Case di comunità: i progetti procedono a rilento, a rischio obiettivi strategici
Sono passati tre anni dall’avvio del Pnrr e mancano 16 mesi alla scadenza, ma troppi progetti della Missione salute (M6) sono in ritardo nell’esecuzione o ancora fermi alla fase di progettazione. Questa la denuncia della Cgil -come ripreso anche da Fpress– in occasione della presentazione del Report sullo stato di attuazione della Missione salute a cura del sindacato stesso. Dall’analisi emerge che a dicembre 2024 risultano finanziati 10.084 progetti per 19,2 miliardi di euro complessivi. Dei 8871 progetti di cui è possibile monitorare l’iter, solo il 35% risulta concluso, mentre il 40,8% presenta ritardi in almeno una delle fasi di attuazione.
Particolarmente preoccupante e incerta -secondo la Cgil- la situazione per la realizzazione delle Case della comunità e degli Ospedali di comunità, strutture strategiche per l’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale.
Per quanto riguarda le Case della comunità, da ReGis risultano finanziati progetti per 1.416 strutture (valore complessivo di 2,8 miliardi di euro). A dicembre 2024 risultano che sia stato speso meno di un decimo dei fondi disponibili. Dei progetti monitorati, ne risultano completati e collaudati solo 25, mentre ben 885 (62,6%) presentano almeno uno step in ritardo. Nel dettaglio, sono in corso i lavori per la realizzazione di 598 strutture (42,4% del totale delle opere previste), ma ci sono ritardi evidenti e diffusi nell’esecuzione dei lavori per più della metà dei progetti. In particolare, ci sono ritardi nell’avvio dei lavori di esecuzione di 631 strutture (44,8%), a cui si aggiungono altre 103 (7,3%) con ritardi nella fine dei lavori. Completati i lavori dei cantieri solo per 53 Case della comunità (3,8%), mentre 454 progetti sono ancora fermi alla fase della progettazione esecutiva, step che di fatto impedisce l’avvio dei cantieri.
Non meno critica la situazione degli Ospedali di comunità, le strutture sanitarie a prevalente gestione infermieristica, fondamentali per garantire le cure intermedie e la continuità assistenziale nel passaggio dall’ospedale al ritorno a casa dei pazienti. Sono stati finanziati con 1,3 miliardi di euro progetti per 427 strutture, dei quali ne risultano completati e collaudati solo 10 (2,3%), mentre 146 sono ancora fermi alla fase della progettazione esecutiva.
Dal punto di vista territoriale, sia per le Case della comunità che per gli Ospedali di comunità emergono forti differenze tra Regioni: Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto sono le più virtuose, mentre all’ultimo posto si trovano Molise, Calabria e Sardegna.
In questo scenario -sottolinea la Cgil- risulta difficile credere che il governo possa immaginare di riuscire a terminare tutti i lavori per collaudare le strutture entro giugno 2026, data prevista per la scadenza. Inoltre resta il nodo dell’assunzione del personale.
Come sottolinea Fpress, il report non parla di farmacie, ma è evidente che i ritardi registrati dal cantiere della Missione 6 hanno ripercussioni anche sulla rete dei presidi dalla croce verde, che dovrebbero collaborare con le Case di comunità per l’erogazione di servizi di prossimità e l’integrazione delle cure, ma rischiano di trovarsi di fronte a un’incertezza operativa.








