Torna a tutti gli articoli

VII Rapporto annuale farmacia: cresce il ruolo come presidio sanitario multifunzionale

27 Febbraio 2025
Attualità

È stato presentato il VII Rapporto annuale sulla Farmacia, documento che, come nelle scorse edizioni, punta a fotografare l’evoluzione del settore in Italia, con particolare attenzione ai servizi innovativi, alla distribuzione dei farmaci e alle sfide del sistema. L’iniziativa, presentata da Federfarma e Cittadinanzattiva, con il supporto non condizionato di Teva, ha elaborato i dati raccolti da settembre a dicembre 2024 relativi a 1600 farmacie e 1200 cittadini.

«La transizione verso la farmacia dei servizi segna progressi, ma il processo ancora non può ritenersi completato. Ulteriori avanzamenti su questo fronte si potranno ottenere anche considerando e dando seguito alle indicazioni emerse in questa edizione del Rapporto» ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.

«Ora che la farmacia dei servizi si sta strutturando sempre più all’interno del Servizio sanitario nazionale, grazie all’avvio dell’iter del rinnovo della Convenzione, il Rapporto sulla farmacia italiana e, più in generale, la collaborazione tra Federfarma e Cittadinanzattiva assumono un rilievo ancor maggiore» ha dichiarato Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale. Infatti, il Rapporto «è lo strumento attraverso il quale ascoltiamo i bisogni dei cittadini e raccogliamo le esperienze dei farmacisti per disegnare l’evoluzione di una farmacia sempre più rispondente alle esigenze di salute della collettività».

Dal documento emerge come siamo in aumento il numero delle farmacie coinvolte nella sperimentazione della Farmacia dei Servizi: nei primi tre anni di rilevazioni, il dato oscillava intorno al 60%, negli ultimi due anni supera il 70%.

«Attraverso i dati che emergono da questo Rapporto e l’analisi dei trend registrati in questi sette anni, offriamo una valutazione civica della implementazione della “farmacia dei servizi”, in risposta ai bisogni dei cittadini, in particolar modo di quelli residenti nelle aree interne del Paese, e delle persone fragili, anziani e pazienti con patologie croniche» ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. Per il futuro, «in particolare, va favorito il processo che vede le farmacie come luogo privilegiato per effettuare le vaccinazioni, allargandone lo spettro, ma anche favorendo la diffusione di nuovi servizi a supporto dell’assistenza domiciliare e dell’aderenza terapeutica, nonché della medicina di genere».

Tra i servizi offerti, è la telemedicina l’area di maggior crescita: se nel 2018 erano il 10% quelle che offrivano il telemonitoraggio della pressione arteriosa, nel 2024 si supera il 70%. Analogamente la telecardiologia passa dal 28% al 76,5%. Cresce la diffusione del servizio CUP, dal 63% del 2018 al 79,1% del 2024. Non si consolida purtroppo il dato sull’impegno delle farmacie in tema di aderenza alle terapie: bassa la partecipazione dei farmacisti ai programmi di supporto (28,3%), con il 51,9% di loro che segnala ostacoli burocratici. Altra area che meriterebbe di essere rafforzata è quella relativa ai servizi di supporto all’Assistenza Domiciliare Integrata, con valori rispetto agli altri servizi offerti in farmacia sempre molto bassi (nel 2018: 7%, nel 2024: 6,5%).

Cresce l’offerta dei servizi

Il 73,8% delle farmacie è già coinvolto nella sperimentazione della Farmacia dei Servizi con un impegno proattivo nel trasformare il proprio ruolo da dispensatrici di farmaci ad erogatrici di servizi sanitari. A detta dei farmacisti intervistati, cresce l’offerta dei servizi: rispetto al 2023, aumenta il numero di farmacie che offre una gamma di servizi come test/esami diagnostici (la glicemia arriva a 83,7%, nel 2023 era l’81,6%; il colesterolo al 79,1% rispetto al 78,4% del 2023; i , i trigliceridi al 74,7%, quando un anno fa il dato si fermava al 73%). Il CUP e i servizi correlati crescono e arrivano al 79,1% rispetto al 77,4% del 2023. Diffusa la possibilità di prenotare e ritirare farmaci e prodotti in farmacia (85%), così come il tradizionale servizio delle preparazioni galeniche (62,2%). Di contro ancora poco sviluppata l’offerta di servizi di supporto all’ADI (6,5%).

A detta dei cittadini, i servizi maggiormente fruiti rimangono gli stessi del 2023, ma la richiesta è in leggero calo: prenotazione di farmaci e altri prodotti da ritirare in farmacia (richiesto dall’84% degli interpellati, nel 2023 era l’86,5%), monitoraggio dei parametri (45,7%, nel 2024. nel 2023 era 46,3%), CUP e servizi correlati (34,7%. Nel 2023: 38,7%), preparazioni galeniche (28,4%. Nel 2023: 34%). Tra le prestazioni che non erano a conoscenza si potessero trovare in farmacia, troviamo la spirometria (10,1%), i servizi di supporto all’ADI (9%), i programmi di supporto all’aderenza terapeutica (8,1%).

Farmaci equivalenti

Per quanto riguarda l’atteggiamento e le convinzioni dei cittadini rispetto ai farmaci equivalenti, quasi la metà (48,7%) delle persone intervistate utilizza abitualmente un farmaco equivalente, ed un ulteriore 44,6% dichiara di assumerlo saltuariamente. Chi proprio non lo usa è il 6,7% del campione. Confermato il dato delle rilevazioni ufficiali: i cittadini del sud usano meno i farmaci equivalenti di quanto non facciano quelli del nord. Così come sono i giovani che dichiarano di utilizzarli più degli anziani. Tra le persone che ammettono di non conoscere la differenza tra principio attivo e nome commerciale del farmaco, prevalgono coloro della fascia di età dai 64 ai 74 anni. Al contrario, nei giovani 18/30 anni nessuno mostra incertezze al riguardo.

Tra i motivi di rifiuto dei farmaci equivalenti, i farmacisti (il 93,5%) rilevano nei cittadini il timore che non siano equivalenti in termini di efficacia, qualità e sicurezza, o problemi con l’identificazione della confezione (62,6%) o ancora abitudini che non si è disposti a cambiare (62,1%). La motivazione del risparmio primeggia unicamente tra i giovani 18/30 anni, mentre in tutte le altre fasce d’età prevale la fiducia nella proposta fatta dal farmacista.

Medicina di genere e distribuzione dei farmaci

Il 36,6% delle farmacie ha indicato di essersi impegnato in campagne specifiche nell’ambito della medicina di genere, e vi ha partecipato il 64,9% dei cittadini coinvolti in particolare per campagne di prevenzione e screening. Permane un non irrilevante 11,2% di persone che non ne ha ancora piena consapevolezza.

Per quanto riguarda la distribuzione, il 79,8% dei farmacisti intervistati dichiara di aver già iniziato a gestire la distribuzione dei farmaci riclassificati dalla fascia A-PHT (canale ospedaliero) alla fascia A (come da indicazioni AIFA): una novità apprezzata da chi ne usufruisce, a detta del 55,9% dei farmacisti, anche se ancora rilevante appare, agli occhi del 32,7%, la quota di cittadini che non ne ha consapevolezza. Solo il 13,8% di persone ha risposto di essere a conoscenza della novità che rende disponibili -in regime convenzionato nelle farmacie di comunità- alcuni farmaci per il diabete, precedentemente distribuiti in diretta e DPC.

Al termine della presentazione dei dati, Cittadinanzattiva e Federfarma hanno siglato il rinnovo del Protocollo d’intesa, che lega le iniziative delle due associazioni intorno a cinque obiettivi per contribuire al miglioramento del Servizio sanitario nazionale:

-promozione della salute, prevenzione e screening, con particolare attenzione alla medicina di genere;

– monitoraggio e miglioramento dei servizi offerti, utilizzando strumenti partecipativi come l’Audit Civico® delle Farmacie per valutare e ottimizzare l’offerta ai cittadini;

– produzione di report e analisi, come il Rapporto Annuale sulla Farmacia;

– sviluppo della partnership su scala nazionale, regionale e locale;

– valorizzazione del ruolo sociale e sanitario delle farmacie di comunità, soprattutto nelle Aree Interne.

«Il protocollo tra Cittadinanzattiva e Federfarma oggi rinnovato valorizza appieno il ruolo sociosanitario svolto dalla farmacia su tutto il territorio nazionale ed in particolare nelle aree interne» ha concluso Cossolo.