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Sanità digitale e farmacie: il nuovo volto dell’assistenza in Italia

10 Dicembre 2025
Attualità

La sanità italiana accelera sulla strada della digitalizzazione e conferma il ruolo strategico delle farmacie come presidio di prossimità. È quanto emerge dalla quinta edizione dell’Outlook Salute Italia di Deloitte, che ha coinvolto 3.800 cittadini adulti.

Il report riporta che la sanità pubblica continua a essere la prima scelta per attività di prevenzione (49%), per gli interventi di chirurgia sia maggiore (42%), sia minore (33%), per gli esami di laboratorio (37%) e per le visite specialistiche (29%), mentre le strutture private convenzionate con il Ssn restano fondamentali per la diagnostica strumentale (35%) e gli esami di laboratorio (35%).

Secondo il report, cresce poi l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico (Fse): oggi lo usa un italiano su due, con punte del 90% nel Nord. Il Fse è impiegato soprattutto per consultare referti e ricette (87%), prenotare visite (44%) e gestire servizi amministrativi, come il cambio del medico di base (28%). La soddisfazione è alta (91%), ma con forti differenze territoriali: al Sud non supera il 79%. Per quanto riguarda, invece, il medico di medicina generale, la prenotazione telefonica si conferma la modalità di accesso principale (49%), davanti a e-mail (31%) e app/piattaforme dedicate (14%).

La trasformazione digitale si riflette anche nelle abitudini dei pazienti, che testimoniano come l’utilizzo del digitale in sanità sia aumentato da parte degli italiani. Il 58% ha prenotato una prestazione sanitaria online (+4% rispetto al 2024), mentre il 48% ha condiviso referti digitalmente. Cresce, inoltre, la conoscenza dell’Intelligenza Artificiale in sanità, con il 56% degli intervistati che dichiara di averne sentito parlare come supporto alla diagnosi e alla terapia.

Accanto ai vantaggi apportati dai progressi tecnologici, il report segnala anche alcune criticità: il 30% degli italiani ha rinunciato alle cure nell’ultimo anno, nel 74% dei casi per motivi economici. Il divario è evidente nelle attività di prevenzione: il 55% dei fruitori ha reddito alto, contro il 35% con reddito basso. In questo scenario di alti e bassi, le farmacie si confermano attori chiave: il 37% degli intervistati dichiara di aver usufruito di prestazioni sanitarie in farmacia nell’ultimo anno, soprattutto analisi del sangue (30%), seguiti dai servizi di supporto per il Ssn (27%), oltre che dai test Covid-19 (27%) Il livello di soddisfazione si conferma elevato: l’84% si dichiara soddisfatto, di cui il 28% “molto soddisfatto” e il 56% “abbastanza soddisfatto”.

In conclusione, il messaggio fornito dal Report Deloitte è chiaro: digitalizzazione e prossimità sono le leve per garantire equità di accesso alle cure. Le farmacie, insieme al Fascicolo sanitario elettronico e alle nuove tecnologie, rappresentano il punto di incontro tra innovazione e assistenza quotidiana.