pharmaceutical Group of European Union)