I dati del “Libro Bianco sulla salute della donna”
Il “Libro Bianco sulla salute della donna”, realizzato da Fondazione Onda Ets con il sostegno incondizionato di Farmindustria, offre un’eccezionale quantità di dati, utili non soltanto per inquadrare la salute di genere, ma anche per effettuare rilevazioni sia sanitarie, sia epidemiologiche e sociali. Gli uomini, per esempio, hanno recuperato livelli di sopravvivenza pre-pandemia (81,1 anni nel 2019), mentre per donne rimangono ancora margini di recupero: 85,2 anni nel 2023 contro 85,4 nel 2019. Ecco alcuni dati significativi.
Il 2023, con 379mila nascite, ha segnato il nuovo record di minore natalità registrato in Italia. Una delle cause è la fecondità: il numero medio di figli per donna è sceso da 1,24 nel 2022 a 1,20 nel 2023. Rispetto poi agli stili di vita, in Italia una persona su quattro è fumatrice (24%), registrando un trend progressivamente ridottosi negli anni (30 per cento nel 2008), ma più lentamente fra le donne.
Inoltre, un terzo della popolazione italiana (32,7%) è in sovrappeso, mentre poco più di una persona su dieci è obesa (10,4 per cento). Il sovrappeso, in particolare, è caratterizzato da una forte differenza di genere (40,9% degli uomini contro il 24,5% delle donne), mentre per l’obesità il divario è più ridotto (11,1 per cento degli uomini e 9,7 per cento delle donne).
Le novità della nuova edizione: approccio di genere e Intelligenza Artificiale
Quest’anno poi, il “Libro bianco”, intitolato “Dalla medicina di genere alla medicina personalizzata. Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale”, oltre a offrire numerosi spunti sul nesso tra un approccio genere-specifico, la personalizzazione delle cure e l’innovazione tecnologica, si focalizza sull’impiego dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella pratica clinica e nella ricerca, e in particolare il suo possibile contributo, tra potenzialità e criticità, per una medicina sempre più personalizzata. “Siamo di fronte a una grande sfida – ha dichiarato Francesca Merzagora, presidente della Fondazione Onda Ets– perché l’IA offre l’opportunità di elaborare un’eccezionale quantità di dati, con grandi vantaggi non soltanto in chiave di salute di genere, ma anche nel processo di una sempre maggiore personalizzazione della cura. Tuttavia, non sono poche e trascurabili le criticità che emergono su più fronti, sul piano della tutela della privacy, per esempio, o del divario digitale di genere. E ancora di più nell’ambito dell’intelligenza emotiva, che ci richiama a quelle competenze specifiche dell’essere umano che la tecnologia non può sostituire. È importante quindi accompagnare questo processo con un’umanizzazione della tecnologia, che consenta ai professionisti di ottimizzare il loro lavoro, anche in termini di miglioramento della qualità e quantità del rapporto col paziente”.
Il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, si è poi soffermato sulle enormi potenzialità dell’Intelligenza artificiale, indicando le tre direttrici su cui puntare: “Competenze, collaborazione e ambiente aperto”. Competenze, perché la tecnologia corre veloce con ricadute significative ed è necessario formare le nuove figure professionali e aggiornare in maniera continuativa gli attuali professionisti. Collaborazione fin dalle scuole, perché ormai i team sono multidisciplinari: medici, matematici, ingegneri, data scientist, bioinformatici, specialisti di nanomateriali, esperti di robotica. ‘Ambiente aperto’, perché solamente in un contesto di open e network innovation l’Italia e l’Europa saranno in grado di attrarre una parte degli ingenti investimenti in R&S dell’industria farmaceutica previsti tra il 2024 e il 2029: 2.000 miliardi di dollari a livello globale. Oggi, quindi, è indispensabile cambiare passo e il momento è ora”.








