Vaccini: l’Europa accelera ma le coperture restano disomogenee
I vaccini funzionano, per tutte le generazioni. Lo ribadisce il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), in occasione della Settimana europea dell’immunizzazione 2026, ma i dati più recenti mostrano un’Europa ancora a due velocità sul fronte delle coperture vaccinali.
Accanto a risultati incoraggianti persistono aree di vulnerabilità che stanno già producendo un aumento dei casi di malattie prevenibili
I numeri parlano chiaro. Nei primi due mesi del 2026, nell’area Ue/See sono stati segnalati circa 350 casi di morbillo; la pertosse ha raggiunto quasi 210.000 casi nel 2024, oltre otto volte in più rispetto all’anno precedente, mentre le infezioni pneumococciche invasive superano stabilmente i 25.000 casi annui, tornando ai livelli più alti dal 2019. Un andamento che rafforza l’allarme su mancati o incompleti cicli vaccinali, soprattutto in alcune fasce d’età.
Sul fronte della prevenzione oncologica, arrivano invece segnali più positivi. A quindici anni dall’introduzione dei programmi anti-Hpv, tre Paesi europei -Svezia, Danimarca e Paesi Bassi- hanno raggiunto o superato l’obiettivo del 90% di copertura. Studi condotti negli stessi Paesi mostrano una drastica riduzione delle infezioni da papillomavirus e delle lesioni precancerose, con risultati particolarmente significativi quando la vaccinazione viene effettuata prima dei 17 anni. L’eliminazione del cancro cervicale nell’Ue/See viene oggi considerata un traguardo realisticamente raggiungibile nel medio-lungo periodo.
In questo scenario europeo, l’Italia presenta luci e ombre. Per l’epatite B, nel 2024 la copertura della terza dose ha raggiunto il 94%, superando la media Ue/See ferma al 92%. Anche la prima dose del vaccino contro il morbillo si attesta su livelli elevati, con una copertura del 95% rispetto al 93% europeo. Resta critica, invece, l’adesione alla seconda dose, che si ferma all’84%, quattro punti sotto la media Ue/See (88%), lasciando una quota rilevante di popolazione non pienamente protetta.
Per supportare strategie basate su dati concreti, l’Ecdc ha lanciato una nuova dashboard europea sulla copertura vaccinale, che consente un monitoraggio trasparente e aggiornato di Hpv, epatite B, morbillo, rosolia e altre malattie prevenibili. Uno strumento utile anche per i professionisti sanitari sul territorio, chiamati a intercettare esitazioni, informare correttamente e facilitare l’accesso alle vaccinazioni.
Un ruolo, quello della sanità di prossimità e delle farmacie, sempre più centrale. Come ha ricordato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, i vaccini rappresentano una delle innovazioni più efficaci e inclusive della medicina e la spesa per l’immunizzazione va letta come un investimento per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Investire in prevenzione significa, infatti, generare ritorni in termini di anni di vita in salute, costi sanitari e sociali evitati e maggiore produttività, in un contesto segnato da invecchiamento della popolazione e bassa natalità.
Alla luce dei dati epidemiologici e delle nuove sfide sanitarie, rafforzare le coperture lungo tutto l’arco della vita resta una priorità. E il contributo dei farmacisti, oggi protagonisti anche nelle campagne vaccinali, si conferma decisivo per trasformare le raccomandazioni in protezione reale per i cittadini.








