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Stada Report Italia: ripartire dalla farmacia anche per la prevenzione

31 Ottobre 2023
Ricerche e documenti

Sono stati diffusi i dati italiani dello Stada Health Report 2023. Dopo la panoramica sulla situazione europea, l’indagine, che ha coinvolto un campione rappresentativo di circa 32.000 cittadini di 16 Paesi (Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Kazakistan, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Spagna, Svizzera e Uzbekistan), si concentra ora sulle realtà locali.

Secondo i dati italiani dello Stada Health Report, anche per il nostro Paese si evidenzia una bassa adesione della popolazione a screening e controlli di prevenzione, per mancanza di consapevolezza o di risorse economiche. Tra le più alte d’Europa, invece, la fiducia nella farmacia.

Approfondiamo allora i risultati relativi all’Italia, presentati in una conferenza stampa tenutasi l’11 ottobre a Milano alla presenza di autorevoli esponenti del mondo della sanità e della farmacia: Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, Alfredo Procaccini, vicepresidente Federfarma, Vladimiro Grieco, presidente Fenagifar, Fiorenzo Corti, vice segretario nazionale Fimmg, Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, Giancarlo Marenco, presidente Ordine degli psicologi del Piemonte e Salvatore Butti, general manager e managing director di Eg Stada. A presentare i risultati della ricerca, Luca Vitaloni, senior research manager di Human8, la società che ha realizzato l’indagine per conto di Stada Group.

La nona edizione del Report italiano ha approfondito i tre punti già toccati nell’edizione continentale: la salute mentale, la prevenzione e la fiducia nei Sistemi sanitari nazionali.

Si parte con buone notizie: dopo i problemi riscontrati negli anni della pandemia, gli italiani percepiscono un miglioramento della propria salute mentale, al punto che il 70% degli intervistati (principalmente uomini e over 55) la definisce buona o molto buona, con un +10% rispetto al 2022. Anche dal punto di vista della qualità del sonno le cose vanno meglio. Certo, non mancano le preoccupazioni: tra salute, difficoltà economiche e timore di perdere un proprio caro, più della metà della popolazione è turbata da qualche pensiero, e per questo ritiene che il proprio equilibrio mentale possa peggiorare in futuro.

Focus sulla prevenzione

Come è avvenuto per lo studio europeo, anche la versione italiana dello Stada Health Report approfondisce quest’anno il tema della prevenzione e anche in questo caso i dati non sono, purtroppo, confortanti. Controlli e screening, infatti, sono ancora troppo poco diffusi tra la popolazione. Nel dettaglio, il 42% degli italiani -in particolare uomini  e giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni– non effettua nessun check up, mentre circa metà del campione intervistato (49%) aderisce soltanto ad alcune attività di prevenzione: tra i controlli medici più diffusi, le visite odontoiatriche (59%) e gli esami del sangue (51%); percentuali più basse di adesione per quanto riguarda gli screening per il tumore all’intestino (30%) e per il tumore della pelle (26%) e la gastroscopia (11%).

Importante poi è constatare come vengano evidenziate importanti differenze di genere: le donne risultano più propense a sottoporsi a visite e screening (visite ginecologiche: 69%, programmi di screening per il tumore alla mammella: 66%), mentre poco più di 4 uomini su 10 di età superiore ai 55 anni (42%) partecipa a screening della prostata e solo il 9% si sottopone a controlli per il tumore ai testicoli.

stada healh report italia 2023

Perché si fanno pochi controlli?

Ma quali sono gli ostacoli che impediscono una più ampia adesione ai controlli sanitari? Per il 29% degli intervistati la causa principale è la mancanza di conoscenza di quali controlli effettuare in base all’età e ai fattori di rischio. La medesima percentuale degli intervistati lamenta scarsa disponibilità economica, mentre il 18% indica come motivazione la mancanza di tempo. Il 16%, infine, ritiene di non aver bisogno di sottoporsi ad alcun controllo di prevenzione. Questa mancanza di conoscenza impone una riflessione da parte di tutti gli operatori sanitari e in generale di chi si occupa di informazione. «Un’importante sfida per il sistema Paese è migliorare il modo di comunicare la prevenzione a tutela alla salute» ha commentato Vladimiro Grieco. «I dati della ricerca EG Stada sulla mancanza di consapevolezza e sugli ostacoli che impediscono al cittadino di sottoporsi ai controlli sanitari costituiscono un preciso allarme, cui bisogna porre rimedio. Attraverso maggiori risorse, migliori strutture e una miglior collaborazione tra professionisti sanitari».

Nubi sul sistema sanitario nazionale

Un altro topic analizzato dal Report è il livello di soddisfazione degli italiani nei confronti del Sistema sanitario nazionale. Anche nel nostro Paese si registra un calo della fiducia dei cittadinipassando dal 69% nel 2021 al 51% nel 2023, posizionando l’Italia al terz’ultimo posto, seguita solo dalla Serbia e dalla Polonia.

Un nostro connazionale su tre (soprattutto donne e over 55), poi, è preoccupato dalle difficoltà di approvvigionamento dei farmaci. Tuttavia, questa percentuale è significativamente inferiore alla media globale europea (40%) e non sembra essere particolarmente rilevante per delineare le peculiarità del nostro Paese. La sfiducia nel Sistema sanitario, infatti, mostra di avere in Italia origini e caratteristiche diverse, che trovano conferma nella rinnovata fiducia che i cittadini italiani ripongono invece nella farmacia, spesso chiamata a supplire a ritardi e carenze dell’offerta sanitaria territoriale.

Come ha sottolineato Anna Lisa Mandorino «La desertificazione dei servizi sanitari sul territorio, soprattutto nelle aree rurali, dimostra come non soltanto sia importante, ma in certi casi essenziale, il ruolo svolto dai farmacisti e dalle farmacie. Questo soprattutto, poi, nell’area della prevenzione, purtroppo in Italia ancora carente».

Italiani fedeli alla farmacia

Ecco perché appaiono particolarmente significativi i dati relativi alla farmacia italiana. I nostri concittadini si confermano tra i più fedeli in Europa alla farmacia (73%). In particolare, il 75% delle donne e il 76% degli over 55 vi si reca almeno una volta al mese. Questo è anche dovuto al rapporto diretto che si crea tra farmacista e paziente: il farmacista italiano conosce il proprio paziente e le sue esigenze e, specialmente nei piccoli comuni e nelle zone rurali, può instaurare un rapporto diretto e di fiducia, svolgendo così un ruolo prezioso nella presa in carico e nel controllo dell’aderenza alla terapia. «Già oggi la farmacia svolge importanti attività di screening (pensiamo al “DiaDay”, alla prevenzione del tumore al colon retto o alle campagne “Loto”), indispensabili soprattutto nelle aree interne, dove le strutture sanitarie sono più carenti» ha commentato Roberto Tobia. «Inoltre, sono ora più di 9.000 le farmacie che svolgono in Italia servizi di telemedicina, dimostrando l’ampio ruolo che la farmacia svolge nella prevenzione».

Piace a molti la vaccinazione in farmacia

Degno di nota anche il ruolo della farmacia dal punto di vista dei servizi. Due italiani su cinque sono favorevoli alla vaccinazione in farmacia, con una percentuale (40%) di gran lunga superiore alla media europea (24%), che sale al 42% per gli over 55, fascia di popolazione che trova nella prossimità e nell’accessibilità della farmacia un importante valore aggiunto per aderire agevolmente al servizio vaccinale. Infine, l’Italia è nella “top 3” per quanto riguarda l’uso della ricetta elettronica (76% contro una media europea del 45%, con una percentuale significativa di over 55 che raggiunge l’82%). Come ha spiegato Alfredo Procaccini, «Le difficoltà d’accesso alle strutture sanitarie pubbliche favoriscono un maggior ricorso alla farmacia territoriale, che sempre più si propone come capillare presidio sanitario e centro di prevenzione. La telemedicina permetterà poi di svolgere iniziative di screening e campagne di prevenzione, utili per educare il cittadino e anche per sfoltire le liste d’attesa».

L’interesse dei giovani per la farmacia

Spicca poi un dato per certi versi sorprendente: l’avvicinamento al canale da parte dei giovani tra i 18 e i 34 anni, fascia d’età tradizionalmente poco attratta dalla farmacia. Il Report evidenza un 71% interessato a usufruire di servizi come quello di consulenza e sarebbe disposto a pagare per ricevere consigli su argomenti “tabù”, sui quali non si sente a proprio agio nel confronto in famiglia o con il medico. E sono prevalentemente giovani -cosa che invece non sorprende- coloro che si dimostrano interessati ai servizi digitali, come la possibilità di effettuare ordini online presso la propria farmacia.

«Ancora una volta lo Stada Health Report ci consente di avere a disposizione dati utili per fare un’attenta riflessione sui reali bisogni di salute dei cittadini. In particolare, ciò che emerge in maniera molto chiara nell’edizione di quest’anno è quanto ancora si debba fare in termini di prevenzione: uno sforzo che deve coinvolgere tutti, Istituzioni, operatori sanitari e aziende», conclude Salvatore Butti. «Da anni noi di Eg Stada ci impegniamo per sensibilizzare la collettività sull’importanza di una corretta attività di prevenzione sostenendo giornate di screening in farmacia e supportando il “Tour della Salute”, l’evento itinerante che offre la possibilità di sottoporsi gratuitamente a consulti medici».

A cura di Ilaria Sicchirollo