Temi sanitari ed economici sulla stampa di inizio 2024
A cavallo del vecchio e del nuovo anno, ecco che cosa abbiamo letto sulla stampa nazionale. Dalle notizie sanitarie, arricchite da interessanti interviste, alle problematiche digitali e alle questioni economiche, segno del complesso periodo che anche la sanità è chiamata ad affrontare.
Intelligenza Artificiale
“Con l’accordo politico rag- giunto a livello europeo il 7 dicembre su un pacchetto di regole sull’intelligenza artificiale mi sembra che si sia trovato un buon punto di
equilibrio, perché viene preservata la possibilità di fare ricerca e, allo stesso tempo, a vari livelli si prevede la possibilità di mettere dei limiti progressivi sulle applica- zioni potenzialmente impattanti sulla privacy, sulle libertà personali e sulle capacità che le IA generative possono avere di influenzare i comportamenti delle persone”.
Questo il commento positivo di Giorgio Metta, diret- tore scientifico dell’Istituto italiano di Tecno- logia (Iit), sull’IA Act che pone le basi per la costruzione di “un impianto normativo bilan- ciato”. Non vanno però trascurato lo sviluppo sul piano operativo: “Oltre a fissare le regole – sottolinea Metta – l’Ue deve essere più pro- attiva per lo sviluppo di algoritmi e di sistemi proprietari europei di IA, altrimenti rischiamo di soccombere di fronte a quella che finora è una tecnologia prodotta principalmente negli Stati Uniti e in Cina”. (Avvenire – 3.1.24)
La forza della certezza scientifica
“La scienza è l’unico modo attraverso cui possiamo in qualche modo rispondere alle incertezze. È fatta da uomini, può sbagliare ma non è valida se i risultati non sono verificati da altri risultati”. Ad esempio, “la dimostrazione dell’efficacia di un farmaco non ha nessun valore se non è con validata almeno da un altro studio. Il metodo scientifico è una necessità assoluta”. Lo ribadisce il farmacologo Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerca Mario Negri, impegnato anche sul fronte della medicina di genere: Le donne – sottolinea – sono obbligate a prendere farmaci studiati per i maschi. Dovremmo cercare di fare due protocolli per lo stesso farmaco, ci sono tanti aspetti diversi, come il metabolismo”. (Il Giornale – 3.1.24)
Cybersecurity
Nel 2023 la sanità risulta il settore più colpito da attacchi informatici. In particolare si è registrato sia un aumento degli attacchi alle infrastrutture e ai dispositivi di rete, sia l’aumento del traffico sospetto in Cina, Russia, Ucraina e Medio Oriente. Tra le principali “armi” utilizzate dai criminali informatici, il ransomware (un programma che può infettare un dispositivo digitale) a cui si aggiungono. I dati emergono dal report annuale dedicato alle minacce informatiche del 2023 pubblicato da Cisco Talos. (Il Messaggero – 2.1.24)
Ripresa del virus influenzale
L’influenza, spiega l’infettivologo Gianni Rezza, professore straordinario di Igiene all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, “per due anni non c’è stata ma la malattia ha sempre le stesse caratteristiche. Ad esempio, anche cinque giorni di febbre alta. E non bisogna pensare che sia banale, può dare broncopolmoniti come conseguenze di super-infezioni batteriche, che partono nelle persone debilitate dal virus”. Il fatto che quest’anno sia molto diffusa è legato alla fine delle misure contro la pandemia: “non c’entrano vaccini o malattia ma proprio il fatto che per due anni i virus, a parte il Covid, non abbiano circolato”. “D’estate l’influenza tende a scomparire e se in autunno-inverno, quando torna, si trova di fronte misure di prevenzione forti, come quelle adottate nel 2020 e 2021, fatica a riprendere, come abbiamo visto”. (La Repubblica – 31.12.23)
Previsioni crescita Pil
Anche nel 2024, come nel 2023, l’Istat stima la crescita del Pil pari a +0,7%, a causa dell’assenza di domanda estera e della scarsa spinta interna. Questa previsione si discosta da quella del Governo, secondo cui il prossimo anno il prodotto interno lordo registrerà un +1,2%. In base alle stime dell’esecutivo il rapporto deficit/pil dovrebbe attestarsi al 4,4%, appesantito di 0,6 punti percentuali dalla manovra, che spingerebbe il debito al 140,6%. (Il Messaggero – 2.1.24)
Inflazione
Secondo il report del Centro studi Unimpresa, che ha rielaborato dati statistici della Banca d’Italia, il totale dei depositi dei privati è calato da ottobre 2022 a ottobre 2023 di 78 miliardi di euro (-4,5%), passando da 1.701 miliardi a 1.623 miliardi. Sui conti correnti si è registrato un calo complessivo di 152 miliardi di euro, da 1.452 miliardi a 1.300 miliardi, pari a una riduzione del 10,5%. Tale diminuzione è da ascrivere a due fattori: il primo è l’utilizzo delle riserve – soprattutto da parte delle famiglie, ma anche da parte delle imprese – per far fronte all’aumento dei prezzi e all’incremento dei tassi d’interesse sui prestiti; il secondo fattore è lo spostamento di una parte della liquidità su strumenti bancari capaci di assicurare una remunerazione maggiore. (Il Sole 24 Ore – 30.12.24)
(US.SM – 3/1/24)








