Vaccinazioni & sanitari: 10 consigli su cosa fare, cosa evitare
Siamo ancora molto lontani dalle richieste e indicazioni dell’Oms in merito alle vaccinazioni, come dimostra anche un recente studio pubblicato su The Lancet Regional Health – Europe, che offre una fotografia amara della situazione. In Italia, infatti, la prevalenza di esitazione vaccinale tra gli adulti è stimata al 46,09%, come dire che un italiano su due ha dubbi sull’utilità di vaccinarsi.
Certo, non si tratta di “rifiuto totale dei vaccini”, ma è pur sempre il segno di un’ampia area di incertezza o diffidenza, che può tradursi in adesioni selettive, ritardi o scelte intermittenti lungo il corso di vita
È un dato che impegna i professionisti sanitari a contrastare le fake news e la controinformazione operante sui social, in modo da ridurre eventuali dubbi e aumentare l’adesione ai vaccini, intercettando i bisogni reali del cittadino. Farmacie e ambulatori medici diventano allora strutture ideale da cui far emergere l’utilità delle vaccinazioni.
Su “Quotidiano Sanità” è stato pubblicato un articolo a firma di Corrado De Rossi Re, in cui si propongono 10 consigli operativi pensati per i professionisti sanitari che operano “sul campo”, quindi anche i farmacisti in farmacia, “con un focus su ciò che funziona e ciò che, invece, tende a sabotare il risultato”. Li riproponiamo integralmente.
1) Passa da “campagna” a “routine”
FARE: inserisci una mini-verifica vaccinale in ogni contatto utile (visita, rinnovo terapia, bilancio di salute, prestazione in farmacia).
EVITARE: rimandare tutto a ottobre/novembre e accorgersi a stagione finita che i fragili non sono stati raggiunti.
2) Identifica i fragili con criteri semplici (e uguali per tutti)
FARE: usa una lista di condizioni a rischio e una logica di priorità chiara (anziani, cronici, immunocompromessi, gravidanza).
EVITARE: valutazioni “a sensazione” o criteri variabili tra professionisti che generano messaggi contraddittori.
3) Riduci la frizione: una sola domanda, un solo passo successivo
FARE: “Ha già fatto XY quest’anno? Se no, lo facciamo qui / le fisso subito l’appuntamento”.
EVITARE: consegnare brochure senza un passaggio operativo (prenotazione, invio, presa in carico) e sperare che il paziente si attivi da solo.
4) Sfrutta il momento clinico “giusto”
FARE: aggancia la raccomandazione a un evento concreto (riacutizzazione, ricovero recente, nuova terapia, diagnosi di cronicità, gravidanza, inizio scuola/nido).
EVITARE: proporre vaccini in modo “astratto”, senza collegarli al rischio personale e ai benefici attesi.
5) Spiega beneficio e sicurezza in modo proporzionato, senza iper-promesse
FARE: nei fragili enfatizza la riduzione delle complicanze e degli esiti gravi; usa esempi comprensibili e coerenti con la farmacovigilanza.
EVITARE: messaggi assoluti (“zero rischio”, “non si ammala mai”) o tecnicismi che aumentano diffidenza.
6) Gestisci l’esitazione con ascolto breve e domande mirate
FARE: chiedi “Qual è la sua preoccupazione principale?” e rispondi su quel punto con poche informazioni verificabili.
EVITARE: “debunking a raffica” (dieci confutazioni in fila) che spesso irrigidisce la posizione e allunga inutilmente la conversazione.
7) Normalizza la farmacovigilanza: “si segnala, si valuta, si comunica”
FARE: spiega che le segnalazioni sono parte del sistema di sicurezza e che vengono analizzate con criteri standard.
EVITARE: minimizzare (“non succede niente”) o, al contrario, allarmare (“potrebbe succedere di tutto”): entrambe le posture erodono fiducia.
8) Coordinati tra canali: un messaggio, una registrazione, un follow-up
FARE: MMG/PLS, farmacia e servizi vaccinali devono sapere cosa è stato fatto e cosa manca, con registrazione tempestiva.
EVITARE: duplicazioni, “buchi” informativi e frasi del tipo “non so cosa le abbiano detto gli altri”.
9) Programma recuperi e richiami: la copertura si costruisce anche dopo la finestra “ideale”
FARE: prevedi una fase di recupero (catch-up) e un richiamo attivo per chi non ha aderito nella finestra ottimale, soprattutto nei fragili.
EVITARE: considerare “chiusa” la stagione dopo poche settimane e rinunciare a recuperare i non vaccinati.
10) Misura poche cose, ma bene (e falle diventare abitudini)
FARE: scegli 2–3 indicatori semplici (es. percentuale fragili contattati, adesione post-contatto, numero di mancate opportunità) e rivedili ogni mese.
EVITARE: cruscotti complessi che nessuno guarda o obiettivi generici non collegati a un’azione concreta.
Promemoria finale: nel 2026 probabilmente vincerà l’approccio “no-friction”: proposta chiara, accesso semplice, registrazione certa e follow-up. Se ogni contatto diventa un’occasione, la prevenzione smette di dipendere dalla motivazione del singolo giorno e diventa parte della cura.








