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Sicilia: come affrontare la sindrome cardio-nefro-metabolica

17 Dicembre 2025
Attualità

In Italia sono ben 24 milioni le persone che convivono con almeno una malattia cronica e, di queste, oltre 11,6 milioni presentano una condizione cardio-nefro-metabolica, una delle più diffuse e complesse, caratterizzata dall’interconnessione tra patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2, insufficienza renale cronica e obesità, che porta a disfunzioni multiorgano e a un significativo incremento del rischio di mortalità e disabilità. Se ne è parlato a Palermo, in occasione di un tavolo clinico-istituzionale promosso da DiCo Sanità e tenutosi a Palazzo dei Normanni, su la “Gestione integrata del paziente cardio-nefro-metabolico.

L’incontro ha riunito istituzioni, clinici e operatori sanitari per promuovere un approccio coordinato, proattivo e territoriale, valorizzando le esperienze locali e le soluzioni sostenibili.

È emerso che la Sicilia è tra le regioni più colpite da patologie cardio-nefro-metaboliche, con tassi di mortalità per malattie circolatorie superiori alla media nazionale (media annua di 20.495 decessi, di cui 44,5% uomini e 55,5% donne). Il diabete rappresenta il 90% delle patologie endocrine e incide significativamente sui decessi (45,5% uomini e 54,5% donne), contribuendo anche all’elevato numero di ospedalizzazioni e al consumo di farmaci. Sovrappeso e obesità superano la media nazionale, in crescita anche tra bambini e adolescenti, mentre oltre 4.000 cittadini sono in dialisi. Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di mortalità, e anche in questo caso sono particolarmente colpite le donne, oltre che gli over 75. L’impatto è particolarmente rilevante, generando costi sanitari crescenti e forte pressione sul sistema regionale.

Per affrontare tale sfida sarebbe necessario un modello di governo clinico basato su alcuni pilastri fondamentali: stratificazione della complessità, integrazione ospedale-territorio, telemedicina, interoperabilità delle cartelle cliniche e agende condivise. Fondamentale, inoltre, la valorizzazione dei medici di famiglia, dei farmacisti e degli infermieri, nonché il pieno utilizzo delle nuove terapie (gliflozine, agonisti Glp-1, finerenone), al fine di ridurre mortalità e ospedalizzazioni.

Il tavolo ha proposto una visione condivisa: trasformare la Sicilia in un laboratorio nazionale di innovazione nella gestione delle cronicità cardio-nefro-metaboliche, basato su identificazione precoce, terapie appropriate, integrazione tra professionisti, interoperabilità dei dati, telemedicina, rafforzamento della medicina generale e modelli organizzativi orientati agli esiti. Una strategia che consentirebbe di migliorare la qualità di vita dei cittadini e di rendere l’intero sistema sanitario più efficace e sostenibile nel lungo periodo.