Dispositivi indossabili sono strumenti utili per la salute
Nel settore della medicina digitale, una delle innovazioni più rilevanti è rappresentata dai dispositivi indossabili, o wearable. Questi strumenti stanno cambiando profondamente la relazione tra paziente e assistenza sanitaria.
Non sono semplici gadget, ma veri e propri dispositivi smart che, grazie all’intelligenza artificiale, sono in grado di monitorare in tempo reale vari parametri fisiologici e biometrici e integrarsi con il sistema sanitario locale.
Si pensi a un anello, a un cerotto intelligente o a uno smartwatch: questi dispositivi vanno oltre il semplice conteggio dei passi o del battito cardiaco. Possono infatti monitorare il sonno, la temperatura corporea, la variabilità della frequenza cardiaca, il livello di stress e altri indicatori utili a prevedere lo stato di salute di una persona. Ma ciò che li rende davvero efficaci è la loro integrazione con il lavoro dei professionisti sanitari: i dati raccolti non sostituiscono la figura del medico o del farmacista, bensì ne potenziano l’azione, offrendo una visione continua, aggiornata e personalizzata del paziente.
Esempi di dispositivi che si sono rivelati utili sono i dispositivi per il monitoraggio continuo della glicemia, (FreeStyle Libre e FreeStyle Libre 2) che hanno portato a un incremento significativo della frequenza di monitoraggio del glucosio: un cambiamento che si è tradotto in un miglioramento delle pratiche di autogestione e in una riduzione dei livelli di emoglobina glicata, passati da 8,3% a 7,9%, con una maggiore stabilità glicemica complessiva. Altrettanto rilevante è l’evoluzione dell’Oura Ring, un anello intelligente in grado di fornire una fotografia dettagliata e predittiva dello stato di salute attraverso l’analisi integrata di sonno, temperatura corporea, frequenza cardiaca e variabilità del battito. Uno studio recente ha confermato l’elevato grado di concordanza dei dati con la polisonnografia, standard di riferimento per lo studio del sonno.
Dispositivi indossabili utili nello scompenso cardiaco
A conferma di questi dati una recente analisi pubblicata su Frontiers in Cardiovascular Medicine ha evidenziato il potenziale clinico dei dispositivi indossabili nel ridurre i ricoveri e la mortalità nei pazienti affetti da scompenso cardiaco (HF), rappresentando una strategia alternativa e non invasiva rispetto ai monitor emodinamici impiantabili. I dispositivi indossabili analizzati in questi studi misurano la congestione polmonare, permettendo un monitoraggio precoce e continuo dello stato clinico del paziente, senza la necessità di procedure invasive o costose. I risultati dimostrano che l’assistenza guidata da dispositivi indossabili ha determinato una riduzione del 41% dei ricoveri per scompenso cardiaco e una riduzione del 40% degli eventi avversi legati allo scompenso, rispetto alla terapia standard. Inoltre, la mortalità per tutte le cause è risultata inferiore del 26% nel gruppo monitorato con dispositivi indossabili. Il rischio combinato di ricovero e mortalità si è ridotto del 37%. Questa metanalisi rafforza quindi l’evidenza a favore dell’impiego dei dispositivi indossabili come parte integrante di un approccio moderno e personalizzato alla gestione dello scompenso cardiaco.








