Position paper del Pgeu sull’antimicrobico-resistenza
Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, la resistenza antimicrobica o antimicrobicoresistenza (di seguito Amr) si manifesta quando batteri, virus, funghi e parassiti si modificano nel tempo e non rispondono più ai farmaci, rendendo le infezioni più difficili da trattare e aumentando il rischio di diffusione della malattia, di malattie gravi e di morte. In seguito allo sviluppo di resistenze, gli antibiotici e altri farmaci antimicrobici diventano inefficaci e le infezioni diventano sempre più difficili o impossibili da trattare. Un documento del Pgeu -che qui presentiamo- affronta il tema dal punto di vista del ruolo del farmacista nel contrastare il fenomeno.
Il costante aumento di microbi resistenti ai trattamenti antimicrobici è diventato un problema di salute pubblica globale, che minaccia il trattamento efficace delle malattie infettive. Con un proprio documento, il Pgeu ribadisce il ruolo fondamentale che i farmacisti comunitari svolgono nella prevenzione delle infezioni e nella promozione della gestione antimicrobica attraverso un’ampia gamma di servizi.
Il rapporto O’Neill del 2016 ha stimato che, entro il 2050, ben 10 milioni di vite all’anno e 100 miliardi di dollari di produzione economica potrebbero essere compromessi se non troveremo soluzioni proattive per rallentare l’aumento della resistenza antimicrobica. Più di recente, l’onere globale associato alle infezioni resistenti ai farmaci nel 2019 è stato stimato in 4,95 milioni di decessi, di cui 1,27 milioni direttamente attribuibili alla resistenza ai farmaci.
In altre parole, se si fossero potute eliminare tutte le infezioni resistenti, nel 2019 si sarebbero potuti evitare quasi 5 milioni di decessi; mentre se tutte le infezioni resistenti ai farmaci fossero state infezioni sensibili ai farmaci, si sarebbero potuti evitare 1,27 milioni di decessi. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), ogni anno 35.000 cittadini dell’Ue/See muoiono a causa di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici. Questo comporta un costo annuale di oltre 1,5 miliardi di euro per i sistemi sanitari dell’Ue in termini di spesa sanitaria e perdita di produttività.
A causa della natura transfrontaliera del fenomeno della resistenza antimicrobica, i farmacisti della comunità europea ritengono che l’Unione Europea abbia una particolare responsabilità nel guidare una risposta multisettoriale per affrontare efficacemente questa emergenza di salute pubblica, mettendo in pratica gli sforzi dell’Unione Europea della Salute. Lo sviluppo e l’attuazione di Piani d’Azione nazionali per contrastare questo fenomeno in crescita è avvenuto a livello nazionale, ma è necessario un ulteriore impegno delle parti interessate per arginare questa cosiddetta “pandemia silenziosa”.
La riduzione dell’inquinamento farmaceutico è un fattore chiave per la mitigazione dell’Amr ambientale. I farmacisti europei incoraggiano lo sviluppo e l’attuazione di un adeguato smaltimento degli antimicrobici scaduti o inutilizzati, anche attraverso programmi di smaltimento e raccolta gestiti dalle farmacie. Il sostegno a questi programmi è fondamentale per prevenire l’uso o il riutilizzo inappropriato di questi farmaci.
Le farmacie sono il luogo in cui i pazienti possono informarsi sull’uso corretto degli antibiotici. Tuttavia, in alcuni Paesi europei esse non sono ancora coinvolte nei piani d’azione nazionali sulla resistenza antimicrobica e nello sviluppo di politiche per combattere efficacemente questa emergenza di salute pubblica.
I vaccini sono uno strumento potente ed efficace per prevenire le malattie trasmissibili e hanno anche il potenziale per limitare la diffusione delle infezioni da Amr e ridurre l’uso di antimicrobici. La vaccinazione svolge una misura preventiva fondamentale, riducendo l’uso complessivo di antimicrobici, prevenendo le malattie infettive. È necessario promuovere l’uso delle vaccinazioni e lo sviluppo di nuovi vaccini, aumentandone la disponibilità ed eliminando le barriere all’accesso ai vaccini, per esempio attraverso programmi di vaccinazione in farmacia.
Poiché l’uso di antibiotici è associato all’emergere della resistenza antimicrobica, è fondamentale che gli essi siano prescritti e dispensati in maniera responsabile e che siano utilizzati correttamente. La mancata aderenza alle terapie antibiotiche può essere causa di Amr, in quanto dosi non ottimali di terapia antibiotica possono determinare un’esposizione agli antibiotici insufficiente per eradicare i batteri infettivi e potenzialmente creare un ambiente che favorisce la resistenza agli antibiotici.
Recenti evidenze hanno dimostrato che anche trattamenti più lunghi del necessario possono portare alla resistenza. Pertanto, la comprensione dell’uso corretto degli antibiotici e delle ragioni alla base di una scarsa aderenza alle terapie antibiotiche (per esempio, regimi con più dosi giornaliere) è fondamentale per controllare il fenomeno della resistenza antimicrobica.
Inoltre, razionalizzare il consumo di antimicrobici, migliorando al contempo la consapevolezza dei cittadini riguardo agli antimicrobici e sulla resistenza antimicrobica sono passi cruciali per raggiungere un alto livello di protezione della salute. Allo stesso tempo, gli sforzi dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di nuovi antimicrobici, salvaguardando nel contempo la disponibilità continua delle terapie esistenti, per fornire agli operatori sanitari un numero di opzioni terapeutiche sufficiente per trattare le infezioni in modo responsabile.
Nonostante l’esistenza del logo comune dell’Ue per aiutare i pazienti a identificare le farmacie online che operano legalmente, l’acquisto di antimicrobici senza prescrizione medica da fonti illegali online è ancora un problema diffuso che necessita di ulteriori interventi.
Il ruolo dei farmacisti europei
Un recente rapporto illustra che i cittadini europei percepiscono i farmacisti, insieme ai medici, come le fonti più affidabili di informazioni sugli antibiotici. Recenti dati dimostrano che in 24 Stati membri le farmacie sono le più citate quando si chiede agli intervistati di indicare le fonti primarie d’informazione sugli antibiotici e altri antimicrobici. Le farmacie sono il riferimento principale per il 69% della popolazione dei Paesi Bassi; del 61% di quella irlandese; del 53% di quella belga, del 52% dei maltesi e degli slovacchi e del 51% di austriaci e finlandesi. Sono la terza fonte più citata in Danimarca (44%), Svezia (42%), Romania (23%).
I farmacisti contribuiscono in molti modi alla lotta contro la resistenza antimicrobica in Europa. IL Pgeu raccoglie periodicamente le migliori pratiche degli Stati membri, per quanto riguarda l’implementazione di servizi a valore aggiunto per i pazienti.
Servizi in farmacia volti a tutelare la salute pubblica:
- Promozione della salute
- Prevenzione delle malattie
- Gestione delle malattie e dei farmaci
Questi servizi, che vanno oltre la dispensazione di farmaci, sono forniti dai farmacisti ai pazienti nell’ambito della farmacia di comunità e mirano a prevenire le malattie, a promuovere la salute e a prolungare la vita.
I farmacisti di comunità hanno dimostrato che la rete delle farmacie distribuite sul territorio offre servizi di analisi altamente accessibili alla popolazione.
– In particolare durante la pandemia da Covid-19 in almeno 12 Paesi (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Regno Unito).
– I servizi di analisi sono stati frequentemente messi a disposizione dalle farmacie per diversi disturbi comuni, soprattutto durante la pandemia di Covid-19.
– Inoltre, in alcuni Paesi sono disponibili anche servizi di screening per distinguere tra infezioni batteriche e virali.
In alcuni Paesi sono disponibili anche servizi di screening per distinguere le infezioni batteriche/virali, che forniscono sistemi di riferimento per i pazienti.
Il ruolo dei politici
Il Pgeu invita i responsabili politici, a livello nazionale ed europeo, ad agire per ridurre la resistenza agli antimicrobici, sostenendo l’attuazione delle seguenti raccomandazioni politiche.
Pratica farmaceutica
• Ampliare i servizi delle farmacie di comunità, in modo da assicurare un adeguato supporto ai pazienti per contribuire a combattere l’Amr nelle cure primarie.
• Sostenere lo sviluppo della farmacia, attraverso un’adeguata remunerazione dei servizi finalizzati alla tempestività dei test point-of-care per lo screening delle infezioni microbiche.
• Sviluppare nuovi servizi e protocolli per la gestione responsabile dei disturbi comuni, per allentare la pressione sui Pronto soccorso.
• Ampliare i servizi di vaccinazione in farmacia, per eliminare le barriere di accesso alle vaccinazioni, concentrandosi sulla prevenzione integrata delle infezioni e sulla promozione della salute.
• Rafforzare l’educazione e la formazione degli studenti di farmacia e i programmi di aggiornamento continuo sulla resistenza agli antimicrobici e sulla prevenzione delle infezioni, nell’ambito di un approccio One Health.
• Attuare, rivedere e mantenere le misure di prevenzione e controllo delle infezioni nella comunità con l’obiettivo di limitare la diffusione di agenti resistenti agli antimicrobici attraverso adeguati programmi di formazione per i farmacisti di comunità.
• Garantire che i programmi di smaltimento e raccolta gestiti dalle farmacie, laddove implementati, siano economicamente sostenibili.
Evitare e gestire le carenze di farmaci antimicrobici
• Introdurre misure a livello nazionale che garantiscano ai farmacisti di comunità una maggiore flessibilità nel trovare alternative appropriate quando un farmaco non è disponibile.
• Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento degli antimicrobici esistenti, attraverso una fornitura tempestiva e adeguata di farmaci antimicrobici, compresi programmi dinamici di stoccaggio a livello nazionale ed europeo.
• Contrastare le vendite online di antimicrobici al di fuori dell’Unione Europea, incoraggiando una migliore promozione del logo comune dell’Ue per le farmacie online e sostenendo lo sviluppo delle farmacie “tradizionali”.
Prescrizioni e confezioni
• Promuovere le necessarie modifiche legislative e l’adeguamento degli standard pratici in modo che le prescrizioni di farmaci antimicrobici specifichino sempre chiaramente l’indicazione.
• Razionalizzare e armonizzare la prescrizione e la dispensazione di antimicrobici in confezioni di dimensioni adeguate alla durata del trattamento.
• Promuovere l’uso responsabile e razionale degli antimicrobici attraverso campagne di promozione della salute nelle farmacie di comunità.
Comunicazione
• Implementare l’uso di registri sanitari elettronici e/o di cartelle cliniche condivise, in particolare attraverso lo Spazio europeo dei dati sanitari, compreso l’accesso dei farmacisti alle cartelle cliniche elettroniche.
• Implementare, a livello europeo, la prescrizione e la dispensazione elettronica per facilitare la raccolta di dati sulla prescrizione e la dispensazione di antimicrobici nell’uomo, consentendo un adeguato monitoraggio dell’uso degli antimicrobici.
• Continuare a coinvolgere e sostenere i farmacisti di comunità nei piani d’azione contro la resistenza antimicrobica sviluppati a livello europeo, nazionale, regionale e locale.
• Aumentare la collaborazione e la comunicazione tra farmacisti di comunità, medici prescrittori e altri operatori sanitari, le autorità di regolamentazione, l’industria, i pazienti e l’opinione pubblica sulla lotta alla resistenza antimicrobica.
Innovazione
• Incentivare lo sviluppo di nuovi antibiotici, in particolare attraverso incentivi “push” e “pull”, partenariati pubblico-privati, finanziamenti per l’avvio di società di ricerca e un’adeguata scalabilità.








