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Rapporto Fip: il ruolo dei farmacisti nel dolore di genere

31 Marzo 2023
Ricerche e documenti

Al congresso della Fip, tenutosi nel 2022 in Spagna a Siviglia, è stato affrontato il problema della gestione del dolore in rapporto alle differenze di genere. Si sono così affrontate le varie tematiche, dall’analisi dei sintomi ai vari pregiudizi, dalla formazione agli strumenti a disposizione della farmacia, predisponendo poi questo Report che offre utili indicazioni al farmacista.

La Fip (International Pharmaceutical Federation) ha realizzato un rapporto sulle differenze di genere nella gestione del dolore, raccogliendo idee e best practice. Il tema è stato trattato durante l’insight board della Fip sulla gender pain gap organizzato al Congresso Fip 2022 tenutosi a Siviglia, in Spagna.

Il rapporto dedica specifiche schede ai seguenti argomenti:

  • consapevolezza dei farmacisti sulle disuguaglianze di genere nella ricerca sul dolore
  • consapevolezza dei farmacisti sui divari di genere nelle offerte terapeutiche per la gestione del dolore
  • esistenza di pregiudizi inconsci nei confronti delle donne nella gestione del dolore
  • conoscenze, atteggiamenti e pratiche che i farmacisti attuano per colmare il divario nel dolore di genere
  • supporti per il farmacista, come la formazione per affrontare le disuguaglianze, per colmare il divario di genere nella gestione del dolore e per cambiare il proprio comportamento nei confronti delle donne

Nel corso dell’incontro sono state prese in considerazione varie questioni e il confronto con i partecipanti ha permesso così di approfondire queste tematiche:

  • i sintomi del dolore e l’influenza del genere nella sua gestione
  • conoscenze e formazione dei farmacisti sui pregiudizi inconsci nei confronti della gestione del dolore da parte delle donne
  • atteggiamenti e pratiche che i farmacisti possono sviluppare per colmare il gap di dolore di genere
  • come affrontare le disuguaglianze di genere nella gestione del dolore acuto, colmare il gap del dolore di genere e cambiare gli approcci al dolore nelle donne

Il documento che segue riporta i principali risultati della ricerca, che la Fip ha messo a disposizione dei farmacisti.

Come il “gender pain gap” si riflette nella ricerca, nelle pubblicazioni e nelle offerte terapeutiche

La ricerca dimostra che le donne sono soggette a stereotipi culturali quali drammatizzare o enfatizzare eccessivamente il dolore, esservi maggiormente disposte e tolleranti rispetto agli uomini. Questo fenomeno è spesso indicato come “divario di genere del dolore”. Il dolore è invisibile ed include fattori biologici, fisiologici e sociali. Nel report si parla di “pregiudizio implicito” ovvero idee e atteggiamenti che influenzano azioni e decisioni in modo inconscio.

Quando, invece, il pregiudizio viene espresso consapevolmente si definisce “esplicito”. In generale, i pregiudizi possono influenzare il comportamento di un operatore sanitario e il modo in cui questo fornisce assistenza ai pazienti. Acquisire consapevolezza dei pregiudizi è importante per colmare il divario di genere nel dolore.

Identificare i sintomi del dolore e l’influenza del genere nella gestione del dolore

Quali sono i disturbi e i sintomi comuni del dolore riferiti dai pazienti nella pratica quotidiana? Il documento predisposto dalla Fip ha cercato di individuare, sulla base delle percezioni dei farmacisti, il modo in cui le persone, in base al genere, identificano e gestiscono i sintomi del dolore.

Generalmente, i pazienti avvertono dolore e non sempre sanno come gestirlo. In particolare, i farmacisti rilevano che nelle donne i sintomi del dolore più comuni sono mal di testa, mal di denti, artrosi, artrite reumatoide, otite. A causa di un innato pregiudizio sociale, in alcune culture il dolore degli uomini è considerato come un segno di debolezza, mentre quello delle donne è considerato uno strumento “per attirare l’attenzione”. Ciò comporta, come conseguenza, una sottovalutazione della percezione del dolore.

La gestione dei sintomi cambia non soltanto a seconda del genere, ma anche, e soprattutto, del background culturale. È poi emerso che la cura di sé e la gestione dei sintomi del dolore può essere influenzata anche da chi sta intorno al paziente.

Ma qual è l’impatto del genere sull’esperienza del dolore emerso dalla ricerca? Sebbene il gender pain gap possa essere un tema toccato nei curricula del farmacista, insieme ad argomenti come quello della salute delle donne, in generale i percorsi formativi non si concentrano molto su questo argomento. È importante, invece, acquisire consapevolezza del divario esistente tra i diversi generi, per far sì che gli accademici possano sostenere un corso formativo sull’argomento.

Farmacisti e pregiudizi inconsci nei confronti delle donne nella gestione del dolore

L’indagine consente di capire come vada affrontato il pregiudizio inconscio nei confronti delle donne nell’area della gestione del dolore. Innanzitutto si è capito che, per affrontare i vari pregiudizi bisogna, anzitutto, accettarne l’esistenza e poi analizzarne e misurarne i vari aspetti. Gli elementi culturali, però, possono essere un problema per poterlo fare con obiettività. Come procedere allora? Uno strumento efficace per far prendere coscienza dei pregiudizi può essere rappresentato dalle interviste anonime. A tal proposito si può ricorrere a questionari e test on line, con domande volte a misurare il livello di pregiudizio implicito.

Bisogna poi considerare che i pazienti con dolore cronico tendono a rivolgersi più facilmente al farmacista rispetto al medico, vuoi perché la farmacia è una porta sempre aperta e ben presente sul territorio, vuoi per la disponibilità al dialogo che qui viene garantita. Certo, a volte manca il tempo al farmacista per interagire con i pazienti e, inoltre, il divario del dolore di genere potrebbe non essere solamente una questione di genere, perché può includere anche questioni di cultura e di razza. È, quindi, importante saper identificare i diversi pregiudizi.

Va individuato il proprio livello di conoscenza in relazione al divario di dolore di genere

I farmacisti presenti all’incontro di Siviglia hanno dichiarato di non aver ricevuto, nel corso degli studi universitari, sufficienti informazioni sul divario del dolore di genere o su come il dolore dovrebbe essere gestito nelle donne. Per superare il problema sarebbero opportuni percorsi formativi appositi. Nel contempo è emerso chiaro che la differenza di genere nel dolore influisce sul modo in cui i farmacisti forniscono i servizi, sulla relazione con il paziente e, quindi, sulla sua salute.

Ne consegue che i farmacisti devono prendere coscienza dei propri eventuali pregiudizi, perché sono un punto di riferimento all’interno della comunità. Lo sviluppo di un piano di gestione del dolore completo e multidisciplinare da poter seguire con i pazienti, simile ai programmi per smettere di fumare, può meglio aiutare a gestire il dolore, permettendo inoltre di evitare i pregiudizi di genere. Si è così condiviso che il superamento dei preconcetti non soltanto migliorerebbe le cure, ma anche di conseguenza la salute del paziente. Questo discorso vale non soltanto per il farmacista, ma per tutti gli operatori del settore sanitario.

Come vanno supportati i farmacisti per affrontare le disuguaglianze di genere nella gestione del dolore

Un valido strumento potrebbe essere rappresentato dai questionari di autovalutazione, che dovrebbero essere parte integrante dell’attività quotidiana svolta dal farmacista. Altra soluzione per aiutare i farmacisti a individuare i propri preconcetti è costituita dai seminari conoscitivi. Sicuramente questi strumenti vanno ampliati, in quanto quelli esistenti non appaiono sufficienti a indagare i pregiudizi impliciti ed espliciti sulle differenze di genere nella percezione del dolore.

Va però considerato che tutta l’assistenza sanitaria è frutto di un lavoro di squadra e, quindi, i pregiudizi dovrebbero essere affrontati da ogni membro del team, vale a dire dai medici, dai farmacisti, dagli infermieri e da ogni operatore. Quindi, il divario del dolore di genere dev’essere colmato da l’intero sistema.

Certo le farmacie, in quanto primo presidio di prossimità sul territorio, sono il primo punto di accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale e questo implica sia precise funzioni, sia precise responsabilità. È importante allora che i farmacisti che vi operano siano formati e aggiornati professionalmente, in maniera tale da porre ai pazienti domande specifiche sul dolore, neutrali rispetto al genere.

Conclusioni

In relazione al gender pain gap, l’autoconsapevolezza e la formazione non sono questioni che coinvolgono, oltre ai farmacisti, soltanto gli altri operatori sanitari, ma rappresenta una problematica che deve interessare anche l’opinione pubblica. Bisogna, infatti, impedire che norme culturali, sociali e stigmi nell’affrontare il tema dolore inducano i pazienti a non parlare dei loro problemi. Solamente una buona comprensione della varietà dei sintomi del dolore, infatti, può favorire e supportare una gestione imparziale del dolore.

Il corso di studi per farmacisti dovrebbe fornire competenze anche sui pregiudizi e sui fattori che influenzano inconsciamente l’erogazione dei servizi farmaceutici volti a gestire il dolore. È necessaria, quindi, la creazione di protocolli che consentano di gestire il dolore in modo equo rispetto al genere, oltre a fornire strumenti idonei alla misurazione del dolore.

I farmacisti hanno anche la responsabilità di educare e sensibilizzare i cittadini, e di indicare loro dove e come trovare aiuto per la gestione del dolore sul territorio, affrontando così ulteriormente anche il divario del dolore di genere. Ciò rientra a pieno titolo negli obiettivi del programma di lavoro della Federazione Internazionale Farmacisti, che utilizzerà questo rapporto per approfondire la tematica e supportare il processo decisionale basato sull’evidenza e su un’adeguata assistenza incentrata sul paziente. L’esperienza dell’insight board sarà, quindi, utilizzata ulteriormente dalla Fip per approfondire il tema della differenza di genere nella gestione del dolore con un evento digitale.

a cura di Silvia Martello