La farmacia e i social: “megafono” di educazione sanitaria
Il nuovo protocollo siglato tra Federfarma e Fondazione Airc propone un obiettivo verso cui da sempre la farmacia tende: promuovere la cultura della prevenzione, che va recuperata e vitalizzata. Oggi però tempi e mezzi sono cambiati e con loro le modalità d’approccio con il paziente. Federfarma intende cogliere questa opportunità: il nuovo sito di Farma 7 aiuterà i farmacisti a gestire i propri social e a diffondere i propri consigli.
(Farma 7 – 7/2024) – È un tema importante e merita, quindi, di essere approfondito per le sue implicazioni. Ecco perché ritorniamo sulla recente firma del protocollo siglato tra Federfarma e Fondazione Airc, di cui abbiamo già parlato nell’Editoriale del numero scorso (“Farma 7” n. 6 del 15 aprile). Perché il nuovo progetto “Insieme per la prevenzione” non è soltanto il risultato di una partnership ormai consolidata tra le due istituzioni -dopo ben 7 anni di proficua collaborazione- ma rappresenta un obiettivo verso cui la farmacia e i farmacisti da sempre tendono, in quanto intimamente connaturato con la loro cultura e il loro ruolo.
Diffondere materiali e contenuti informativi, infatti, promuovere cioè una cultura della prevenzione primaria e secondaria, rientra proprio tra quelli che potremmo a ragione definire compiti istituzionali della professione, dai quali non si può prescindere. E di quanto questi siano importanti hanno acquisito maggiore consapevolezza sia la politica sia le istituzioni, che tornano a focalizzare i loro programmi sulla prevenzione. È proprio in questo ambito che il ruolo del farmacista, da sempre educatore sanitario, può essere ulteriormente valorizzato, e non soltanto per la sua predisposizione all’impegno, per la sua capillarità e per la credibilità che gli viene riconosciuta dal cittadino, ma anche perché oggi sa e può utilizzare strumenti capaci di amplificarne la voce.
Che cosa si prefigge il nuovo progetto “Insieme per la prevenzione”? Come hanno ben precisato il presidente Marco Cossolo e il segretario nazionale Roberto Tobia, l’iniziativa consiste nella realizzazione e diffusione di “materiali e contenuti informativi sull’adozione di abitudini e comportamenti salutari per ridurre il rischio di cancro, insieme all’adesione agli screening”. Si parla non solo di cancro al seno – che con la campagna “Nastro Rosa” è stata la prima occasione di collaborazione tra Federfarma e Fondazione Airc – ma in generale di tutte le patologie oncologiche e della promozione di buone abitudini di un corretto stile di vita.
Ebbene, finora si è sempre fatto riferimento al consiglio del farmacista al banco, a quelle indicazioni che s’accompagnano sempre a qualsiasi “spedizione di un medicinale” (il famoso “prima o dopo i pasti” e quant’altro), ma oggi i tempi e i mezzi sono cambiati e con essi le modalità di approccio del farmacista con il cittadino. Sono molte, infatti, le farmacie che utilizzano i social per colloquiare con i pazienti, offrendo contenuti che riguardano, oltre alle indicazioni di servizio della farmacia, anche consigli sanitari e di prevenzione.
La statistica ci dice che, in media, una farmacia ha circa 500 contatti abituali on line. La moltiplica è facile: mille farmacie diffondono 500mila consigli, 5.000 farmacie ben 2 milioni e mezzo, e così via in costante progressione. Si apre allora un nuovo scenario, in cui la farmacia diventa “megafono” d’informazione sanitaria, sia al suo interno (non dimentichiamo che ogni giorno entrano fisicamente in farmacia 4 milioni di persone), sia all’esterno grazie ai suoi canali di comunicazione social, garantendo sempre una comunicazione professionale e di qualità.
Questa è un’opportunità che Federfarma e il suo organo di stampa “Farma 7” vogliono cogliere e ottimizzare. Come abbiamo accennato a Cosmofarma, a breve sarà on line un nuovo sito web che non soltanto offrirà agli associati informazioni e aggiornamenti utili all’attività gestionale, ma che aiuterà il farmacista anche a gestire i propri social in maniera personalizzata, divenendo così vero “megafono” di educazione sanitaria.
Patrizia Prezioso








