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Pgeu: vaccinazioni in farmacia e ruolo del farmacista

19 Gennaio 2024
Ricerche e documenti

Il Pgeu suggerisce una serie di raccomandazioni politiche per massimizzare il contributo dei farmacisti di comunità alla lotta contro le malattie prevenibili con i vaccini. Rivendica così il ruolo della categoria e indica i punti da sviluppare per ottenere un miglioramento della copertura vaccinale. Qui di seguito pubblichiamo una sintesi del “Position paper” emanato dal Pgeu.

I farmacisti di comunità possono contribuire in vari modi alle strategie di vaccinazione, proteggendo la salute pubblica e contribuendo a un sistema sanitario solido e sostenibile.

I farmacisti, infatti, si trovano in una posizione ideale, al centro delle comunità, per fornire informazioni, consigli, consulenza, assistenza, trattamento e azioni preventive per ridurre la diffusione delle malattie trasmissibili e prevenibili da vaccino.

Come parte della loro missione di salute pubblica, i farmacisti di comunità e le organizzazioni di farmacisti sono anche coinvolti in campagne di sensibilizzazione su temi quali la resistenza antimicrobica e la riluttanza a vaccinarsi.

Ecco le raccomandazioni che il Raggruppamento dei farmacisti europei (Pgeu) ha espresso in un suo “Position paper” per rivendicare il ruolo dei farmacisti nel migliorare la copertura vaccinale.

A livello nazionale e locale, i farmacisti di comunità sono impegnati in una serie di
attività e forniscono una serie di servizi per contrastare le malattie trasmissibili e aumentare la copertura vaccinale. Tra queste, la partecipazione a campagne di sensibilizzazione, lo screening e l’orientamento in farmacia, la promozione dei benefici e la somministrazione dei vaccini.

Molti Paesi dell’Unione Ruropea e del mondo si stanno muovendo per ampliare l’ambito di esercizio della professione del farmacista, in particolare attraverso l’implementazione di programmi di vaccinazione in farmacia, servizi di analisi e gestione delle malattie trasmissibili, prestazioni di telemedicina.

Prove concrete indicano, infatti, che consentire ai farmacisti di somministrare i vaccini può migliorare i tassi di vaccinazione tra la popolazione. È stato dimostrato che i servizi di vaccinazione in farmacia aumentano i tassi di vaccinazione contro l’influenza tra le persone che avevano saltato la vaccinazione nell’anno precedente e tra le persone che altrimenti non avrebbero ricevuto il vaccino.

Le farmacie sono state in grado di attuare un’ampia gamma di interventi durante e dopo la pandemia da Covid-19. Ciò ha permesso ai farmacisti di ampliare il proprio tradizionale ruolo di dispensatori di farmaci e contribuire ad alleggerire la pressione su altre strutture sanitarie fornendo un valido supporto ai pazienti.

Iniziative e progetti del Pgeu

A livello europeo, il Pgeu è stato coinvolto in iniziative, azioni e progetti che promuovono le vaccinazioni. Ecco qui di seguito alcuni esempi.

• Coalizione per le vaccinazioni – Il Pgeu è uno dei co-presidenti della Coalizione per le vaccinazioni (insieme a Cpme ed Efn). La Coalizione riunisce le associazioni europee di professionisti della sanità e le associazioni studentesche competenti nel campo della salute e delle vaccinazioni. È stata convocata dalla Commissione europea nel 2019 sulla base della Raccomandazione del Consiglio del 2018 in tema di cooperazione rafforzata contro le malattie prevenibili da vaccino. L’obiettivo della Coalizione è fornire informazioni accurate al pubblico, combattere la disinformazione e favorire lo scambio di buone pratiche in materia di vaccinazione. L’obiettivo è costruire la fiducia nei vaccini e contribuire ad aumentarne la diffusione.

• Immunion – Questo progetto (Improving IMMunisation cooperation in the European Union) (2021- 2023) ha rafforzato la Coalizione per le vaccinazioni e
la collaborazione tra i suoi membri; ha aumentato la sua visibilità e l’impegno con reti più ampie che lavorano nel campo delle vaccinazioni e ha migliorato l’accesso degli operatori sanitari a risorse e materiali convalidati sulle vaccinazioni, compresi quelli sviluppati dalla Coalizione.

Inoltre, il Pgeu ha un impegno costante con la Commissione europea, l’Ema e l’Ecdc per promuovere le vaccinazioni soprattutto attraverso campagne di comunicazione come l’iniziativa #UnitedInProtection.

Il Parlamento europeo ha riconosciuto che le farmacie hanno svolto un ruolo chiave durante la pandemia, in quanto hanno offerto ai pazienti la vaccinazione e i consigli di primo contatto. Inoltre, ha esortato la Commissione europea a includere il settore farmaceutico tra le iniziative di salute pubblica dell’Ue, e gli Stati membri a includerlo nei loro programmi di salute, assistenza e ricerca.

Informazioni e gestione del vaccino

I farmacisti di comunità forniscono informazioni e consigli sulle vaccinazioni e sui programmi di immunizzazione. Questo include i programmi di vaccinazione infantili, particolarmente importanti in quanto le madri incinte e le giovani famiglie sono frequentatori abituali delle farmacie, e le vaccinazioni raccomandate e obbligatorie per i viaggi.

Grazie a una rigorosa formazione scientifica e a una posizione consolidata come pilastro della comunità locale (favorita da rapporti di fiducia instaurati con i pazienti),
i farmacisti di comunità sono una risorsa eccellente per fornire informazioni attendibili, imparziali ed equilibrate sui benefici e sui rischi delle vaccinazioni, integrando così le informazioni dei medici e degli altri operatori sanitari.

I farmacisti, in quanto anello di congiunzione tra cittadino e sistema sanitario, sono nella posizione ideale per spiegare il funzionamento dei vaccini, sfatare le false voci e combattere attivamente la disinformazione nella società, migliorando l’alfabetizzazione sanitaria.

Identficare e sensiblizzare i gruppi target

I farmacisti sono in grado di identificare i gruppi target e consigliare loro di sottoporsi alla vaccinazione. Ciò è particolarmente importante per alcune categorie di popolazione, come i pazienti cronici, i cittadini di età pari o superiore a 65 anni e coloro che necessitano di farmaci da viaggio. Come parte dell’équipe sanitaria multidisciplinare, e se facilitati dall’accesso a cartelle cliniche elettroniche condivise, i farmacisti possono anche aiutare a informare i bambini sui programmi di vaccinazione.

I farmacisti possono svolgere un ruolo importante inviando promemoria ai pazienti attraverso l’uso di soluzioni integrate nei software delle farmacie, e quando la legislazione nazionale lo consente, possono registrare e consultare
lo stato vaccinale dei pazienti attraverso cartelle cliniche elettroniche condivise.

Consulenza e consigli

Una delle componenti principali del lavoro dei farmacisti di comunità è quella di fornire informazioni e consigli ai pazienti, su tutti farmaci e su tutti gli aspetti legati alla salute, vaccini compresi. In quest’ambito, infatti, la categoria può fare molto, grazie alla credibilità che le viene attribuita dai cittadini.

Campagne di sensibilizzazione e advocacy

L’informazione sui vaccini è una componente chiave dell’approccio generale alla prevenzione. Grazie alla vicinanza con le comunità, i farmacisti sono nella posizione ideale per sensibilizzare e condurre campagne di sensibilizzazione e di advocacy sulla vaccinazione, attraverso la capillare rete di farmacie in tutta Europa.

Somministrazione di vaccini in farmacia

Le vaccinazioni in farmacia facilitano l’accesso a questo prezioso strumento sanitario per tutte le fasce della popolazione. Studi e progetti pilota hanno dimostrato che questo modello aumenta la copertura vaccinale attraverso gli sforzi complementari di più professionalità sanitarie.

Nei Paesi in cui i farmacisti somministrano vaccini, devono seguire programmi di formazione certificati che comprendono una formazione teorica e pratica. Attualmente, i farmacisti vaccinano contro l’influenza e/o il Covid-19 nelle farmacie di 15 Paesi europei (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Norvegia, Romania, Svizzera e Regno Unito).

Va precisato poi che in 9 di questi paesi (Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Portogallo, Svizzera e Regno Unito) i farmacisti somministrano anche altri vaccini, come quelli contro pneumococco, herpes zoster, colera, difterite, tetano e pertosse, meningococco, encefalite da zecche, febbre tifoidea ed epatite A, epatite B, papillomavirus umano (Hpv), rabbia, rotavirus umano e varicella.

Nel caso in cui i farmacisti forniscano questi servizi, devono completare con successo un programma di formazione certificato (inclusi corsi di aggiornamento periodici) sulla somministrazione di vaccini, sull’uso dell’adrenalina (per gestire l’anafilassi) e sulle procedure di rianimazione.

L’attività dei farmacisti rientra nell’ambito della governance clinica e dei quadri normativi esistenti e i farmacisti sono qualificati per prevenire, attenuare e segnalare eventuali reazioni avverse nel caso in cui si verifichino, sebbene non vi sia un aumento del rischio di anafilassi quando si vaccina in farmacia rispetto ad altre strutture sanitarie.

Vaccinazione per gli operatori sanitari

In quanto operatori sanitari, i farmacisti si assicurano spesso di essere vaccinati ogni anno contro il virus dell’influenza stagionale. I dati suggeriscono che gli operatori sanitari vaccinati sono più propensi a incoraggiare i loro pazienti a vaccinarsi. Inoltre, in molti Paesi, i farmacisti, come gli altri operatori sanitari, hanno la priorità e spesso sono immunizzati contro l’epatite B, l’influenza e il Covid-19.

Aumentare la copertura vaccinale per le emergenze sanitarie

Un’altra sfida che i sistemi sanitari si sono trovati ad affrontare, nel periodo post pandemia, è l’insorgere di una “doppia epidemia”, sia di influenza stagionale, sia di Covid-19, per la quale sistematiche strategie di prevenzione sono fondamentali.

Per ottenere un’elevata diffusione della vaccinazione antinfluenzale e garantire che i servizi di immunizzazione possano continuare a essere erogati in modo sicuro e accessibile, in alcuni Paesi europei i sistemi sanitari hanno ampliato le competenze dei farmacisti di comunità in relazione alla dispensazione e alla somministrazione di vaccinazioni antinfluenzali/Covid-19, consentendo per esempio la fornitura di vaccini antinfluenzali a gruppi a rischio senza la necessità di una prescrizione medica (per esempio, Belgio, Norvegia e Portogallo) e il lancio di programmi di vaccinazione antinfluenzale a somministrazione farmacologica (Germania, Italia e Polonia).

In particolare, i farmacisti sono stati spesso la prima fonte alla quale i pazienti si sono rivolti con fiducia per ottenere risposte sulla sicurezza e l’efficacia dei nuovi vaccini, sfatando miti e facendo chiarezza.

A questo proposito, i farmacisti di comunità hanno tutta la professionalità necessaria per segnalare sospette reazioni avverse al Covid-19 e ad altri vaccini, e come tali contribuiscono in modo determinante al sistema di farmacovigilanza dell’Unione europea.