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“Non mi scadere sui farmaci”, la campagna di Assosalute raggiunge 9 milioni di italiani

5 Febbraio 2025
Senza categoria

Sono nove milioni gli italiani raggiunti dalla campagna di sensibilizzazione “Non mi scadere sui farmaci”, promossa dalla Associazione nazionale farmaci di automedicazione (Assosalute) e il 79% di coloro che hanno visto la campagna ha affermato di aver modificato il proprio comportamento, adottando pratiche più corrette e sostenibili. Questi i risultati presentati ad un anno dal lancio della campagna digitale di Assosalute, nata dall’esigenza di educare e informare il cittadino sul corretto smaltimento dei farmaci scaduti.

Più di un cittadino su cinque si è rivolto ai farmacisti per ricevere ulteriori informazioni, rafforzando il ruolo delle farmacie come punti di riferimento per la sensibilizzazione.

I dati, emersi da una indagine sulla valutazione della campagna “Non mi scadere sui farmaci”, evidenziano un miglioramento nella consapevolezza e nelle abitudini degli italiani riguardo al corretto smaltimento dei farmaci scaduti. Il 72% degli intervistati ha ritenuto il messaggio chiaro ed efficace, con un apprezzamento particolarmente positivo tra gli over 55, dove si raggiunge una soddisfazione del 98%.

Primo passo verso consapevolezza ambientale

«I dati di chiusura di “Non mi scadere sui farmaci” dimostrano che la campagna ha contribuito a un primo passo verso una maggiore consapevolezza ambientale, anche quando si parla di farmaci» ha dichiarato Michele Albero, presidente di Assosalute. «Tuttavia, affinché propensioni e modifiche di comportamento diventino abitudini consolidate, è necessario un impegno continuativo in termini di informazione ed educazione che interessi tutto il percorso del farmaco, dall’acquisto consapevole, passando per una assunzione responsabile e una corretta conservazione fino a uno smaltimento rispettoso delle regole e del Pianeta». Ed ha concluso Albero: «la campagna è in linea con la promozione di una cultura della salute sempre più matura e alla cui evoluzione può contribuire una collaborazione sinergica tra tutti gli attori del sistema sanitario a partire dai temi della corretta comunicazione».

La campagna ha generato anche un grande passaparola: il 71% dei partecipanti dichiara di aver condiviso le informazioni con altri. Il 48% ha scoperto che i contenitori per lo smaltimento sono presenti anche nelle isole ecologiche, mentre il 34% ha iniziato a separare correttamente le scatole esterne dal contenitore – il cosiddetto “confezionamento primario” – dei farmaci scaduti. Infine, l’utilizzo delle isole ecologiche per lo smaltimento dei farmaci scaduti è aumentato del 10% dai raggiunti dalla campagna, indicando un progressivo adeguamento alle pratiche corrette.

Prossimità dei contenitori può migliorare la raccolta

Ci sono poi alcune aree di miglioramento per il futuro: in particolare, i giovani tra i 18 e i 24 anni, risultano la fascia meno informata, con solo il 50% di loro che adotta correttamente le pratiche di smaltimento. Infine, fattori chiave per incentivare comportamenti responsabili e virtuosi sono la disponibilità e la prossimità dei contenitori per il corretto smaltimento restano; resta quindi la necessità di un ulteriore impegno collettivo per l’ampliamento della rete di contenitori per la raccolta dei farmaci scaduti, affinché siano sempre più accessibili ai cittadini sui loro territori.