“Feel Good”: prevenire l’obesità e i suoi rischi è possibile
Presentiamo i risultati della Campagna “Feel good” di Cittadinanzattiva con Federfarma, una dell’indagine condotta in tre regioni tra adulti e adolescenti per conoscere la portata di un problema complesso che riguarda una parte crescente della popolazione italiana e individuare soluzioni praticabili ed efficaci. Coinvolte nell’iniziativa 105 farmacie.
Come prevenire l’obesità e i suoi rischi in Italia? Il compito si presenta difficile, se ancora il 29% delle persone adulte dichiara di essere disinformato sul tema. Sono da rimuovere ostacoli di natura soggettiva (scarsa motivazione personale al cambiamento delle proprie abitudini, mancanza di tempo da dedicare), ma anche e soprattutto impedimenti che richiamano a precise responsabilità di politica sanitaria pubblica (scarsa informazione sul tema; mancanza di supporto professionale socio/sanitario; difficoltà di accesso ai servizi/centri di riferimento; alti costi).
Questi sono alcuni degli elementi emersi dalla survey “Prevenire l’obesità e i suoi rischi è possibile”, condotta da Cittadinanzattiva in 3 Regioni (Lazio, Sicilia e Piemonte) in occasione della Giornata mondiale contro l’obesità (4 marzo 2024).
L’iniziativa rientra nelle attività previste da “Feel Good”, la campagna di informazione e sensibilizzazione sull’obesità rivolta ad adolescenti e adulti attraverso attività di formazione, prevenzione e attivazione dei cittadini coinvolti, a partire dai più giovani.
La campagna, promossa da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e con il sostegno non condizionato di Novo Nordisk, ha visto il coinvolgimento degli studenti di 5 scuole (Istituto di Istruzione Superiore “Tommaso D’Oria” di Ciriè -Torino; Istituto di istruzione superiore “Giovanni Sulpicio” di Veroli (Frosinone); Liceo Scientifico “Giuseppe Peano” di Roma; Liceo Ginnasio “Mario Cutelli e Carmelo Salanitro” di Catania; Istituto professionale “Pietro Piazza” di Palermo) e di 105 farmacie aderenti nelle stesse città.
Nelle scuole, circa 150 tra ragazzi e ragazze hanno svolto un percorso informativo-formativo interattivo on line, realizzato da esperti e volto all’acquisizione di conoscenze di base su tre tematiche specifiche: curare e favorire il proprio benessere fisico e psichico; promuovere la body positivity; riconoscere e affrontare fenomeni di body shaming, sia nella vita quotidiana sia sui social network. Un percorso analogo è stato riservato ai docenti e alle famiglie per rafforzare il ruolo della comunità educante nella prevenzione e sostegno alla cura della obesità.
Gli studenti e le studentesse sono stati a loro volta i protagonisti di una formazione “peer to peer” rivolta agli studenti di tutti e cinque gli istituti, nei quali sono stati realizzati appositi corner informativi dedicati a Feel Good, svolgendo il ruolo di “informatori di salute”. Hanno, inoltre somministrato un questionario anonimo agli studenti delle altre classi del proprio istituto, raccogliendo 325 questionari così distribuiti: Catania: 56; Ciriè: 36; Palermo: 60; Roma: 117; Veroli: 56.
IL CONTRIBUTO DELLE FARMACIE
Le farmacie aderenti sono state 105, appartenenti alle 3 regioni citate, e si sono rese protagoniste non solo offrendo informazioni sul tema, ma predisponendo un intervento di educazione sanitaria a beneficio di quei cittadini adulti che hanno voluto rispondere alla survey in farmacia. Ha risposto un campione -a forte prevalenza femminile- di 1.043 adulti, principalmente nel pieno della propria vita lavorativa e mediamente molto istruito. Ciò malgrado, a fronte del 63,6% che dichiara di saperne abbastanza, e di un ulteriore 7,4% che ritiene di saperne molto, ben il 29% ammette di saperne poco o nulla quando sente parlare di sovrappeso, obesità e rischi correlati.
OSTACOLI MA ANCHE CONSAPEVOLEZZA
L’obesità rappresenta un fattore di rischio per altre patologie: è un concetto ormai consolidato, in particolare per le patologie cardiovascolari (il 93,4%) e metaboliche (l’83,5%). Una simile consapevolezza emerge anche dalla survey sugli studenti, dove il 50,6% ha risposto indicando l’obesità come “una patologia in grado di determinare una situazione di malattia”, mentre il 38,9% considera l’obesità un disturbo alimentare.
L’80,2% del campione intervistato in farmacia ritiene che l’obesità non dipenda solo dalla buona volontà del singolo, e il 67,8% pensa che sia da considerare una vera e propria malattia.
LE CAUSE DEL FENOMENO
Comportamenti personali o stili di vita non congrui sono i principali fattori individuati dal campione intervistato in farmacia come potenziali cause di obesità (81,8%). Seguono le patologie o alterazioni metaboliche (76%), la presenza di fattori genetici o la predisposizione familiare (57,9%). Il 52,9% inserisce tra le cause di obesità fattori psicologici (stress e problematiche di salute mentale). Meno influenti sono considerate le condizioni socio-economiche e ambientali (42,1%).
I principali stili di vita individuati come possibili cause di obesità sono l’alimentazione ipercalorica (86%), la sedentarietà o l’inattività (82,6%). Secondo il 68,4% degli studenti, non esiste un’unica causa che determina l’obesità, ma più cause legate tra loro (predisposizione genetica, cause ambientali, patologie, eccetera).
LO STIGMA SOCIALE
Pregiudizi e discriminazioni sono identificati come problematiche correlate alla condizione di obesità. Oltre il 90% degli adulti è abbastanza/completamente d’accordo nell’affermare che le persone con obesità abbiano bisogno di comprensione e supporto e che discriminazione ed emarginazione influiscano negativamente sulla gestione della loro condizione. Questo dato è coerente con quello di chi si dichiara abbastanza/completamente d’accordo nel riconoscere che le persone con obesità subiscano spesso discriminazioni negli ambienti quotidiani di vita/scuola/lavoro (l’87,6%), e che più in generale sono soggette a pregiudizio sociale (81%).
Anche dalla survey svolta nelle scuole emerge che per il 67,8% degli intervistati, i ragazzi e le ragazze affetti da obesità hanno più difficoltà a inserirsi in un gruppo, e il 91,3% dichiara che sono più soggetti ad atti di bullismo.
Una soluzione potrebbe essere quella di favorire spazi di dialogo su questi argomenti nelle scuole: quasi la totalità degli intervistati, il 93,1%, ritiene sia utile parlare di questi temi nelle scuole, mentre il 59,4% degli studenti intervistati vorrebbe partecipare a un progetto dedicato al tema dell’obesità e sovrappeso patologico.
DISUGUAGLIANZE E PRESA IN CARICO
I pareri sono discordanti quando si ipotizza una correlazione tra obesità e diseguaglianze socio-economiche. A fronte di un 44,6% di intervistati che ritiene l’obesità più diffusa tra le persone in condizioni socio-economiche svantaggiate e di un 29,8% che ritiene tale correlazione molto rilevante, il 22,3% non individua alcuna correlazione diretta.
Dalla survey nelle scuole emerge che il 54,5% sostiene che nel nostro Paese il problema dell’obesità è un fenomeno preoccupante soprattutto tra i bambini e nelle zone del sud. Analogamente, il 54,5% è poco/per nulla d’accordo in merito all’affermazione che basterebbe maggiore forza di volontà per assumere il controllo del proprio peso senza aiuto esterno; la restante parte del campione (45,4%) è invece completamente/abbastanza d’accordo.
Sul ruolo degli operatori sanitari medici/pediatri/specialisti, eccetera) vi è una convergenza sostanziale di opinioni: la loro importanza è riconosciuta dal 91% del campione.
CONCLUSIONI DEL PROGETTO
L’interesse riscontrato da parte di ragazzi e ragazze durante lo svolgimento delle attività progettuali conferma l’importanza di occuparsi di obesità in ambito scolastico. Il 93,1% degli intervistati ritiene utile parlare di questi temi nelle scuole, e il 59,4% degli studenti è interessato a partecipare a un progetto dedicato al tema dell’obesità e del sovrappeso patologico.
Probabilmente l’interesse nasce anche dal bisogno di trovare spazi per discutere insieme e con il supporto di esperti: il 67,8% del campione dichiara che i ragazzi e le ragazze affette da obesità hanno più difficoltà a inserirsi in un gruppo, e il 91,3 % dichiara che sono più soggetti ad atti di bullismo.
Dalla survey rivolta agli adulti nelle farmacie emerge che un numero significativo di persone (29%) ammette di avere poca o nessuna conoscenza riguardo a sovrappeso, obesità e rischi correlati, il che sottolinea la necessità di campagne informative e strategie educative mirate.
La survey evidenzia ostacoli come la scarsa motivazione personale, la mancanza di tempo e le difficoltà economiche, ma soprattutto pone in risalto i deficit nell’educazione sanitaria e nell’health literacy.
Il valore del supporto dei professionisti della salute, riconosciuto dalla stragrande maggioranza dei partecipanti, testimonia l’importanza di un approccio multidisciplinare nel trattamento dell’obesità.
La campagna “Feel Good” ha dimostrato che le farmacie svolgono un ruolo cruciale nel promuovere la consapevolezza e l’educazione sanitaria, soprattutto nelle comunità locali, agendo come presidi sanitari di prossimità dove trovare un professionista della salute pronto ad accogliere e orientare il cittadino.
CHE FARE? LE PROPOSTE
Cittadinanzattiva si dedica con impegno alla questione dell’obesità, promuovendo progetti mirati e collaborando attivamente in gruppi di lavoro e reti di partenariato. Di seguito, una serie di proposte dettagliate che riflettono l’impegno per un approccio efficace e inclusivo alla lotta all’obesità.
- Implementare una campagna istituzionale di sensibilizzazione e informazione sull’obesità, che promuova l’importanza di ridurre il consumo di cibi ultraprocessati e di consumare quotidianamente frutta e verdura.
- Riconoscere l’obesità come malattia cronica multifattoriale complessa, per garantire l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) dell’insieme delle prestazioni e dei servizi necessari a un’effettiva presa in carico senza trascurarne gli aspetti psicologici.
- Rafforzare la rete di servizi e professionisti a livello territoriale (con particolare riguardo al medico di famiglia e al pediatra) in grado di rispondere in modo sinergico ai bisogni delle persone con obesità, al fine di fornire un’assistenza completa e specializzata, creando un sistema integrato che unisca diverse competenze professionali per affrontare la problematica dell’obesità in un’ottica di complessità, in linea con il processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale previsto dal Decreto ministeriale 77 nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
- Riconoscere e valorizzare il contributo della farmacia di comunità nella sensibilizzazione della popolazione, nell’offerta di servizi e nella presa in carico dei bisogni di salute delle persone con obesità, in linea con il ruolo attribuito dalla normativa della farmacia dei servizi e della attuale riforma dell’assistenza territoriale.
- Contrastare l’aumento del sovrappeso e dell’obesità in Italia nel bambino e nell’adolescente incentivando nei curricula scolastici programmi di educazione civica volti alla promozione della salute e del benessere così come indicato dalla Legge 92/2019, art. 3 ,comma 2.
- Sostenere e facilitare l’accesso a strutture sportive e attività ricreative per incoraggiare uno stile di vita attivo.
- Vigilare attraverso le commissioni mensa da un lato e le Asl dall’altro, affinché siano rispettati i menù previsti dai contratti in essere, per garantire pasti sani ed equilibrati per le diverse fasce di età.
- Mitigare l’impatto delle disuguaglianze socio-economiche sull’obesità, sviluppando interventi mirati e inclusivi, progettati tenendo conto delle diverse realtà ed esigenze delle comunità coinvolte, con l’obiettivo di favorire l’accesso a un’alimentazione sana e all’attività fisica.
- Contrastare lo stigma sociale associato all’obesità promuovendo nei media e nelle politiche pubbliche una rappresentazione più giusta e costruttiva di questa condizione.
- Garantire un approccio intersettoriale e interministeriale nella pianificazione e realizzazione di interventi di contrasto all’obesità quale problema di salute pubblica.
NECESSARIO L’IMPEGNO DI TUTTI
La realizzazione di queste proposte richiede un impegno congiunto da parte del governo, delle autorità sanitarie, delle società scientifiche e delle associazioni civiche e di pazienti, che promuova un cambiamento culturale e normativo per affrontare l’obesità non solo come un fattore di rischio legato ad altre patologie, ma come una condizione complessa e cronica che richiede attenzione e risorse dedicate.
A cura di Patrizia Prezioso e Silvia Martello








