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Rapporto Oasi 2024: al Ssn mancano 40 miliardi di euro

4 Dicembre 2024
Attualità

Pur essendo l’Italia il secondo Paese con più anziani al mondo, quindi maggiormente bisognoso di servizi sanitari, il nostro Ssn è tra i meno finanziati in Europa, con una cifra che arriva al 6,3% del Prodotto interno lordo. Molto meno, per esempio, di Francia, Germania e Regno Unito, che finanziano i rispettivi sistemi sanitari nazionali investendo dal 9 all’11% del Pil. E per portare la nostra sanità ai loro stessi livelli servirebbe una cifra enorme, almeno 40 miliardi di euro, almeno secondo l’”Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario italiano 2024” (Oasi), di Sda Bocconi School of Management.  

L’Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario italiano 2024 (Oasi), di Sda Bocconi School of Management, ha analizzato le principali criticità del Servizio sanitario nazionale italiano, che beneficia solo del 6,3% del Pil, tra i meno finanziati in Europa.

 L’analisi identifica le principali criticità del Servizio sanitario nazionale che, pur proponendosi come universalistico, risulta incapace di fare fronte ai bisogni crescenti dei cittadini, in particolare della popolazione cronica (pari al 41% dei residenti) e della popolazione anziana non autosufficiente (4 milioni di persone). E il Rapporto si sofferma poi sui punti deboli del Ssn, come le lunghe liste d’attesa, spesso lontane dalle linee guida cliniche, aggravando così il problema della scarsità di risorse. Per l’accesso ai servizi non si tiene conto di criteri di prioritizzazione, quali per esempio le aree di patologia, con il rischio di prescrivere molte più prestazioni rispetto alle effettive capacità erogative. E dove questo avviene, spesso cresce la distanza tra prescritto ed erogato, con conseguente allungamento delle liste d’attesa. 

 L’impegno dell’universalismo diventa allora utopico, come irrealistica è l’idea di dare a tutti qualsiasi prestazione in tempi brevi, generando disorientamento e impossibilità di programmare. Questa logica crea inefficienze e disuguaglianze, con risorse allocate senza un chiaro processo di valutazione. Così le prestazioni per abitante risultano disomogenee e non correlate al bisogno epidemiologico, sia a livello nazionale, sia regionale e persino locale.

Il rapporto Oasi 2024 individua allora quattro prospettive di policy per migliorare il Ssn:
  • Governare le aspettative: partendo dai limiti del Ssn, vanno ridefinite le priorità per le prestazioni effettivamente disponibili e identificati i targhet prioritari, ai quali comunicare le prestazioni garantite. 
  • Efficienza impopolare: ottimizzare la rete ospedaliera, riorientandola verso i servizi territoriali, per esempio accorpando servizi ambulatoriali e laboratori e intervenendo su ospedali che non raggiungono i volumi necessari a garantire qualità e sostenibilità. 
  • Aumentare le risorse per il Ssn: chiedere maggior compartecipazione per alcune prestazioni, o introdurre assicurazioni integrative e, in definitiva, aumentando i finanziamenti alla sanità. 
  • Rivoluzionare la geografia e i formati dei servizi: digitalizzare i servizi sanitari, ridisegnare i ruoli professionali, favorire l’integrazione tra competenze nuove e ordini professionali tradizionali.