Torna a tutti gli articoli

Pgeu: patto per le competenze del farmacista

21 Luglio 2021
Ricerche e documenti

“Patto per le competenze” è il titolo del Postion paper recentemente predisposto dal Pgeu, con il quale il Gruppo europeo dei farmacisti, presieduto nel 2022 da Roberto Tobia (nella foto), intende fornire il suo contributo all’Agenda della Commissione Ue su questo specifico argomento. Con i suoi 400.000 professionisti e le 140.000 farmacie capillarmente presenti sul territorio, la categoria si propone come uno degli elementi chiave per rafforzare i sistemi sanitari europei.

Da dove nasce l’idea del Gruppo europeo dei farmacisti (Pgeu) di lavorare su un “Patto per le competenze del farmacista”? Tutto parte nel novembre 2020, quando la Commissione Europea lanciò ufficialmente il Patto per le competenze, ovvero un modello di impegno condiviso per lo sviluppo delle competenze in Europa.

Con tale idea la Commissione invitava gli stakeholder, pubblici e privati, a unire le forze e a intraprendere azioni concrete per migliorare e riqualificare i professionisti europei. Alla base di tale idea la necessità di sostenere, ovvero di qualificare, una ripresa equa e realizzare le ambizioni della transizione verde e digitale per l’industria e le Pmi.

Il Patto per le competenze è la prima delle azioni previste dell’Agenda europea delle competenze, un piano quinquennale per aiutare professionisti e imprese a sviluppare maggiori e migliori competenze e a metterle in pratica, attraverso:

  • Il rafforzamento della competitività sostenibile
  • Il mantenimento dell’equità sociale attraverso l’accesso all’istruzione, alla formazione e all’apprendimento permanente per tutti nell’Ue
  • la capacità di reagire alle crisi, sulla base delle lezioni apprese durante la pandemia Covid-19

Le preoccupazioni per l’impatto climatico e la rapida trasformazione digitale stanno cambiando il modo in cui lavoriamo, impariamo e conduciamo la nostra vita quotidiana. La pandemia Coronavirus ha avuto un profondo impatto su milioni di persone nell’Ue che hanno perso il loro lavoro o hanno subito una significativa perdita di reddito. Molti dovranno acquisire nuove competenze e passare a nuovi lavori, magari in un diverso settore dell’economia. Altri avranno bisogno di aggiornarsi per mantenere il loro impiego in un ambiente di lavoro che però cambia, e anche per i giovani, l’ingresso nel mercato del lavoro potrebbe rivelarsi molto difficile.

La nuova Agenda europea delle competenze fissa degli obiettivi da raggiungere entro il 2025, attraverso 12 azioni organizzate intorno a quattro blocchi fondamentali:

1) Un invito a unire le forze in uno sforzo collettivo

Azione 1: Un patto per le competenze

2) Azioni per garantire che le persone abbiano le competenze adatte al lavoro

Azione 2: Rafforzare l’intelligenza delle competenze

Azione 3: Sostegno dell’Ue all’azione nazionale strategica di riqualificazione

Azione 4: Proposta di raccomandazione del Consiglio sull’istruzione e la formazione professionale (Vet)

Azione 5: Sviluppare l’iniziativa delle università europee e migliorare le competenze degli scienziati

Azione 6: Competenze per sostenere le transizioni gemelle

Azione 7: Aumentare i laureati Stem e promuovere le competenze imprenditoriali e trasversali

Azione 8: Competenze per la vita

3) Strumenti e iniziative per sostenere le persone nei loro percorsi di apprendimento permanente

Azione 9: Iniziativa sui conti individuali di apprendimento

Azione 10: Un approccio europeo ai microcrediti

Azione 11: Nuova piattaforma Europass

4) Un quadro per sbloccare gli investimenti nelle competenze

Azione 12: Migliorare il quadro di riferimento per sbloccare gli investimenti degli Stati membri e del settore privato nelle competenze

Il documento del Pgeu

In questo quadro di riferimento si inserisce il documento pubblicato dal Gruppo europeo dei farmacisti lo scorso 1° giugno e attraverso il quale il Pgeu forbisce il suo peculiare contributo all’Agenda della Commissione europea sul Patto per le competenze, considerando la competenza professionale del farmacista come uno degli strumenti chiave per rafforzare i sistemi sanitari europei.

La trasformazione in corso dei sistemi sanitari in tutta Europa richiede, infatti, un ambizioso aggiornamento e riqualificazione del personale sanitario.

I farmacisti rappresentano il terzo gruppo numericamente più importante di professionisti sanitari a livello globale, dopo gli infermieri e i medici e il primo in termini di accessibilità al pubblico. Costituiscono poi l’elemento chiave dell’assistenza sanitaria di base, svolgendo un ruolo essenziale nella prevenzione delle malattie, nella promozione della salute e nel contribuire all’uso sicuro, efficace e razionale dei farmaci, il tutto vicino a dove la gente vive o lavora. Giocano, inoltre, un ruolo essenziale nella capacità di risposta dei sistemi sanitari alle emergenze, come ampiamente dimostrato durante la pandemia Covid-19.

Inoltre, l’invecchiamento generale della popolazione europea, l’aumento della politerapia, le innovazioni nella gestione delle malattie e l’incremento della tecnologia digitale e della medicina personalizzata richiedono che i farmacisti sviluppino continuamente e rapidamente le loro competenze.

La pandemia Coronavirus ha mostrato come sia necessario cambiare il modo in cui l’assistenza sanitaria viene fornita, e passare da un’assistenza incentrata sulla malattia a un’assistenza incentrata sulle persone, sui risultati dei pazienti e sulla cura prestata il più vicino possibile al loro domicilio. Tale passaggio richiede però alcuni cambiamenti nelle competenze impiegate nella pratica quotidiana dei professionisti sanitari.

Il Gruppo di esperti istituito dalla Commissione europea su modi efficaci di investire nella Salute (Exph), nel suo parere su “Spostamento dei compiti e progettazione dei sistemi sanitari” ha concluso che la condivisione dei compiti, se basata su prove solide e attuata efficacemente, può dare un contributo importante ai risultati clinici e alla sostenibilità dei sistemi sanitari. Inoltre, i professionisti sanitari diversi dai medici, specialmente i farmacisti, con un’adeguata formazione e supporto possono intraprendere ruoli ampliati rispetto a quelli tradizionali, all’interno di team integrati e approcci aperti alla condivisione delle informazioni.

Molti Paesi europei hanno già introdotto modifiche legislative per ampliare il ruolo dei farmacisti e contribuire così a mantenere la continuità delle cure, alleggerendo la pressione sul resto del sistema sanitario. Alcuni Paesi hanno anche ottenuto fondi aggiuntivi per potenziare i servizi delle farmacie aperte al pubblico nel loro vitale e capillare lavoro, in prima linea contro il Covid-19.

La forza di 400.000 farmacisti europei

Inoltre, i farmacisti di tutta Europa sono anche fortemente impegnati a contribuire a ridurre l’impatto che i farmaci possono avere sull’ambiente e a prevenire gli sprechi. In qualità di esperti dei farmaci, si trovano nella posizione ideale per sensibilizzare il pubblico, promuovere l’uso prudente e lo smaltimento corretto dei prodotti farmaceutici e fornire consigli sulla disponibilità di prodotti “più ecologici”. Per contribuire il più possibile a un pianeta più sano, è anche vitale che la rete di oltre 400.000 farmacisti territoriali in Europa sia guidata e sostenuta da approcci condivisi, tutti impegnati avendo come obiettivo una strategia comune.

In tale contesto il Pgeu sta lavorando intensamente per attuare strategie volte a migliorare lo sviluppo delle competenze digitali necessarie a implementare le nuove tecnologie numeriche, come l’intelligenza artificiale. Tali nuove tecnologie hanno come obiettivo primario quello di migliorare la qualità dell’assistenza e rendere più efficienti i sistemi sanitari degli Stati membri. Questo significa includere adeguate competenze sulla governance e sull’uso dei dati sanitari che rappresentano direttamente il frutto reale della pratica professionale del farmacista, sull’informatica sanitaria, sulla gestione dei big data, sulle tecnologie e sull’alfabetizzazione digitale.

I farmacisti territoriali, infatti, sono una tra le professioni sanitarie che ha investito moltissimo, e con fondi propri, nel settore dell’e-health; ha sviluppato le infrastrutture necessarie per implementare tecnologie innovative di e-health, con l’obiettivo di offrire ai pazienti standard più elevati di servizi farmaceutici, come il software di gestione delle farmacie e l’introduzione delle ricette dematerializzate nella pratica professionale quotidiana.

Capillarità garantita da 160.000 farmacie

Queste innovazioni permettono ai farmacisti di dedicare più tempo ai pazienti, di fornire una consulenza più attenta alle esigenze del paziente stesso e garantire un miglior servizio professionale. Ciò anche in virtù del fatto che i farmacisti stessi riconoscono i vantaggi che i big data e l’Intelligenza artificiale possono apportare ai sistemi sanitari europei, e considerano queste tecnologie come un utile strumento di supporto per gli operatori sanitari.

Inoltre, la presenza sul territorio, in Europa, di oltre 160.000 farmacie, permette alla popolazione un capillare accesso ai servizi farmaceutici, e i farmacisti territoriali possono facilmente sfruttare il potenziale dei big data, fornendo consulenze personalizzate ai pazienti, garantendo informazioni professionali riguardo alle loro terapie e promuovendo sempre un uso sicuro e razionale dei farmaci.

Per di più, in linea con gli obiettivi del Green Deal dell’Ue e nell’ambito del loro ruolo all’interno dei Sistemi sanitari nazionali, i farmacisti consigliano i cittadini in materia di salute e sicurezza ambientale. Ciò include la fornitura di specifici consigli su un adeguato trattamento e smaltimento dei farmaci, informando, ove possibile, anche sui farmaci frutto di processi produttivi “più green”.

Questa opera di corretto smaltimento dei “rifiuti farmaceutici” è molto diffusa e riguarda la maggior parte della popolazione europea, che può restituire medicinali, scaduti o inutilizzati, alla propria farmacia di fiducia. Così i farmacisti sono impegnati anche nello sviluppare ulteriormente conoscenze e competenze per affrontare le sfide relative agli aspetti ambientali, e di sostenibilità della loro quotidiana pratica professionale come parte di un approccio One Health.

L’approccio One Health

Ciò significa, altresì, che in molti Paesi europei le farmacie aperte al pubblico stanno ampliando le loro competenze centrate sempre di più sul paziente, e la prova di tale assunto risiede nel numero in rapida espansione di nuovi servizi disponibili in farmacia.

Infine, la crescente sovrapposizione di ruoli professionali, unitamente ai moderni sistemi sanitari che richiedono agli operatori sanitari di lavorare in team, richiedono che queste équipe dedite alla gestione dell’assistenza sanitaria primaria debbano gestire la salute dei pazienti in modo più intelligente, utilizzando un approccio integrato e multidisciplinare.

Con il loro documento sul “Pact for Skills” I farmacisti e le farmacie del territorio accolgono appieno la sfida che li porterà a sviluppare ulteriormente una gamma di competenze trasversali, tra cui le capacità interpersonali che facilitino il lavoro di squadra con gli altri professionisti sanitari, che migliorino la sensibilità socio-culturale rivolta alla risoluzione dei problemi, con l’intento di migliorare la loro capacità di garantire una corretta prevenzione delle malattie, di migliorare la comunicazione incentrata sul paziente, di favorire la collaborazione interprofessionale e la promozione della salute.

Da parte sua, infine, l’Associazione europea degli studenti di Farmacia (Epsa), che rappresenta oltre 100.000 studenti di farmacia in 37 Paesi europei e che ha formalmente appoggiato la posizione del Pgeu, ha ufficialmente chiesto l’inclusione di competenze trasversali nel corso di farmacia, al preciso scopo di fornire cure adeguate centrate sempre più sul paziente e sulle sue specifiche esigenze (EP-GS).

Gli effetti di Covid-19

“La pandemia di Covid-19 sta accelerando la trasformazione dei sistemi sanitari verso modelli di cura più accessibili e incentrati sul paziente, sempre più supportati dalle tecnologie digitali. I farmacisti territoriali sono pronti ad abbracciare questa trasformazione e a valorizzare il loro contributo dinamico e sostenibile, nell’ottica di un miglioramento della salute dei pazienti, contribuendo al contempo a rafforzare i sistemi sanitari europei”.

Il ruolo dei farmacisti territoriali

“I farmacisti territoriali sostengono la Commissione europea nel coordinare le strategie e promuovere l’investimento nelle competenze dei professionisti sanitari, per garantire che possano integrarsi perfettamente nel passaggio a sistemi più ecologici e digitali, e per contribuire alla ripresa dalla pandemia Coronavirus”.

Ambiente e sostenibilità

“In linea con gli obiettivi del Green Deal dell’Ue, e come parte integrante del loro ruolo di attori chiave nell’opera di miglioramento della salute pubblica, i farmacisti sono pronti a investire ulteriormente nello sviluppo di competenze per affrontare le sfide legate agli aspetti ambientali e di sostenibilità della pratica professionale quotidiana, nell’ambito di un approccio One Health”.

Riqualificare la professione

”I farmacisti sono impegnati nell’aggiornamento e nella riqualificazione della loro professione per rispondere alle esigenze attuali e future dei pazienti e dei sistemi sanitari. Per questo, il Pgeu sottolinea la necessità di migliorare la formazione in relazione alle competenze necessarie per utilizzare con successo le nuove tecnologie digitali, come i big data e l’intelligenza artificiale, e per sviluppare le competenze trasversali. Comprese, per esempio, specifiche competenze interpersonali, che mirano a migliorare la loro capacità di comunicazione centrata sul paziente, la prevenzione e la gestione delle malattie, la promozione della salute e la collaborazione interprofessionale”.