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Ue: antigenici solo in farmacia? Sì, se lo decide lo Stato nazionale

29 Marzo 2022
News dal mondo

Uno Stato Ue può liberamente stabilire la distribuzione dei test antigenici solo in farmacia. È quanto si ricava dalla risposta della Commissaria europea per la Salute e la sicurezza alimentare (all’interno della Commissione Ue) , Stella Kyriakides, a un’interrogazione parlamentare.

Antigenici solo in farmacia nella Ue? Ogni Stato è libero di decidere. La risposta della Commissaria europea per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, a un’interrogazione parlamentare.

Infatti, ogni Paese membro dell’Unione Europea può liberamente decidere e legiferare in materia di accesso all’assistenza sanitaria e, nello specifico, anche nella determinazione del prezzo dei test antigenici anti-Covid, nonché dei relativi canali di distribuzione di questi dispositivi medici, a condizione però che sia sempre rispettata la normativa comunitaria applicabile in materia di salute, sicurezza e prestazioni del prodotto.

È questa, in sintesi, la recente risposta della Commissaria Europea per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, all’interrogazione dell’europarlamentare spagnolo Jordi Cañas Pérez, che evidenziava una differenza di prezzo e di distribuzione tra test antigenici venduti obbligatoriamente in farmacia nel suo Paese e test distribuiti, invece, nei supermercati in altri Paesi.

Cañas Pérez ha evidenziato come il prezzo medio di tale prodotto venduto in farmacia in Spagna sarebbe ben superiore a quello di altri Stati che ne consentono la vendita in altri punti di distribuzione e ciò violerebbe i diritti dei consumatori, rendendo difficile l’accesso a questi test per le famiglie meno agiate.

Per tale ragione l’europarlamentare ha chiesto alla Commissione quali misure intenda adottare per porre fine alle differenze di prezzo dei test antigenici e consentirne l’accesso a parità di condizioni e se intenda definire una strategia comune per la vendita dei test negli esercizi commerciali.

Kyriakides: la salute pubblica è responsabilità delle politiche nazionali.

La Commissaria Kyriakides, nel ribadire che ogni Paese membro ha facoltà di disciplinare prezzo e canale di distribuzione così come ritiene opportuno, ha specificato che la salute pubblica è responsabilità delle politiche nazionali, ai sensi dell’articolo 168 del Tfue (Treaty on the functioning of the European Union, Trattato sul funzionamento dell’Unione europea) e che i Regolamenti Ue in materia dispositivi medici e di dispositivi medico-diagnostici in vitro non disciplinano l’organizzazione, disposizione o finanziamento dei servizi sanitari e delle cure mediche, cosa di esclusiva competenza di ogni Stato membro. (RDA)

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