Sale a 30 miliardi il mercato Bpco entro il 2030
Il mercato della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è destinato a crescere, passando dagli 11,5 miliardi di dollari del 2023 ai 30,8 miliardi di dollari previsti per il 2030.
Così risulta dal rapporto di GlobalData, che ha analizzato i sette principali mercati (Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Giappone), fornendo una previsione che interessa quindi anche il farmacista italiano.
Il rapporto di GlobalData prevede un incremento del mercato della Bpco da 11 a 30 miliardi nel prossimo decennio, anche grazie ai nuovi farmaci biologici che permettono una migliore gestione della terapia.
In particolare, dovrebbe essere il Dupixent (dupilumab) di Sanofi/Regeneron -recentemente approvato dall’Ema (luglio) e dalla Fda (settembre)- a guidare questa crescita, insieme con i nuovi farmaci biologici previsti in commercio nel decennio considerato (2023 – 2033).
Le terapie attualmente in commercio, come, per esempio i trattamenti tripli, mirano a ridurre le esacerbazioni e a gestire i sintomi della patologia, anche se non mancano problemi di compliance, in quanto questi regimi terapeutici devono essere assunti per via inalatoria più volte al giorno.
Dupixent -anticorpo monoclonale mirato alle interleuchine (IL)-4 e IL-13- che prevede una frequenza di somministrazione assai minore rispetto ai trattamenti tripli (ogni due settimane), ha dimostrato di essere in grado di ridurre con successo le riacutizzazioni. GlobalData prevede che le vendite totali di Dupixent per la Bpco raggiungeranno entro il 2033 ben 6,57 miliardi di dollari nei sette mercati sopra indicati.
L’attuale pipeline di prodotti in fase avanzata per la broncopneumopatia cronica ostruttiva comprende molti farmaci biologici, alcuni dei quali con meccanismi d’azione innovativi. Fasenra (benralizumab) di AstraZeneca e Nucala (mepolizumab) di GSK -due biologici già commercializzati per l’asma e per altre indicazioni- forniscono dati promettenti anche per la Bpco, in quanto colpiscono anche l’infiammazione di tipo 2. Anche la via dell’interleuchina 33 (IL-33) è in fase di esplorazione e presenta un meccanismo d’azione unico nel suo genere. Itepekimab -un farmaco biologico di Sanofi/Regeneron che si lega e inibisce l’interleuchina 33- ha ottenuto ottenute buone risposte in studi clinici condotti sugli ex fumatori, un sottogruppo ben definito di pazienti con Bpco.
Questo prodotto è ancora in fase di sperimentazione clinica ma, se approvato, è già accreditato di ottime performance di vendita. Attualmente, tra i leader delle terapie per la BPCO c’è Trelegy Ellipta (fluticasone furoato, umeclidinio, vilanterolo) di GSK, per il quale GlobalData prevede una crescita delle vendite fino a 2,16 miliardi di dollari entro il 2033.








