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Cittadinanzattiva: “La farmacia è presidio di salute”

25 Novembre 2019
Attualità

Tre quarti dei cittadini (75%) dichiara di avere una farmacia di fiducia, dove si reca 2-3 volte al mese (40%) o addirittura 4 volte al mese (20%). Un altro 73% sa che la farmacia è abilitata a fornire nuovi servizi, mentre il 65% degli intervistati giudica il farmacista “un professionista dispensatore di consigli importanti per la propria salute”.

Sono giudizi che testimoniano il rapporto fiduciario che lega la cittadinanza alla farmacia e che emergono dal secondo “Rapporto annuale sulle farmacie” elaborato da Cittadinanzattiva, in collaborazione con Federfarma e con il contributo incondizionato di Teva, che sarà presentato a Roma il 28 novembre, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, dei professionisti della salute, delle organizzazioni dei malati e della stampa (nella foto, il segretario generale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso).

Questa seconda edizione del Rapporto sulle farmacie si caratterizza per il contributo anche dei cittadini, Il cui apporto permette di ampliare e completare la ricerca. Essa, infatti, analizza non soltanto i dati offerti da 1.915 farmacie, ma anche le risposte di 1.265 cittadini di tutt’Italia, permettendo così di chiudere il cerchio e di verificare il servizio offerto dalle farmacie anche dalla parte degli utenti. E se nella prima edizione l’obiettivo era mappare la gamma dei servizi offerti dalle farmacie (tra i più gettonati ricordiamo i test della glicemia, colesterolo, trigliceridi, l’esame della pressione e l’holter pressorio), in questa seconda edizione Cittadinanzattiva si è concentrata su due aspetti: le campagne di prevenzione e screening, per cogliere il valore della farmacia come presidio sanitario sul territorio, e la sua attività nell’aderenza terapeutica, per individuarne il ruolo sanitario.

Iniziative di prevenzione in farmacia

Nel primo aspetto emerge l’alta partecipazione delle farmacie, che per l’84% risultano aver effettuato campagne per la diagnosi precoce: il 63% ha aderito a una/due iniziative e il 36% almeno a tre. Si sono così svolti in farmacia test diagnostici soprattutto su diabete, malattie cardiovascolari, dislipidemie, insufficienza respiratoria e, in particolare, ben il 70% delle farmacie ha aderito a campagne istituzionali sul tumore al colon retto. Pressoché unanime al riguardo è il giudizio positivo dei cittadini: il 70% di chi ha partecipato le ha giudicate molto utili.

Il ruolo della farmacia nell’osservanza delle terapie

Il focus sul supporto della farmacia all’aderenza terapeutica conferma, invece, una certa predisposizione da parte del farmacista, che va però ulteriormente incrementata. Il 34% delle farmacie coinvolte nell’indagine ha realizzato una/due iniziative, soprattutto rivolte ai pazienti cronici di diabete, malattie cardiovascolari, Bpco e dislipidemie, con l’obiettivo sia di valutare la conoscenza delle terapie da parte del paziente (71%), sia di consigliare i soggetti con bassa aderenza (68%), sia di favorire una ricognizione farmacologica (60%).

Purtroppo modesta è risultata la condivisione con i medici di medicina generale (solo nel 28% dei casi), a dimostrazione che c’è ancora molto da fare per realizzare un’efficace partnership. L’attività di aderenza terapeutica, di cui beneficiano ancora pochi pazienti, non di meno ha ottenuto ampi consensi: consulenza e tutoraggio effettuati dal farmacista, infatti, risultano essere le attività di supporto maggiormente usufruite e gradite dalle persone che le hanno utilizzate.

Interessanti risultano essere anche i giudizi dei cittadini su altri servizi offerti dalle farmacie. Il più usato risulta essere la raccolta dei farmaci scaduti, ma vengono ritenuti utili anche la misurazione di pressione/peso, il Cup e le iniziative di screening.